Un amore a Roma, di Dino Risi (1960)

di Girolamo Di Noto - Tratto dal romanzo di Ercole Patti e sceneggiato dallo stesso autore e Ennio Flaiano, Un amore a Roma è uno dei film meno celebrati di Dino Risi, tuttavia è senz'altro un film da riscoprire

Il bell’Antonio, di Mauro Bolognini (Italia/1960)

di Girolamo Di Noto Tra i tanti registi del nostro cinema che hanno attinto senza riserve alla letteratura, va ricordato senz'altro Mauro Bolognini. Colto e preparato, ingiustamente considerato un mediocre imitatore di Visconti, lavorò per Moravia, Pratolini, Pasolini, Svevo, ma il suo primo grande lavoro tratto da un'opera letteraria fu Il bell'Antonio, dal romanzo di... Continue Reading →

The general (Come vinsi la guerra), di Buster Keaton e Clyde Bruckman (1926)

di Bruno Ciccaglione - Keaton costruisce i suoi film staccandosi nettamente dalla comicità delle “torte in faccia”, costruendo personaggi e storie in ambienti sempre diversi e gag che hanno strutture complesse, che si duplicano, si replicano e si rovesciano nel corso del racconto – dando ad esso così una maggiore unità. Tutte queste caratteristiche sono esaltate in The general (Come vinsi la guerra), che sarà un fiasco dal punto di vista commerciale, ma che oggi è acclamato come uno dei suoi capolavori.

Giungla d’asfalto, di John Huston (Usa/1950)

di Girolamo Di Noto - Giungla d'asfalto, uno dei migliori noir di John Huston, prototipo dei film di rapina che influenzerà molto cinema a venire tra cui il bellissimo e teso Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, non è solo la storia di un colpo grosso organizzato in una gioielleria da una banda di scalmanati, ma è anche soprattutto un'amara parabola sull'avidità umana, una malinconica elegia dei perdenti.

Giulia, di Ciro De Caro (2021)

Erano anni che non vedevo un film italiano così ben realizzato: forse anche in virtù delle esigue risorse necessarie per la sua produzione, Giulia raggiunge l’essenza di un racconto in levare che vibra per tutta la sua durata con l’animo di chi lo guarda, annullando la distanza tra ciò che mostra e ciò che fa sentire.

Hana-bi, di Takeshi Kitano (Giappone/1997)

di Girolamo Di Noto - Hana-bi è un film di contrasti, lacerazioni, crudeltà e dolcezza, disperazione e sogno. Sin dal suo titolo originale, il film si dibatte tra due opposti: il fiore e il fuoco. Hana in giapponese vuol dire "fiore", ovvero la vita, mentre bi letteralmente è "fuoco", ovvero la morte. I due ideogrammi insieme significano "fuoco d'artificio".

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