Fuori orario, di Martin Scorsese (1985)

Di A.C. Dalla sceneggiatura scritta da uno studente della Columbia University Martin Scorsese ottenne l’ispirazione e gli input creativi in un momento di grande crisi professionale e creativa convertendo le sue frustrazioni personali del periodo nella creazione di un’opera dalle tinte kafkiane, e di fatto la più bizzarra, originale e divertente della propria filmografia.Un viaggio... Continue Reading →

But i’m a cheerleader: il dis-orientamento sessuale del “cult queer movie” di Jamie Babbit

di Greta Boschetto - But I'm a cheerleader è un vero e proprio cult moderno: divertente e leggero in maniera intelligente, questa pellicola parla di orientamento sessuale e identità di genere in modo ironico, usando gli stereotipi sull'omosessualità a proprio favore, come ad esempio l’uso accentuato dei colori per sottolineare la differenza di genere.

Il bell’Antonio, di Mauro Bolognini (Italia/1960)

di Girolamo Di Noto Tra i tanti registi del nostro cinema che hanno attinto senza riserve alla letteratura, va ricordato senz'altro Mauro Bolognini. Colto e preparato, ingiustamente considerato un mediocre imitatore di Visconti, lavorò per Moravia, Pratolini, Pasolini, Svevo, ma il suo primo grande lavoro tratto da un'opera letteraria fu Il bell'Antonio, dal romanzo di... Continue Reading →

Triangle of sadness, di Rubén Östlund (2022)

di Roberta Lamonica È al suo primo weekend al cinema Triangle of Sadness, il film vincitore della Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes.Dopo il folgorante Forza Maggiore e il provocatorio The Square (anch’esso vincitore sulla Croisette) che metteva alla berlina la vacuità e la superficialità del mondo che gira intorno all’apprezzamento estetico e al gusto... Continue Reading →

The general (Come vinsi la guerra), di Buster Keaton e Clyde Bruckman (1926)

di Bruno Ciccaglione - Keaton costruisce i suoi film staccandosi nettamente dalla comicità delle “torte in faccia”, costruendo personaggi e storie in ambienti sempre diversi e gag che hanno strutture complesse, che si duplicano, si replicano e si rovesciano nel corso del racconto – dando ad esso così una maggiore unità. Tutte queste caratteristiche sono esaltate in The general (Come vinsi la guerra), che sarà un fiasco dal punto di vista commerciale, ma che oggi è acclamato come uno dei suoi capolavori.

Little Sister, di Hirokazu Kore’eda (2015)

Di A.C. Sachi, Yoshino e Chika, tre sorelle che condividono lo stesso appartamento e l’assenza di un padre, appena deceduto, che diversi anni prima ha abbandonato il tetto familiare per una nuova convivenza.In occasione del funerale del genitore fanno la conoscenza della sorellastra quattordicenne, Suzu, con cui instaurano immediatamente un legame che porterà l’adolescente a... Continue Reading →

Angoscia, di George Cukor (Usa/1944)

di Girolamo Di Noto - "Angoscia" rappresenta forse l'esempio più significativo di integrazione della condizione interiore della protagonista con l'impianto scenografico. Con una tensione che cresce sempre più, Cukor è abile nel tratteggiare Paula come una sagoma senza contorni, umiliata, avvilita, che si aggira in una casa si rivela soffocante, con stanze e corridoi vuoti che sembrano gabbie, oscuri meandri della sua psiche degradata.

Dahmer – Mostro: la storia di Jeffrey Dahmer (2022) Aa.vv

di Fabrizio Spurio "È difficile per me credere che un essere umano possa aver fatto ciò che ho fatto, ma so che l'ho fatto". -Jeffrey Dahmer. Netflix propone questa serie, divisa in 10 puntate, che ci mostra le vicende che ruotano intorno al caso di Jeffrey Dahmer, il mostro (o cannibale) di Milwaukee. Dahmer uccise... Continue Reading →

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