Hana-bi, di Takeshi Kitano (Giappone/1997)

di Girolamo Di Noto - Hana-bi è un film di contrasti, lacerazioni, crudeltà e dolcezza, disperazione e sogno. Sin dal suo titolo originale, il film si dibatte tra due opposti: il fiore e il fuoco. Hana in giapponese vuol dire "fiore", ovvero la vita, mentre bi letteralmente è "fuoco", ovvero la morte. I due ideogrammi insieme significano "fuoco d'artificio".

Dirty Difficult Dangerous, di Wissam Charaf (2022)

di Andrea Lilli - L’amore è più potente di qualunque superpotere e di ogni malattia: per volare oltre le mura della rassegnazione e i confini dello squallore quotidiano non c’è bisogno di essere supereroi, basta innamorarsi e pedalare, superando in tandem le difficoltà imposte da un mondo ostile. Il secondo lungometraggio di Wissam Charaf, 49enne... Continue Reading →

Mariupol, di Mantas Kvedaravičius (Mariupolis, 2016)

di Andrea Lilli - Teatro Drama (prima del 16 marzo 2022) Un mese fa, il 16 marzo, il Teatro d'Arte Drammatica ("Teatro Drama") di Mariupol è stato bombardato e raso al suolo nel corso dell'invasione russa in Ucraina iniziata il 24 febbraio. Gestito da una compagnia teatrale nata nel 1878, era il principale centro culturale... Continue Reading →

Sobborghi, di Boris Barnet (Urss/1933)

di Girolamo Di Noto - In una remota cittadina di provincia, dove l'economia ruota esclusivamente intorno ad un calzaturificio e tutti sono calzolai, la lentezza del tempo sarà sconvolta dall'urto della Grande Storia, con la Prima guerra mondiale e la Rivoluzione d'Ottobre a scuotere i destini di un'umanità sospesa e a metterla alla prova.

Lamb, di Valdimar Jóhannsson (2021)

di Andrea Lilli - È arrivato il 31 marzo nelle sale italiane Lamb, vincitore a Cannes 2021 del premio per l'originalità nella sezione Un certain regard: riconoscimento meritato, essendo un film che inventa un mammifero inedito, metà uomo e metà pecora, un nuovo ibrido mitico da aggiungere al catalogo zoologico fantastico in cui troviamo i... Continue Reading →

SONO NATO, MA, di Yasujiro Ozu (Giappone/1932)

di Girolamo Di Noto Tra le esperienze memorabili che ogni cinefilo vive, momenti che non si dimenticano e nel tempo costruiscono le nostre private storie d'amore col cinema, meritano certamente un'attenzione particolare i film di Yasujiro Ozu, "il più giapponese dei registi giapponesi ", punto di riferimento di tanti cineasti, a partire da Bresson, Antonioni e soprattutto il primo Wenders, che al regista nipponico dedicherà un omaggio sentito in un suo documentario, Tokyo-ga. Il drammaturgo texano John Murrel, dichiarando in un'intervista il grande apprezzamento per l'opera del grande regista, forse ha ha dato la migliore definizione inquadrandolo come "un austero cartografo del cuore umano".

Il sapore della ciliegia, di Abbas Kiarostami (Iran/1997)

di Girolamo Di Noto Ci sono registi che per tutta la vita realizzano infinite variazioni di un'unica opera, e altri che scelgono di non ripetersi mai. Kiarostami è stato uno di quei cineasti contemporanei che ha sempre proceduto zigzagando e senza una meta preordinata, ha sempre seguito un percorso di ricerca che ha rimesso continuamente... Continue Reading →

La mia fantastica vita da cane, di Anca Damian (2019)

di Andrea Lilli - Investita da un'auto nell'ora di punta del traffico cittadino (Bucarest, o Parigi, non importa), Nove giace immobile sull'asfalto. Gli occhi sofferenti hanno ancora la forza di aprirsi, guardano in alto verso di noi e oltre, al sole, al cielo infinito. Poi si abbassano verso terra, tornano a un passato ricco di... Continue Reading →

La festa silenziosa, di Diego Fried (ARG 2020)

di Andrea Lilli - Un vecchio aforisma, maschilista e allo stesso tempo offensivo per l'intelligenza maschile, "Una donna che pensa, fa paura. Una donna che fa quello che pensa, terrorizza", può diventare una spiegazione (attenuante) facile quanto pretestuosa per tentare di giustificare le violenze sulle donne terrificanti che osino comportarsi liberamente, ribellarsi ai soprusi, farsi... Continue Reading →

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