Father and son, di Hirokazu Kore-eda (2013)

Kore-eda si addentra in tortuose vicende famigliari e la famiglia è, per il suo cinema, l’ingrediente determinante di una visione sempre capace di innescare un movimento interiore: non siamo noi sullo schermo, ma è nostro il senso di smarrimento, è nostra la difficoltà di comprendere, sono nostri i dubbi e le paure nell'affrontare l'humus in cui affondiamo le nostro radici e il nostro essere radici in quanto madri e padri; è nostra la fatica di riconoscere sullo schermo il conflitto tra le contingenze - affettive, sociali, storico-geografiche - della nascita e il processo doloroso dell’autodeterminazione

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