di Girolamo Di Noto Chiunque abbia avuto la fortuna di incontrare Tavernier, regista francese da poco scomparso, ha avuto modo di attingere alla sua sapienza cinematografica e al suo amore incondizionato per il cinema. Tavernier non amava le etichette perché banalizzavano, finivano con l'annullare l'identità, l'aspetto multiforme di una persona, però se vogliamo identificarlo con... Continua a leggere →
La grande abbuffata, di Marco Ferreri (1973) – Cene e beffe
di Michela Pellegrini “Là dove si sente la merda, si sente l'essere. L'uomo avrebbe potuto benissimo non andare di corpo, non aprire la tasca anale, ma ha scelto di andare di corpo come avrebbe scelto di vivere invece di acconsentire a vivere morto.” La grande abbuffata (1973), per forza e potenza sembra rappresentare all’interno della... Continua a leggere →
Amici Miei (1975), di Mario Monicelli
di Carla Nanni "Alla fine della notte Firenze sembra dormire ancora. Il Perozzi, giornalista e capo redattore di cronaca va a prendere un caffè al bar. I cornetti freschi non sono arrivati e nel locale si respira fumo e si sentono le voci delle puttane che hanno staccato da poco il turno. Il buon Perozzi... Continua a leggere →
Nuovo Cinema Paradiso, di Giuseppe Tornatore (1988)
di Roberta Lamonica "Ci sono stati anni in cui il cinema è stato per me il mondo". Italo Calvino, nel suo saggio Autobiografia di uno spettatore (1974), ha parlato proprio di 'mondo' in riferimento alla sala cinematografica e al potere dello schermo di trasportare lo spettatore in un mondo parallelo fatto di luci, suoni e... Continua a leggere →