Avengers: Endgame. In guerra per la vita

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“Ogni cosa ci ha condotto a questo momento” ( da Avengers: Endgame)

Ogni fine è un nuovo inizio; ogni fine comporta un superamento di un passato e uno sguardo al futuro. Un momento dell’esistenza in cui ci si volta verso ciò che è stato e mai più sarà, ma anche in cui bisogna accettare una verità a volte gradita, altre meno: la vita va avanti. Siamo alla resa dei conti di un lungo percorso narrativo sviluppatosi di film in film e la suspense non può che essere altissima. I personaggi ormai sono amati e familiari, la tensione e la curiosità per l’epilogo finale della cosiddetta fase tre del Marvel Cinematic Universe e della “Saga dell’Infinito” sono all’apice. Dove eravamo rimasti?

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Avengers: Infinity War si era concluso gettando l’universo Marvel nella catastrofe universale, con la vittoria di Thanos e un finale geniale dove per la prima volta il male trionfa nettamente; Avengers: Endgame riparte dall’ineluttabilità del lutto e della perdita irreversibile, le quali si scoprono inevitabili anche in un mondo di supereroi e poteri speciali. La condizione della mortalità e del fallimento colpisce i nostri eroi, li “umanizza” come non mai. Ognuno di loro reagisce diversamente, incarnando le diverse reazioni dell’animo umano alla morte e al dolore. C’è chi si abbandona all’oscurità e alla rabbia; chi si affida alla speranza e cerca di trasmetterla ad altri; chi si lascia totalmente andare e perde se stesso ed ogni scopo nella vita; chi non riesce a perdonarsi e continua disperatamente a lottare, prigioniero di un limbo di sensi di colpa; chi si isola in una dimensione privata e familiare, preservandone l’armonia.

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Avengers: Endgame oscilla tra le coppie di opposti complementari della vita e la morte, il passato e il futuro. Tuttavia questa grandiosità tematica lo rende tutt’altro che un film cupo e dark. La Marvel riconferma la propria attitudine alla leggerezza e all’ironia che da sempre si contrappone al fascino oscuro della DC Comics e certamente Avengers: Endgame è un susseguirsi spassoso ed entusiasmante di battute e dialoghi memorabili. D’altronde il lavoro svolto per giungere a questo risultato è stato ampio e lodevole e la saga ha sempre potuto contare come punto di forza sull’interazione tra personaggi e mondi esistenziali diversi e sulle dinamiche narrative e verbali che ne conseguono. L’idea geniale è stata dare vita a un repertorio di personaggi incisivi, prima presentati singolarmente e protagonisti assoluti di film a loro dedicati, poi riuniti meravigliosamente insieme. Avengers: Endgame è l’apoteosi di tutto ciò. Non a caso il film contiene una dose limitata di vera e propria azione rispetto a quanto ci si possa aspettare dall’ultimo capitolo di una saga di supereroi. Nelle sue tre ore di film, che scorrono senz’altro rapidamente e con grande piacevolezza e coinvolgimento emotivo, i personaggi a cui in questi anni ci siamo affezionati si rincontrano e aiutano reciprocamente. Le tante traiettorie si incrociano in un medesimo punto e passato e presente si specchiano l’uno nell’altro. Alle volte si scorgono delle forzature e incoerenze narrative un po’ troppo palesi, che suggeriscono quasi di abbandonare una visione razionale a favore di una più emotiva.

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Come il finale di Infinity War lasciava ampiamente intuire, quest’ultimo capitolo si poggia essenzialmente sulle spalle dei primi Avengers, coloro che hanno rappresentato più di ogni altro questo eccezionale universo di eroi: Iron Man (Robert Downey Jr.), Captain America (Chris Evans), la Vedova Nera ( Scarlett Johansson), Thor (Chris Hemsworth), Occhio di Falco (Jeremy Renner) e Hulk (Mark Ruffalo). Sul fatto che loro siano i protagonisti assoluti non vi sono dubbi, anche se l’apporto di moltissimi altri personaggi è prezioso fin da subito, in particolare del procione Rocket (Bradley Cooper) e Nebula (Karen Gillan) dei Guardiani della Galassia, di Ant-Man (Paul Rudd) e dell’antagonista per eccellenza, Thanos (Josh Brolin). Alcuni personaggi rimangono un po’ sullo sfondo, come la potente Captain Marvel, la quale è evidente che sia stata temporaneamente messa in un certo senso da parte per sfruttarla più approfonditamente in futuro. Infatti Avengers: Endgame segna anche uno spartiacque tra una fine e un nuovo inizio, lasciando immaginare sia un futuro in cui nuovi e vecchi eroi ci regaleranno ancora grandi imprese e sogni in cui credere sia un inevitabile sguardo nostalgico al passato.

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Nulla è immutabile e tutto va avanti, nel bene e nel male. I nostri eroi e i loro spettatori dovranno confrontarsi anche con la durezza della vita, nella quale a ogni vittoria si accompagna un’amara sconfitta. La forza e il coraggio di vivere consistono soprattutto nella capacità di accettare questa triste realtà dei fatti e continuare a lottare comunque, per il bene e l’amore. L’eroismo è il coraggio di perdere tutto per il bene altrui, abbracciando il proprio sacrificio.

Corinne Vosa

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