di Girolamo Di Noto - La Passione di Giovanna d'Arco è un film che parla senza usare le parole, che smuove corde profonde, un mosaico di sguardi che trascinano la vicenda in un crescendo sempre più tormentato, capolavoro indiscusso del cinema muto, le cui immagini ancora oggi raggiungono una potenza espressiva, una forza d'impatto di rara bellezza.
Fuoco, di Gian Vittorio Baldi (Italia/1968)
di Girolamo Di Noto - Uno dei film più singolari del cinema italiano anni Sessanta, un'opera che riesce nell'intento di rendere materia viva l'angoscia esistenziale.
“UN SEMPLICE INCIDENTE” (2025), di JAFAR PANAHI
(CONTIENE SPOILER) di Marco Grosso QUALCOSA DI MAI VISTO PRIMA Martin Scorsese ha definito "Un semplice incidente" di Jafar Panahi addirittura come “qualcosa di mai visto prima”. Ritengo che lo abbia detto essenzialmente per due motivi: 1) per l'atto di coraggio e resistenza che il film rappresenta e per le condizioni letteralmente proibitive in cui è stato... Continua a leggere →
Il maestro, di Andrea Di Stefano (Italia/2025)
di Girolamo Di Noto - Presentato fuori concorso a Venezia 82, "Il maestro", che ha un valore fortemente personale per il regista, come si deduce dall'aggiunta "chiaro, papà?" alla scritta Ogni riferimento è puramente casuale, è un racconto intimo e malinconico sul fallimento come possibilità, sull'errore come occasione per crescere.
Springsteen: Deliver me from nowhere (Liberami dal nulla), di Scott Cooper (2025)
di Bruno Ciccaglione - Deliver me from nowhere aiuta a svelare al grande pubblico un lato meno conosciuto dell’opera di Springsteen, mostrando un artista il quale, molto più di quanto si creda, ha lasciato che le sue paure e le sue fragilità avessero piena cittadinanza nella sua opera.
The look of silence, di Joshua Oppenheimer (GB/Danimarca/Finlandia/Norvegia/Indonesia/2014)
di Girolamo Di Noto "Ma il passato è una cosa che, quando ti ha affondato i denti nella carne, non ti molla più" (Jonathan Littell, Le benevole) Ci sono film che da subito possiedono una forza e una intensità che lasciano lo spettatore senza parole, opere emozionanti che pongono l'urgenza di riflettere, svegliare le coscienze:... Continua a leggere →
Generazione 1000 euro, di Massimo Venier (2009)
di Federico Bardanzellu (Nella foto: Alessandro Tiberi e Carolina Crescentini) Ci sono film che dovrebbero essere materia di studio per il sociologo o l’economista, anziché oggetto di attenzione da parte del critico cinematografico. Questo perché descrivono tematiche che vanno oltre i costumi personali, i rapporti sentimentali o la riflessione interiore. Hanno infatti per argomento i... Continua a leggere →
Tutto quello che resta di te, di Cherien Dabis (2025)
di Andrea Lilli - Come parlare di cinema su Gaza in questi giorni, mentre Gaza City brucia, come si compiace di confermare il ministro israeliano della Difesa, senza più ritegno, e prosegue impunito il massacro dei palestinesi, avanza l’invasione, la distruzione delle loro proprietà e attività, mentre Trump specula sui cadaveri sorridendo ai fotografi con... Continua a leggere →
La voce di Hind Rajab, di Kawthar ibn Haniyya (2025)
di Marzia Procopio Hind Rajab, affettuosamente “Hanood”, viveva a Gaza con la sua famiglia; aveva un fratellino di 3 anni, amava il mare di Gaza, la sua sabbia dorata, le sue acque, e frequentava la materna nella “classe delle farfalle” in una scuola che si chiamava “La felicità dell’infanzia”. Nel suo bellissimo non-film La voce... Continua a leggere →
Gaza mon amour, di Tarzan Nasser e Arab Nasser (2020)
di Andrea Lilli - Il diritto di vivere in pace, sognare, amare, lavorare. Il diritto del sessantenne Issa di fare il proprio mestiere di pescatore, andare al mercato, vendere il pesce, conoscere una donna di mezza età, farle una timida corte sfacciata, con la scusa di accorciare i pantaloni, perché Sahim è una sarta di... Continua a leggere →