di Bruno Ciccaglione - Al suo secondo lungometraggio, Elio Petri realizza il più esistenzialista dei suoi film, I giorni contati, con il quale mette in scena per la prima vita una delle ossessioni più forti e durature della propria vita: la paura della morte. Una paura tanto più tremenda, quanto più chiara è la consapevolezza, tipica del mondo contemporaneo neocapitalista, di quanto poco si sappia vivere.