di Andrea Lilli
Mauritz Cornelis Escher (1898-1972), grafico, incisore e disegnatore, è stato nel secolo scorso uno dei più popolari creatori di immagini. Dotato di uno stile visionario e ipnotico che unisce in combinazioni spesso paradossali fantasie oniriche e rigorose geometrie, Escher raggiunse la massima notorietà negli anni Sessanta e Settanta, con Rembrandt e Van Gogh è tuttora l’artista visuale olandese più seguito. In tutto il mondo, le mostre con le sue opere sono sempre affollatissime.
E’ curioso che vita e opere di Escher siano state finora trascurate dalle produzioni cinematografiche e tv, quasi in esecuzione di quella ‘damnatio memoriae’ a cui una certa Critica dell’Arte Pura ha condannato l’eccentrico protagonista di una cultura ‘pop’ giudicata di second’ordine, plebea in quanto di massa. A quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa, sul grande schermo giunge dunque opportuna questa pellicola di Robin Lutz, autore di documentari e collaboratore della personale allestita nel 2018 a Leeuwarden, paese natale di Escher.

Il suo connazionale Lutz ha raccolto più di mille lettere, diari e lezioni scritte, che qui diventano le fonti del racconto della vita e dell’arte di Escher, integrate da interviste a parenti e conoscenti. Tra i quali il musicista Graham Nash, ex Crosby Stills Nash & Young, ex di Joni Mitchell, altro protagonista della cultura di massa del secondo Novecento, che ci racconta la riscoperta di Escher negli anni ‘70.
Ripercorriamo l’infanzia dell’artista olandese, ultimo di quattro figli: le difficoltà scolastiche, le passioni artistiche e filosofiche, la fuga, i viaggi. Nel 1922 Escher va in Italia e ci resta per tredici anni, affascinato dalla Toscana, dalla costiera amalfitana. Ama le colline assolate, gli antichi borghi arroccati, il mare e la natura mediterranea. A Ravello incontra la svizzera Jutta, che sposa a Viareggio.

Due dei loro tre figli, George (ora 92enne) e Jan (80), ci parlano dei genitori. Fa impressione vedere come il tempo passa veloce. Le immagini sono quelle che verosimilmente ci riproporrebbe Escher nel suo ‘grand tour’: ci porta sia in posti noti, classici, che in villaggi remoti: Abruzzo, Calabria, Sicilia. Malta, Corsica. Le sue opere sono sempre e comunque ispirate dai luoghi osservati. Per esempio la litografia “Castrovalva”, nella quale possiamo già cogliere un certo gusto per la prospettiva,

oppure la litografia “Atrani”, paesino della costa amalfitana, che l’artista realizza nel 1931 e che viene ripresa in “Metamorphosis I e II”.
Si trasferisce a Roma, in Via Poerio a Monteverde, dove vive fino al 1935. Quando però vede un figlio costretto ad indossare la divisa da balilla, mal tollerando i conformismi e soprattutto quelli scolastici, prende le valigie e trasferisce la famiglia in Svizzera. Poi va in Spagna. A Granada è incantato dai mosaici arabi dell’Alhambra, che alimentando le sue ricerche geometriche lo spingono ad abbandonare definitivamente il paesaggismo della prima fase artistica. Da lì in poi Escher, stabilendosi in Belgio, esplorerà il proprio mondo interiore, fino al declino fisico. Grande diffusione, anche commerciale ovviamente, avranno i cosiddetti disegni impossibili, come ad esempio “Ascending and Descending and Relativity”, e le sue metamorfosi, quali “Metamorphosis I, II e III”.
Nel corso della sua vita Escher realizza circa cinquecento litografie, xilografie e incisioni su legno, e più di duemila disegni e schizzi, cercando risposte grafiche alle domande che sempre lo hanno inseguito.
E’ possibile vedere in due modi differenti lo stesso luogo?

Possiamo stare in due spazi diversi nello stesso momento?

Si può arrivare ad intuire, se non capire, l’infinito?

Il cinema è anche questo: associazione libera di realtà e sogno, visione e riflessione, bellezza e rappresentazione. Questo documentario è dunque cinema a tutti gli effetti, al pari di una fiction, ed è un’immersione nelle opere di un artista visionario dalla personalità complessa, un’occasione per capire meglio l’uomo Escher insieme allo spessore della sua ricerca estetica e filosofica, che – qualunque sia il giudizio sulla qualità artistica o scientifica – continua ad esercitare un grande fascino.

Prodotto da Wanted Cinema e Feltrinelli Real Cinema
In sala
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