The disciple, di Chaitanya Tamhane (India, 2020)

di Bruno Ciccaglione - Vincitore del premio per la migliore sceneggiatura e di quello della stampa internazionale a Venezia 77, The Disciple (disponibile su Netflix) è un'affascinante immersione nel mondo della musica classica indiana, nel contesto della frenetica vita della megalopoli Mumbai e dell'India.

Darkling, di Dušan Milić (Mrak, 2022)

di Laura Pozzi Presentato in concorso lo scorso gennaio al Trieste Film Festival, dove si è aggiudicato il premio del pubblico, arriva nei cinema italiani dal 21 aprile distribuito da A_Lab in collaborazione con Lo Scrittoio, Darkling, thriller psicologico diretto dal Dušan Milić regista serbo popolarissimo in patria per la serie The Folk e già... Continue Reading →

California poker, di Robert Altman (Usa/1974)

di Girolamo Di Noto - Anche se "California poker" si presta ad essere annoverato nel filone dei film sul gioco (perché è scanzonato e malinconico, è pieno di eccessi, rumori, luci, sventure, perché rappresenta il rischio come essenza stessa della vita), nel contempo se ne distacca perché ad Altman non interessa il gioco in sé, ma la rappresentazione del vuoto di un'America senza più punti di riferimento.

Sobborghi, di Boris Barnet (Urss/1933)

di Girolamo Di Noto - In una remota cittadina di provincia, dove l'economia ruota esclusivamente intorno ad un calzaturificio e tutti sono calzolai, la lentezza del tempo sarà sconvolta dall'urto della Grande Storia, con la Prima guerra mondiale e la Rivoluzione d'Ottobre a scuotere i destini di un'umanità sospesa e a metterla alla prova.

I giorni contati, di Elio Petri (1962)

di Bruno Ciccaglione - Al suo secondo lungometraggio, Elio Petri realizza il più esistenzialista dei suoi film, I giorni contati, con il quale mette in scena per la prima vita una delle ossessioni più forti e durature della propria vita: la paura della morte. Una paura tanto più tremenda, quanto più chiara è la consapevolezza, tipica del mondo contemporaneo neocapitalista, di quanto poco si sappia vivere.

Ho affittato un killer, di Aki Kaurismäki (I hired contract killer 1990)

di Laura Pozzi L’amore fugge definitivamente dal grande schermo nel 1979 portando via con se Antoine Doinel, François Truffaut, ma soprattutto Jean-Pierre Léaud. Un commiato artistico inevitabile e necessario, reso struggente dall'imminente scomparsa, cinque anni dopo, del grande maestro della Nouvelle Vague. Pensare Jean-Pierre Léaud senza François Truffaut (nonostante la pregevole filmografia firmata da registi... Continue Reading →

Lamb, di Valdimar Jóhannsson (2021)

di Andrea Lilli - È arrivato il 31 marzo nelle sale italiane Lamb, vincitore a Cannes 2021 del premio per l'originalità nella sezione Un certain regard: riconoscimento meritato, essendo un film che inventa un mammifero inedito, metà uomo e metà pecora, un nuovo ibrido mitico da aggiungere al catalogo zoologico fantastico in cui troviamo i... Continue Reading →

I mostri, di Dino Risi (Italia/1963)

di Girolamo Di Noto - Solitamente quando si parla di "mostri" si tende a voler indicare esseri spaventosi e disumani, fuori dal comune, l'incarnazione di un Male che sembra provenire da lontano. Nel cinema di Dino Risi e non solo, i mostri hanno fattezze umane e un aspetto rassicurante, svolgono attività lecite, hanno famiglia e prole, molti vizi e poche virtù e fanno decisamente parte di un fulminante ritratto dell'Italia del boom economico, anni di entusiasmi e cambiamenti del costume, ma anche di tanta polvere nascosta sotto sfarzosi tappeti, squilibri e incertezze morali che, già da allora, cominciavano ad annunciare il degrado progressivo, veloce, inarrestabile della nostra società.

Le lacrime amare di Petra von Kant, di Rainer Werner Fassbinder (1972)

di Bruno Ciccaglione - Riduzione per lo schermo di un dramma teatrale scritto e diretto dallo stesso Fassbinder, il film rivela la eccezionale abilità raggiunta dal regista, nel costruire un film interamente ambientato in un’unica stanza. Elaborati movimenti di macchina, una gamma di colori ricchissima, scenografie dense di significato: tutto concorre a un'esperienza che è di cinema puro.

Spencer, di Pablo Larraín (USA 2021)

di Laura Pozzi Presentato in concorso all’ultima mostra del cinema di Venezia, arriva nelle sale italiane dopo il forzato stop covid (sarebbe dovuto uscire a gennaio) Spencer, film incentrato sulla figura di Lady Diana firmato dal cileno Pablo Larraín e interpretato da Kristen Stewart. Un’uscita per certi versi strategica alla vigilia di una notte degli... Continue Reading →

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