The Rossellinis (2020), di Alessandro Rossellini

di Andrea Lilli

  • In sala il 26, 27 e 28 ottobre –

Alessandro Rossellini, 57 anni, ha il dono della sincerità. Intervistato sul perché di questo film, risponde: – Avevo bisogno di soldi e mi chiedevo, in maniera molto cinica, che cosa potevo vendermi. Ho pensato: la famiglia. Una grande famiglia che abita in vari continenti, che ha una storia molto importante, e in cui tutti sono ancora oggi condizionati da questo mitico capostipite, che per me è il nonno. Il progetto mi è servito anche come pretesto di autoanalisi: avevo bisogno anche di questo -.

Alessandro avvolto nel nonno

Nonno Roberto fu seppellito al cimitero Verano di Roma il 6 giugno del 1977. E Alessandro inizia da lì, dal filmato dei funerali e da una recente visita col padre Renzo e la zia Isabella alla tomba di famiglia, questo suo primo lungometraggio. Fotografo, in precedenza aveva girato solo un corto: Viva Ingrid! (2015), indovinate su chi. La fama di Roberto Rossellini è stata un’eredità pesante per i sei figli e continua ad essere ingombrante per il primo nipote. Sentirsi etichettato a vita come il discendente di una leggenda planetaria può generare ansia da prestazione, il che nuoce gravemente alla salute. Alessandro non nasconde di essere stato tossicodipendente, dichiarandosi però ancora affetto cronicamente da questa subdola malattia rara, la rossellinite. Per affrontarla e curarla fa dunque il giro del mondo alla ricerca degli altri parenti stretti, li interroga, si confronta con loro nei ricordi e nell’ombra del nonno leggendario.

Cimitero monumentale del Verano: da destra Alessandro, Isabella, Renzo

Comincia dal proprio padre: Renzo. Il primo a soffrire di rossellinite è stato indubbiamente lui, il secondogenito di Roberto (il primo figlio avuto da Marcella de Marchis, Romano, morì ad appena 9 anni). Renzo venne chiamato Renzo jr. o Renzino per distinguerlo dallo zio, compositore di colonne sonore. Già questo… Sotto la guida del padre intraprese una carriera da regista, che finì abbastanza presto malgrado alcuni prestigiosi riconoscimenti. Da una breve relazione con una danzatrice statunitense, Katherine O’Brian, nacque Alessandro, che crebbe quasi senza conoscerla. In questo film – autoterapeutico, come s’è detto – va a visitare la madre nella casa di cura di New York in cui dimora stabilmente, vecchia, malata, ma ancora lucida.

Alessandro, Roberto jr

Dopodiché Alessandro naviga in acque svedesi per raggiungere il secondo paziente: Roberto jr., alias Robertino, alias Robin. Primo dei tre figli avuti da Ingrid Bergman, ex protagonista della vita mondana in Italia e in America, Roberto junior vive ora su un’isoletta privata, rifugio della madre quando decise di allontanarsi da Roberto senior. Il dialogo tra i due è complice, ma allo stesso tempo conferma il muro virtuale che sempre ha diviso il ramo americano-ingridiano, quello più successful, dal resto dei Rossellinis.

La altre due figlie della seconda moglie di RR sono zia Isotta e zia Isabella, gemelle eterozigote, molto diverse fra loro non solo nel volto; vengono raggiunte da Alessandro negli USA, dove vivono stabilmente: una docente di letteratura, l’altra attrice e modella. Mentre Isotta si schernisce timida, Isabella massacra garbatamente il nipote rinfacciandogli le richieste di denaro ed esibisce una sempre maggiore somiglianza fisica e caratteriale col padre, schierando davanti all’ospite derivati e affini familiari di cui va evidentemente fierissima. Del resto Isabella nega di essere affetta di rossellinite, e aveva preceduto Alessandro nel girare un film di tutt’altro tenore sul patriarca, Mio padre ha 100 anni (2006). In cui dice: A me papà piaceva grasso. Io abbracciavo affettuosamente quella sua pancia enorme. Lui si sdraiava su un fianco e faceva finta di essere una scrofa coi suoi maialini. Diceva “Vorrei rimanere incinto!”. Ci sono tante forme di bulimia, in effetti.

Alessandro, Isabella

Il tema del ventre paterno, su cui Isabella proietta come su uno schermo la scena madre di Roma città aperta fu causa di aspre polemiche con Isotta: se ne ricordano i motivi, legati alla relazione di Roberto con Anna Magnani, e a dispetto di quanto sostenuto da Isabella le due sorelle risultano alquanto sintomatiche di rossellinite.

Alessandro saluta con un certo sollievo il colletto sacerdotale della zia più famosa per andare a ripescare i due ultimi Rossellinis, frutto del terzo matrimonio di Roberto, con Sonali Sen Roy. Prima il regista e produttore Gil (figlio adottivo), che viene rivisitato solo nella memoria, essendo da tempo scomparso: secondo Alessandro, sempre per gli effetti collaterali della micidiale rossellinite. E poi la seconda, Raffaella, ovvero Nur, raggiunta a Doha in Qatar, felicemente sposata secondo il rito islamico. In quest’ultima intervista Alessandro trova la massima sintonia con il proprio pensiero e stato d’animo, tanto da abbracciare zia Raffaella/Nur con un calore pieno, ignoto al resto della tribù.

Il viaggio di Alessandro intorno alla sua famiglia allargatissima termina con la foto di gruppo, fortemente voluta e sponsorizzata da una rivista e una casa di moda munifiche che farebbero rivoltare nella tomba il patriarca. Ma non fa niente. Quel che conta è il percorso, lo sguardo ironico, distaccato e affettuoso al tempo stesso, con cui viene ridimensionato e restituito, più umano, un innovatore del cinema e un nonno pieno di donne, figli e difetti.


  • Evento speciale film di chiusura nella Settimana Internazionale della Critica, Mostra del Cinema di Venezia 2020

Rossellini è stato una specie di metropolitano che mi ha aiutato ad attraversare la strada. Gli riconosco, nei miei confronti, una paternità come quella di Adamo: una specie di progenitore da cui siamo tutti discesi.

Federico Fellini, in Fare un film (Einaudi 1980)

 

Noi eravamo grandi amici, Federico, lavoravamo insieme. Ma poi tu hai permesso ai sogni di portarti fuori strada.

Roberto Rossellini (secondo Isabella Rossellini), in Mio padre ha 100 anni – sceneggiatura in Nel nome del padre, della figlia e degli spiriti santi (Contrasto 2006)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: