di Girolamo Di Noto - Uno dei film più singolari del cinema italiano anni Sessanta, un'opera che riesce nell'intento di rendere materia viva l'angoscia esistenziale.
Il maestro, di Andrea Di Stefano (Italia/2025)
di Girolamo Di Noto - Presentato fuori concorso a Venezia 82, "Il maestro", che ha un valore fortemente personale per il regista, come si deduce dall'aggiunta "chiaro, papà?" alla scritta Ogni riferimento è puramente casuale, è un racconto intimo e malinconico sul fallimento come possibilità, sull'errore come occasione per crescere.
Generazione 1000 euro, di Massimo Venier (2009)
di Federico Bardanzellu (Nella foto: Alessandro Tiberi e Carolina Crescentini) Ci sono film che dovrebbero essere materia di studio per il sociologo o l’economista, anziché oggetto di attenzione da parte del critico cinematografico. Questo perché descrivono tematiche che vanno oltre i costumi personali, i rapporti sentimentali o la riflessione interiore. Hanno infatti per argomento i... Continua a leggere →
N-Capace, di Eleonora Danco (Italia/2014)
di Girolamo Di Noto - Ricco di spunti surreali, sorretto dal senso del grottesco che si rifà a modelli come Bunuel, il primo Moretti e Cinico Tv, N-Capace ci regala l'emozione di perderci in mondi conosciuti e allo stesso tempo sorprendenti.
‘Palazzina LaF’, di Michele Riondino (2023)
di Roberta Lamonica “Come mai davanti alla più grande acciaieria d'Europa non c’è neanche una fabbrica di forchette? Lavoriamo per costruire la ricchezza di altri”. (Aldo Romanazzi) Paradigma di un modello industriale incompatibile con il mondo in cui viviamo oggi, con le riflessioni sulla sostenibilità e le azioni messe in atto per contrastare inquinamento e... Continua a leggere →
Un altro ferragosto, di Paolo Virzì (Italia, 2024)
di Federico Bardanzellu – Non si può recensire “Un altro ferragosto” senza parlare del film di cui il presente è il sequel. “Ferie d’Agosto”, infatti, vinse il David di Donatello del 1996 come Miglior Film ed ha lanciato Paolo Virzì come regista di spessore sul piano nazionale. Soprattutto, è il film che – a giudizio... Continua a leggere →
Carlo Verdone, non definiamolo erede di Sordi
di Federico Bardanzellu. La reiterata pretesa di Carlo Verdone di farsi accettare come erede artistico di Alberto Sordi trova pochi punti di contatto. Carlo Verdone. Sin dall’inizio della carriera ha cercato di imporsi come erede di Alberto Sordi, sia per la sua origine romana, sia per la comicità del suo personaggio. Tale pretesa l’ha manifestata... Continua a leggere →
Angela, di Roberta Torre (2002)
di Bruno Ciccaglione - Da una storia vera, quella della moglie di un trafficante di eroina nella Palermo degli anni ’80, Roberta Torre approda al melodramma: una passione amorosa travolgente e pericolosa, tra fiumi di denaro e droga, violenza e vite criminali.
Enzo Jannacci. Vengo anch’io, di Giorgio Verdelli (Italia/2023)
di Girolamo Di Noto - Enzo Jannacci. Vengo anch'io va assolutamente visto e ascoltato perché riflette la grazia e l'ironia di uno degli artisti più fantasiosi della tradizione italiana, strappa risate e qualche lacrima, perché esplora un mondo surreale e terribilmente vero, "una vita intera per rincorrere due o tre illusioni".
Scordato, di Rocco Papaleo (2023)
di Federico Bardanzellu “Permette? Rocco Papaleo”. Era il titolo di una pellicola di Ettore Scola del 1971, con Marcello Mastroianni. Sicuramente il vero Papaleo, ad inizio carriera, presentandosi, si sarà sorbito il ritornello: «Ma chi? Quello del film con Mastroianni?». Nel 1971, però, l’attuale attore aveva soltanto 13 anni e andava a scuola. Ne dovettero... Continua a leggere →