di Girolamo Di Noto - Moving è una meditazione suggestiva sull'infanzia, una riflessione profonda sull'importanza del saper lasciarsi alle spalle i dolori passati, una storia toccante che trova nella magnifica interpretazione dell'allora dodicenne Tabata Tomoto la sua forza trascinante, un film di mirabile delicatezza.
Cure, di Kiyoshi Kurosawa (Giappone/1997)
di Girolamo Di Noto - Con Cure Kiyoshi Kurosawa rivoluzionerà il genere horror, rendendolo metafisico, sconvolgente, non utilizzando mostri o fantasmi, ma un male intangibile, irrazionale, inquietante perché radicato nel vivere quotidiano.
Pulse, di Kiyoshi Kurosawa (Giappone/2001)
di Girolamo Di Noto - Pulse è un horror anomalo, l'esplorazione delle paure umane nell'era digitale, dunque un dramma sulla solitudine che come un macigno comprime la vita emotiva rendendo estranee anche le persone più vicine.
Vivere, di Akira Kurosawa (Giappone/1952)
di Girolamo Di Noto - Considerato da Bazin "il più bello, il più sapiente e il più commovente dei film giapponesi", Vivere, lontanamente ispirato a La morte di Ivan Il'ič di Tolstoj, è il ritratto di un uomo che, per beffardo paradosso, morendo impara a vivere
Bona, di Lino Brocka (Filippine/1980)
di Girolamo Di Noto - Presentato a Cannes nel 1981 alla Quinzaine des Réalisateurs e riscoperto al Cinema Ritrovato di Bologna, Bona è un film da non perdere perché sa coniugare il ritratto di una donna completamente soggiogata ad un uomo, al caos di una società ormai alla deriva.
I racconti della luna pallida d’agosto, di Kenji Mizoguchi (Giappone/1953)
di Girolamo Di NOto - Leone d'argento al Festival di Venezia nel 1953, I racconti della luna pallida d'agosto è tratto da due novelle di Akinari Ueda ( L'albergo di Asaji e La lubricitá del serpente, pubblicate nel 1776 ). Mizoguchi rimuove gli elementi orrorifici, ricavando una storia di sentimenti umani che oscilla tra il reale e l'irreale, tra la realtà e l'apparenza,..
Racconto crudele della giovinezza, di Nagisa Oshima (Giappone, 1960)
di Girolamo Di Noto - Considerato il manifesto della Nubern Bagu, la Nouvelle Vague giapponese, girato lo stesso anno di Fino all'ultimo respiro di Godard, Racconto crudele della giovinezza è un grande affresco sulla gioventù giapponese, sbandata, priva di veri punti di riferimento.
Forgotten, di Yang Hang-Jun (Corea del Sud/2017)
di Girolamo Di Noto - Assolutamente da non perdere, il film distribuito su Netflix, è un'altra perla del cinema sudcoreano, capace di dare un'eco simbolica e universale al calvario dei suoi protagonisti, alle prese con verità e situazioni insostenibili.
Little Sister, di Hirokazu Kore’eda (2015)
Di A.C. Sachi, Yoshino e Chika, tre sorelle che condividono lo stesso appartamento e l’assenza di un padre, appena deceduto, che diversi anni prima ha abbandonato il tetto familiare per una nuova convivenza.In occasione del funerale del genitore fanno la conoscenza della sorellastra quattordicenne, Suzu, con cui instaurano immediatamente un legame che porterà l’adolescente a... Continua a leggere →
Hana-bi, di Takeshi Kitano (Giappone/1997)
di Girolamo Di Noto - Hana-bi è un film di contrasti, lacerazioni, crudeltà e dolcezza, disperazione e sogno. Sin dal suo titolo originale, il film si dibatte tra due opposti: il fiore e il fuoco. Hana in giapponese vuol dire "fiore", ovvero la vita, mentre bi letteralmente è "fuoco", ovvero la morte. I due ideogrammi insieme significano "fuoco d'artificio".