Titolo tedesco: Genuine. Die Tragödie eines seltsamen Hauses; titolo inglese: Genuine: A Tale of a Vampire)

Esattamente ventidue anni fa, nel novembre 1996, la versione restaurata di Genuine, secondo film di Robert Wiene, veniva strappata a un destino che sembrava di perdita irrecuperabile e resa disponibile in una versione forzatamente ridotta rispetto all’originale. Questa, della durata di 44 minuti, è stata la versione proiettata il 17 novembre 2016 al Villaggio Cultura Pentatonic con la sonorizzazione dal vivo dei musicisti Roberto Falcinelli e Attilio Virgilio (è attualmente disponibile anche la versione di 88 minuti). Robert Wiene firmò la regia di questo film nello stesso anno che lo rese famoso come regista de Il gabinetto del Dottor Caligari, film che avrebbe dovuto dirigere Fritz Lang e la cui sceneggiatura, già pronta dal 1913, Wiene, nativo di Breslavia, si ritrovò come un tesoro tra le mani. Sulla scia del successo del film che sarebbe diventato il primo classico dell’orrore e una pietra miliare del “cinema dell’incubo”, come lo definisce Ladislao Mittner, nonché del cinema di tutti i tempi, Wiene mette in cantiere, sempre con la casa cinematografica Decla-Bioskop AG, un altro film, assicurandosi lo stesso sceneggiatore di Caligari, Carl Mayer. Il battage pubblicitario fu tra i più vigorosi che si registrarono all’epoca, ma la reazione di pubblico e critica all’uscita del film il 28 agosto 1920, non fu proprio quella prospettata dagli auspici del produttore (Erich Pommer), del regista e dello sceneggiatore (alcuni storici del cinema lo definiscono addirittura un «clamoroso insuccesso»). Ecco la recensione della Vossische Zeitung, sempre del 1920, nella mia traduzione: «Poiché l’autore della sceneggiatura del film Caligari, Carl Mayer, e il suo regista Robert Wiene si sono assunti la responsabilità di progettare questa “Tragedia di una ‘strana’ casa”, ci si aspettava che qui sarebbe stata data prosecuzione alle sperimentazioni espressionistiche. Tuttavia l’autore delle scenografie e dei costumi, César Klein, si è avventurato in un territorio del tutto nuovo, che se da un lato dà ampia espressione alla ricchezza pittorica, dall’altro disorienta e confonde la linea pura della recitazione per un eccesso di tratti inquieti, di arabeschi bizzarri. Anche gli eventi, nel segno del fantastico e dell’orrore, non portano con sé la necessità cogente della trama di Caligari. Il vampiro in versione femminile di questo mondo magico è Fern Andra. Malgrado tutta la buona volontà di emanciparsi dal cliché, non le riesce di incarnare il contenuto demoniaco del ruolo da lei impersonato. Sorprendono invece H. H. v. Twardowsky nel ruolo del giovane estatico e Ernst Gronau nel ruolo del folle proprietario della casa spettrale, in virtù, per quanto riguarda quest’ultimo, del suo istinto per un effetto stilisticamente sicuro. In ogni caso l’opera è degna di nota come nuovo tentativo di salvare l’espressione cinematografica dalla sfera del quotidiano». Chi era César (noto come Cesar) Klein? Pittore nato ad Amburgo nel 1876, era stato nel 1910 tra i fondatori della Neue Sezession a Berlino e nel 1918 tra i fondatori di quella Novembergruppe, gruppo di artisti al quale appartennero ben 49 tra i collaboratori alla redazione dello “Sturm” (celebre rivista dell’espressionismo tedesco) e che intendeva unire le correnti più significative dell’epoca: espressionismo, appunto, futurismo (anche Prampolini era nel gruppo), dada e Bauhaus. L’avvento del nazismo nella Germania del 1933 ne vide la fine, anche se Oskar Schlemmer data il suo scioglimento già al 1932. Le opere di Klein furono esposte nella famigerata mostra “Entartete Kunst”, arte degenerata. Carl Mayer, che aveva già firmato con Hans Janowitz la sceneggiatura di Caligari, fu una figura di riferimento per l’espressionismo; dopo Genuine interromperà il sodalizio con Wiene per legarsi a Murnau, che seguirà poi negli Stati Uniti. La trama del film può essere così sintetizzata: Percy, un pittore, dopo aver completato il ritratto della sacerdotessa Genuine, ne rimane completamente stregato tanto da rinchiudersi in casa e non vedere più nessuno. Una notte il quadro prende vita e Genuine fugge per poi ritrovarsi nelle mani di Lord Melo che la tiene prigioniera nel suo lussuoso palazzo. Genuine riesce ad uscire dalla sua prigione dorata e incontra Florian, un giovane, nipote e apprendista del barbiere Guyard. Solitario e schivo, Guyard è malvisto dalla comunità della cittadina irlandese scenario delle vicende, soprattutto per essere l’unico ad avere accesso, proprio in qualità di barbiere, al misterioso castello dell’ancora più misterioso Lord Melo. Florian cade facile preda del fascino di Genuine. Soggiogato dal fascino della femme fatale, impersonata sul grande schermo dalla statunitense Fern Andra, Fabian uccide Lord Melo; quando lei gli chiede di uccidersi lui resiste e fugge via. Arriva Percy, e anche lui, vedendo dal vivo la creatura che aveva dipinto, cade sotto il suo incantesimo, questa volta anche Genuine sembra sinceramente innamorata ma la loro storia ha breve durata. Informati da Florian, tornato fortunosamente in preda al delirio in casa dello zio Guyard, i paesani si recano come folla inferocita alla dimora stregata di Lord Melo. Le scene finali hanno un ritmo rapidissimo e concitato. Florian sembra intenzionato a riprendersi Genuine, o a fare in modo che nessun altro possa farlo.

Anna Maria Curci

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