Le Streghe di Eastwick – (USA/1987), regia di George Miller

“Gli uomini hanno paura. Quando si confrontano con donne di indubbia forza, crollano. E allora che fanno? Le chiamano streghe, le bruciano, le torturano, finchè ogni donna ha paura, ha paura di sè, ha paura della paura degli uomini, quella di perdere la loro virilità!”

(Daryl)

di Paola Salvati

A quante donne è capitato, anche solo per un istante, di desiderare intensamente un uomo che le amasse con tutto il cuore? Non c’è nulla di male in questo, a meno che ad esprimerlo nello stesso momento non siano tre amiche durante una delle loro riunioni serali, inconsapevoli di possedere dei poteri magici. Allora può diventare pericoloso.

Questo è ciò che accade nella immaginaria cittadina di Eastwick, tranquillo ed incolore angolo del New England, dove l’unico passatempo dei suoi abitanti è quello di sparlare di tutto e tutti. È qui che vivono le tre protagoniste: la bruna Alexandra Medford(Cher), vedova e abile scultrice di statuine; la rossa e timida Jane Spofford (Susan Sarandon), single e sterile, che insegna musica e suona la viola; la bionda e dolce Sukie Ridgemont (Michelle Pfifer) giovane madre di sei figli, divorziata e dipendente di un quotidiano locale per cui scrive, gestito dai religiosissimi coniugi Clyde e Felicia Alden (Veronica Cartwright).

Alex: ” Io non credo che l’uomo sia la risposta a tutto.
Jane: “E allora perché finiamo sempre col parlare di loro?”

Vite differenti, ma tutte intrise di grande insoddisfazione. Ad unirle indissolubilmente sono la loro profonda amicizia, una spiccata vivacità, il sogno di trovare l’uomo perfetto e -cosa di cui non hanno consapevolezza- i poteri esoterici che possiedono e che uniti possono evocare persino il maligno.
Così, in conseguenza dell’involontario incantesimo della sera precedente, arriva in città un certo signor Daryl Van Horne (Jack Nicholson), un uomo molto ricco, affascinante e dai modi raffinati. Subito ben accolto dalla comunità, decide di stabilirsi insieme al suo strano servitore Fidel nella splendida villa Lenox, considerata dalla gente del posto un luogo nefasto, legato a leggende di stregoneria. Nessuno sa che lui è il Diavolo in persona, giunto lì a causa dell’invocazione delle tre amiche e con il preciso scopo di sedurle e ammaliarle per avere un figlio con ognuna di esse.

La frequentazione delle tre donne con Daryl dà vita ad un cambiamento radicale in loro: diventano più belle, affascinanti e felici, soprattutto quando lui le convincerà a trasferirsi nella sua lussuosa dimora. Tutto ciò attirerà la curiosità e le chiacchiere dei concittadini, in particolare di Felicia Alden, che in breve tempo diventerà una vera e propria nemica di questo  insolito ed immorale nucleo familiare.
Daryl non sarà solo un compagno condiviso, ma anche un maestro dal quale Alexandra, Jane e Sukie impareranno l’uso e il controllo dei poteri sovrannaturali di cui sono dotate. Divenute abili streghe, una volta scoperto di essere tutte e tre incinta di lui, metteranno a dura prova l’idillio ben orchestrato dal demone, con una vera e propria battaglia tra forze oscure.

“Sono il vostro diavoletto assatanato!”

Diretto nel 1987 da George Miller, il film è basato sull’omonimo romanzo satirico di John Updike del 1984.
Il cast di altissimo livello regala allo spettatore delle interpretazioni notevoli.
Le splendide attrici, per quanto bravissime, sono comunque contorno dello straordinariamente diabolico Jack Nicholson, ancora una volta star indiscussa.
Ciò è voluto anche da una sceneggiatura che, all’interno di una storia quasi tutta al femminile, mette in risalto la figura del Diavolo, astuto e subdolo per natura, ma con una imprevedibile fragilità terrena, propria di un uomo.
In alcuni monologhi Nicholson profonde con generosità e forza una grande carica espressiva, quel tanto sopra le righe da caratterizzare al massimo il personaggio luciferino.
La sua prova d’attore gli è valsa la nomination ai David di Donatello del 1988, come miglior protagonista straniero.

“Per un minuto sono stato la risposta alle vostre preghiere e il minuto dopo nessuna aveva più un minuto per me!”

Nel complesso, ci si prende gioco un po’ di tutto: diavolo e acquasanta, uomini e donne.
Interessanti spunti sono presenti nei dialoghi, soprattutto nelle scene di seduzione e sul significato di amore come possesso.
Gli effetti speciali presenti nel film fanno sì che alcune scene restino impresse, come quella della piscina, con la magica presenza di acqua e fuoco insieme, o quella da antologia del vomito di noccioli di ciliegie. Per questo il film ha ricevuto il premio ai Bafta del 1988.
Dello stesso anno sono le due nomination agli Oscar, per il miglior sonoro e a John Williams per la miglior colonna sonora.
All’interno di essa, troviamo anche il Nessun dorma della Turandot di Puccini, eseguita dal grande Luciano Pavarotti e dalla London Philarmonic Orchestra, diretta da Zubin Hehta.
Bella la fotografia e ottimi anche il trucco e i costumi, che per Nicholson sono stati curati dallo stilista italiano Nino Cerruti.

Quando uscì al cinema, il film fu recensito positivamente dalla critica, ebbe un bel successo di pubblico e nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per coloro che amano questo genere. Sarà per questo che sono stati tentati degli adattamenti sia in tv, con una stagione trasmessa dalla Abc nel 2009, sia in teatro. Ora, però, l’interesse mostrato dalla Warner Bros. per un remake cinematografico è concreto: per occuparsi della rilettura della storia è stata scelta la sceneggiatrice e regista Ninja Thyberg, che pare abbia le carte in regola.
Classificato come genere horror, in realtà la sua collocazione è indefinibile. In ogni caso, Le streghe di Eastwick è e rimane un cult del genere fantasy per il suo caratteristico impianto grottesco che, assieme agli effetti speciali e alla suggestiva ambientazione, lo rendono una scorrevole e leggera commedia dark, perfetta per Halloween.

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