‘DIRITTI’ COLPITI PER VIRUS

di Lelio Semeraro

Pandemia o influenza? Mentre gli spettatori del variopinto circo (o meglio, manicomio mediatico) assistono perplessi e spaventati a notizie all’incirca allarmistiche e contradditorie, arriva la novità di questo periodo, che farà contenti soprattutto gli accaniti odiatori della settima arte.

Sale deserte. Cinema chiusi. Tutto fermo. A scopo cautelativo. “Al cinema vacci tu” cantava decenni fa Paolo Conte, a causa della passione per Bartali e il ciclismo. Qui non ci sono interessi sostitutivi e lo scenario, perlomeno in certi comuni settentrionali, è apocalittico. Si invita dunque ad una quarantena di televisione, Amazon Prime Video, Netflix, YouTube e altre piattaforme digitali, nei simbolici bunker della propria dimora, magari a ripassare i più noti film sulle varie epidemie, per esorcizzare il momento.

Tra i film più colpiti dal Covid (quasi un nome da ente statale) dal punto di vista della distribuzione, contiamo non solo la commedia di Verdone “Si vive una volta sola”, ma anche l’atteso “Volevo nascondermi” di Giorgio Diritti, che hanno subito un ritardo nell’uscita, a data da destinarsi.

Il secondo titolo è stato proiettato alla Berlinale 70 e affronta la vita tormentata del pittore e scultore Antonio Ligabue: ‘el matt’, artista naïf, contadino, istintivo, espressione di un mondo popolare che preferiva accogliere gli stranieri e non respingerli in un senso più ampio di comunità.

Oggi la paura più grande sembra essere quella della paura stessa. La conseguenza difficilmente tamponabile che quest’influenza aggressiva possa fare vittime soprattutto nella mente delle persone. Generando psicosi e allarmismi, e che blocchi gli scambi e i movimenti e soprattutto possa alimentare e sostenere pericolosi rigurgiti nazionalisti.

Qual è il senso poi, come pare stia avvenendo al nord d’Italia di chiudere scuole e palestre, cinema e teatri, annullare incontri di Serie A e invece lasciare aperti gli uffici? Non sembrano misure allo stesso tempo draconiane e ambigue?

Gli animali, non quelli caldi, così accesi e combattivi ritratti dal pittore, ma quelli da cinema, frequentatori abituali delle sale, sono oggi colpiti dal virus (perdonate queste coincidenze linguistiche) doppiamente, e nei loro diritti. L’invito più o meno esplicito, sine die, è quello di nascondersi.

 

2 risposte a "‘DIRITTI’ COLPITI PER VIRUS"

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