“Girl” di Lukas Dhont, con Victor Polster e Arieh Worthalter. 2018

Contraddistinto da un’incantevole e sobria eleganza, Girl è un film che si proietta oltre le polemiche sociali per addentrarsi in un terreno psicologico estremamente delicato, quello dell’accettazione del proprio corpo e della dicotomia a volte inconciliabile tra questo e lo spirito.

Lara è nata in un corpo maschile, ma di fatto è una donna. Il suo sogno è portare a compimento questa metamorfosi e divenire un’eccellente ballerina classica, ma dovrà affrontare sofferenze e umiliazioni, sottoponendosi a un doloroso cammino verso la completa femminilità.

L’ambientazione nel mondo della danza si rivela uno scenario perfetto per raccontare questa storia di tormento interiore. La danza è bellezza, incanto, poesia… Ricerca della perfezione, ossessione e sacrificio in nome di un ideale. Lara di sacrifici enormi ne compie ogni giorno. Tutte le mattine si sveglia e cerca di trasformare il suo corpo, martirizzandolo, per generare un’illusione convincente non solo per il mondo esterno, ma per se stessa, in attesa della reale e duratura metamorfosi, grazie alla quale anima e corpo ritroveranno finalmente l’armonia.

Un conflitto interiore lacerante, una nuova prospettiva nella cinematografia transgender, più intima, sul dolore che le persone come Lara vivono a partire dalla non accettazione di un sesso che non rispecchia la loro essenza interiore.

Victor Polster lascia senza parole nella sua delicata ed eccezionale interpretazione di Lara e ci fa sperare in delle future esperienze cinematografiche, anche se al momento sembra intenzionato a dedicarsi con tutto se stesso solo alla danza. Come Lara del resto.

La regia di Lukas Dhont è elegante e piena di grazia, i movimenti di macchina seguono pazientemente i giri e i volteggiamenti delle coreografie, con piani sequenza elaborati e sinuosi.

Girl è un film che colpisce dritto al cuore e immerge lo spettatore in un mondo di sofferenza fisica e psicologica, senza risparmiargli dettagli cruenti e urtanti. Il dolore che Lara si autoinfligge è l’epicentro del film, e una domanda si impone pesantemente nella coscienza di noi spettatori: che cos’è la femminilità? Durante la visione del film non possiamo che sperare che questa meravigliosa crisalide divenga al più presto la farfalla che desidera essere e raggiunga la perfezione a cui anela: l’equilibrio e la gioia interiore di chi può mostrarsi al mondo per ciò che veramente è nel profondo. Senza vergogna, senza paura.

Corinne Vosa

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