LA GRAZIA di Paolo Sorrentino (Italia 2025) 

di Simone Lorenzati Che cos’è la verità? E, soprattutto, a chi appartiene il nostro tempo? Se lo domanda spesso il presidente della Repubblica Mariano De Santis (Toni Servillo), vedovo, cattolico, con una figlia che diventa una sorta di suo angelo custode (una straordinaria Anna Ferzetti) mentre sta per terminare il suo settennato presidenziale. Austero giurista,... Continua a leggere →

Lutto, sostituzione ed etica del quasi-tocco: il teatro come grembo condiviso nell’Hamnet di Chloé Zhao

La mano tesa di Agnes restituisce il lutto a questo registro preverbale. Il quasi-tocco non risolve né giustifica; riconosce un legame che precede ogni denominazione. La riconciliazione proposta dal film non risiede dunque né nel trionfo del femminile né nella sovranità dell’arte, ma in ciò che Jung avrebbe definito una coniunctio oppositorum: la natura apprende il simbolo e il simbolo ritorna al corpo.

Mourning, Substitution, and the Ethics of the Almost-Touch: Theatre as Shared Womb in Chloé Zhao’s Hamnet

Zhao seems to anticipate this failure of private mourning through a recurring use of fade-to-black transitions that close scenes as if they were the acts of a Shakespearean tragedy or the movements of a musical partition.

LUTTO E CATARSI IN “HAMNET” (2025)di CHLOÉ ZHAO

Recensione di Marco Grosso TRA BIOGRAFIA, ROMANZO E CINEMA: NEL NOME DEL FIGLIO E NEL SEGNO DELLA CATARSI TRAGICA Il film Hamnet di Chloé Zhao è tratto dal romanzo "Nel nome del figlio - Hamnet" della scrittrice britannica Maggie O'Farrell ed è stato sceneggiato da entrambe, in un connubio fecondo e tutto femminile che lascia... Continua a leggere →

La passione di Giovanna d’Arco (Francia/1928), di Carl Theodor Dreyer

di Girolamo Di Noto - La Passione di Giovanna d'Arco è un film che parla senza usare le parole, che smuove corde profonde, un mosaico di sguardi che trascinano la vicenda in un crescendo sempre più tormentato, capolavoro indiscusso del cinema muto, le cui immagini ancora oggi raggiungono una potenza espressiva, una forza d'impatto di rara bellezza.

Fuoco, di Gian Vittorio Baldi (Italia/1968)

di Girolamo Di Noto - Uno dei film più singolari del cinema italiano anni Sessanta, un'opera che riesce nell'intento di rendere materia viva l'angoscia esistenziale.

“UN SEMPLICE INCIDENTE” (2025), di JAFAR PANAHI

(CONTIENE SPOILER) di Marco Grosso QUALCOSA DI MAI VISTO PRIMA Martin Scorsese ha definito "Un semplice incidente" di Jafar Panahi addirittura come “qualcosa di mai visto prima”. Ritengo che lo abbia detto essenzialmente per due motivi: 1) per l'atto di coraggio e resistenza che il film rappresenta e per le condizioni letteralmente proibitive in cui è stato... Continua a leggere →

Il maestro, di Andrea Di Stefano (Italia/2025)

di Girolamo Di Noto - Presentato fuori concorso a Venezia 82, "Il maestro", che ha un valore fortemente personale per il regista, come si deduce dall'aggiunta "chiaro, papà?"  alla scritta Ogni riferimento è puramente casuale, è un racconto intimo e malinconico sul fallimento come possibilità, sull'errore come occasione per crescere.

Springsteen: Deliver me from nowhere (Liberami dal nulla), di Scott Cooper (2025)

di Bruno Ciccaglione - Deliver me from nowhere aiuta a svelare al grande pubblico un lato meno conosciuto dell’opera di Springsteen, mostrando un artista il quale, molto più di quanto si creda, ha lasciato che le sue paure e le sue fragilità avessero piena cittadinanza nella sua opera.

The look of silence, di Joshua Oppenheimer (GB/Danimarca/Finlandia/Norvegia/Indonesia/2014)

di Girolamo Di Noto "Ma il passato è una cosa che, quando ti ha affondato i denti nella carne, non ti molla più" (Jonathan Littell, Le benevole) Ci sono film che da subito possiedono una forza e una intensità che lasciano lo spettatore senza parole, opere emozionanti che pongono l'urgenza di riflettere, svegliare le coscienze:... Continua a leggere →

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