‘Arctic – un’avventura glaciale’, di Aaron Woodley (Arctic Dogs/Arctic Justice, Canada 2019)


  • di Andrea Lilli

“Il mio nome è Speedy, sono il prossimo SuperCane di consegne-lampo dell’Artico”.

sppCosì sappiamo subito quale sarà la morale/frase finale: “Bisogna essere onesti con sé stessi”. Ο’ μύθος δηλοί, ότι se sei un volpino artico piccolo e magro non puoi sognare di diventare un husky, tantomeno il muscoloso Duke, fattorino campione assoluto di consegna rapida pacchi. Devi restare in ufficio, se il tuo lavoro è quello di timbrarli.

dukePerò chissà, siccome “ognuno è diverso, e di tutti c’è bisogno”, non è escluso che sia proprio tu quello che salverà la patria e l’intero Artico dalla follia di un tricheco supermalvagio intenzionato a liquefare la calotta polare. Chissà se nonno Ken Loach ha già portato i nipotini a vedere quest’avventura agghiacciante, più che glaciale, oppure no, “Sorry, we missed you”.

Insomma, dalle parti del Polo Nord c’è un bianco paesino, Taigasville, in cui tutto va bene grazie all’efficientissimo servizio di consegna pacchi garantito da cani da slitta addestrati da Jeff Bezos. Garantiscono il sistema circolatorio della comunità e sono gli eroi di tutti, Speedy compreso. Il fatuo volpino sogna di diventare come loro, invece di occuparsi di Jade, affascinante volpe rossa dotata di grandi occhi e vasta intelligenza.

jade

La ragazza è un’ingegnere che costruisce ogni genere di macchine, comprese quelle che – a sua insaputa – vengono ordinate dal tricheco cattivo per costruire nel suo rifugio segreto un’enorme trivella destinata a liberare il gas tossico del sottosuolo. Avvelenando e surriscaldando l’ambiente, lo psicopatico si vendicherebbe finalmente dei torti subìti quando lavorava come technical manager creativo nella solita ditta di spedizioni. Genio incompreso, volle imporre un sistema di distribuzione pacchi per posta pneumatica a propulsione gassosa non conforme alla Legge Bucalossi: venne licenziato senza preavviso dalla direttrice, una renna generalessa dai modi bruschi ma col cuore d’oro, e lui non digerì l’affronto, percepito come ingiustissimo. 

trichecov

Speedy, scoperto il piano diabolico, assume i panni dell’eroe sostituendosi ai top dogs forzatamente assenti. Ma non avendone il fisico, né forse l’intelligenza, pone a compimento la missione impossibile contro il tricheco e il suo buffo esercito di pulcinelle di mare, solo grazie al gioco di squadra dei suoi amici: un orso polare bonario quanto forzuto, un albatro babbione che ha paura di volare per i jeans troppo attillati, una coppia di lontre cospiratrici franco-tedesche, la capessa renna, e ovviamente Jude la rossa. L’improbabile ciurma è simpatica, le voci ben interpretate da nomi famosi, sia nella versione originale (Jeremy Renner, Heidi Klum, James Franco, Alec Baldwin, John Cleese, Anjelica Huston) che in quella italiana (vedi locandina), mirabile la tecnica di animazione CGI totalmente computerizzata.

rennasquadracoppia

Ma i caratteri di questi eccentrici personaggi sono approssimativi, poco elaborati, e non invitano all’empatia, a cominciare dal protagonista Speedy (Swifty nell’originale), ragazzo problematico, quasi nevrotico. La storia è qua e là raffazzonata, sfilacciata, non tiene una presa costante e coerente sullo spettatore, grande o piccolo che sia. Nella seconda parte del film la trama forza i tempi e si avvia frettolosamente verso il finale ampiamente prevedibile, mortificando la suspence.

Così l’intento pedagogico risulta dominante, e quasi fastidioso nell’happy end. Il tema dello scioglimento dei ghiacci per riscaldamento climatico, e quello dei rischi nello sfruttamento dei gas sotterranei sembrano suggerire una riflessione ecologista, ma sono accenni talmente vaghi e inconsistenti che chi non sia già informato non avverte affatto questo effetto collaterale.

Due momenti sono indubbiamente spettacolari, emozionanti: le discese azzurre e ardite in corteccia-snowboard di Speedy con l’orso PB, e il volo ebbro dell’albatro quando si libera delle ubbie e riesce a stenderle, le grandi ali bianche.

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In sala dal 27 febbraio

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