‘A un metro da te’, di J. Baldoni (2019)

“Quando non sarai più parte di me ritaglierò dal tuo ricordo

tante piccole stelle,

allora il cielo sarà così bello

che tutto il mondo

si innamorerà della notte”.

(da ‘Romeo e Giulietta’, di W.Shakespeare)

‘A un metro da te’, di J. Baldoni (2019) con C.Sprouse e H.L. Richardson.

Stella e Will sono due adolescenti speciali: bellissimi, talentuosi, maturi, arguti e…molto malati. Sì, perché Stella e Will sono malati di Fibrosi Cistica, una malattia cronica e degenerativa che colpisce l’apparato respiratorio e che segna in modo drammatico la vita di chi ne è affetto. Costretti a sottoporsi a terapie quotidiane lunghe e sfinenti, i malati di FC hanno anche una serie di limitazioni nelle relazioni sociali, a causa dell’alta possibilità di contrarre tramite il contatto diretto batteri dannosi per la loro vita.

Stella e Will vivono di ricoveri in ospedale e fanno dell’ospedale stesso il loro mondo, il loro porto sicuro. E in questo contesto così asettico, dove terapie e controlli sono una norma inviolabile e prassi quotidiana, i ragazzi vivono la loro adolescenza, tra messaggi e apps, litigi e ripicche, vlog e fumetti. Introverso Will, più spigliata e risoluta Stella, i due ragazzi daranno vita alla più tenera delle storie d’amore e a una vera e propria fiaba moderna, con tanto di aiutante (l’amico Poe) e antagonista (la FC).

Ma il punto è: si può amare e vivere un sentimento quando a essere ‘contro’ non è una faida fra famiglie ma lo spazio e il tempo cronologico? Quando a ostacolare il sentimento c’è la paura degli altri, il rimorso per gli errori commessi e per le parole non dette? ‘A un metro da te’ è una storia di amore e sacrificio, di dono e attese. È un film sulle stelle che si aprono e si illuminano davanti ai nostri occhi nei momenti più bui, sulla speranza che naturalmente alberga nel cuore degli esseri umani e sulla grandezza della rinuncia.

Dramma romantico per cuori forti, ‘A un metro da te’ ha il merito di catalizzare l’attenzione sulla dignità di tante persone che combattono ogni giorno battaglie sconosciute ai più e si inserisce di diritto in quel filone di film in cui i protagonisti sono affetti da malattie che compromettono la loro felicità anche sentimentale e che vede in ‘Love Story’ e ‘Colpa delle Stelle’, due illustri predecessori.

La prima parte del film risulta avvincente e accattivante, soprattutto grazie a una H. Lu Richardson molto convincente, mentre la seconda lascia maggior spazio al risvolto drammatico della storia, mettendo a dura prova l’emotività dello spettatore che, a un certo punto, sente anch’egli di ‘respirare aria in prestito’ come i protagonisti ma, al contempo, di amare senza riserve quella notte così… ‘piena di stelle’.

4 risposte a "‘A un metro da te’, di J. Baldoni (2019)"

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  1. Casi come questi, dove i protagonisti (o i loro familiari più stretti) vivono una vita complicata da malattie invalidanti, sono molto più frequenti di quanto crediamo. Ottia recensione, che non scivola nel patetico.

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  2. Casi come questi, dove i protagonisti (o i loro familiari più stretti) vivono una vita complicata da malattie invalidanti, sono molto più frequenti di quanto crediamo. Ottima recensione, che non scivola nel patetico.

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