Banditi a Orgosolo, di Vittorio De Seta (1961)

di Girolamo Di Noto - "Abissi di silenzio, lontano tintinnire di greggi. Pietraie desolate. Boschi fittizi e oscuri. Un altopiano. Precipizi di mille metri" (appunti preparatori per Banditi a Orgosolo).

Gruppo di famiglia in un interno, di Luchino Visconti (1974)

di Bruno Ciccaglione - Un vecchio professore chiuso nella sua casa piena di quadri antichi, ormai incapace di relazionarsi con un mondo che non gli piace. Una ricca quanto volgare signora della nuova borghesia romana piazza nell’appartamento superiore a quello del professore il proprio giovanissimo amante Konrad e la figlia Lietta col suo fidanzato.

Cronaca di un assassinio, di Allen Baron (Usa/1961)

di Girolamo Di Noto - Cronaca di un assassinio è un thriller elegante, ingiustamente sottovalutato, che merita di essere riscoperto, un'opera amara che sa restituire - grazie anche all'apporto di una fotografia splendida e una musica strepitosa in stile jazz - l'atmosfera crepuscolare di una metropoli in perfetta simbiosi con il malinconico incedere del protagonista verso un destino già segnato.

La ballata di Stroszeck, di Werner Herzog (1977)

di Girolamo Di Noto - La ballata di Stroszeck racconta principalmente di sogni infranti, è uno straordinario apologo sull'emarginazione in cui speranze e desideri sono destinati a finire nella polvere.

Rapito, di Marco Bellocchio (2023)

di Laura Pozzi Dopo quello di Aldo Moro affiora un nuovo rapimento nel destino cinematografico di Marco Bellocchio. E stavolta senza nessuna liberazione, reale o immaginata. Duro e pragmatico fin dal titolo (anche se inizialmente si era pensato al meno esplicito e più conciliante  La conversione) il regista piacentino dopo il successo di Esterno notte... Continua a leggere →

Racconto crudele della giovinezza, di Nagisa Oshima (Giappone, 1960)

di Girolamo Di Noto - Considerato il manifesto della Nubern Bagu, la Nouvelle Vague giapponese, girato lo stesso anno di Fino all'ultimo respiro di Godard, Racconto crudele della giovinezza è un grande affresco sulla gioventù giapponese, sbandata, priva di veri punti di riferimento.

Le chat, di Pierre Granier-Deferre (Francia/Italia,1971)

di Girolamo Di Noto "E l'indomani sarebbe stato un altro giorno, quasi identico" Georges Simenon La vasta produzione letteraria di Simenon è stata oggetto di svariate trasposizioni cinematografiche. Uno dei tanti registi che è riuscito a dare un'immagine visiva al mondo di parole creato dallo scrittore belga è stato Granier-Deferre. Ben quattro furono i romanzi... Continua a leggere →

L’uomo senza colpa, di Ivan Gergolet (2022)

di Bruno Ciccaglione - Che cosa succede quando in tanti si subisce un grande dolore, una grande ingiustizia? Cosa succede alle persone che devono elaborare i traumi e tentare di andare avanti? Storie di amianto, dell'intreccio perverso tra lavoro e salute, del desiderio di vendetta e del possibile perdono.

Él, di Luis Buñuel (Messico, 1953)

di Girolamo Di Noto - Girato in Messico nel 1953 con pochi soldi e in tre settimane, molto amato dallo psicanalista Jacques Lacan che faceva vedere il film ai suoi studenti durante i suoi corsi universitari, Él è un geniale ritratto delle ossessioni a cui può portare l'idea borghese del "possesso"

I cancelli del cielo, di Michael Cimino (1980)

di Girolamo Di Noto - Questo insolito, struggente e atipico western che contemporaneamente celebra e distrugge il mito della Frontiera è uno straordinario affresco di una delle pagine più infamanti della storia americana: la Johnson County War del 1890, nel Wyoming,  che vide protagonisti da una parte i ricchi proprietari terrieri, dall'altra le comunità di immigrati europei, destinati a sfociare in un conflitto sanguinoso.

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