‘ATTACCO AL POTERE 3 – ANGEL HAS FALLEN’ (2018), di R. R. Waugh.

di Paola Salvati

‘ATTACCO AL POTERE 3 – ANGEL HAS FALLEN’ (2018), di R. R. Waugh. Con G. Butler, M. Freeman, N. Nolte e P. Perabo.

‘Droni! Sono droni!!”

Viene sferrato così l’attacco al Presidente degli Stati Uniti. Un vero massacro, con cui si apre il terzo capitolo di questa fortunata saga, densa di azione. Unico superstite, assieme al Presidente, è Mike Banning, agente dei servizi segreti e capo della scorta presidenziale. Per questo motivo sarà il primo ad essere sospettato e subito incriminato. Chi vuol far ricadere i sospetti su di lui? E perchè? Lui, angelo custode del Presidente, è caduto, accusato di omicidio. Qualcuno lo ha incastrato, costruendo una serie di prove schiaccianti. Ma quando un angelo cade fa di tutto per recuperare le sue ali…e Mike non si arrenderà. Cercherà di sfuggire alla cattura e di provare la sua innocenza.Gerard Butler è ancora una volta Mike. In questo thriller travolgente, però, rivela un lato inedito del personaggio, esplorando la sfera personale, fino a scoprire l’origine dei suoi tratti caratteristici: forza, coraggio e lealtà. Butler dà vita ad una interpretazione più profonda di questo eroe, passando dalle lotte folli e violente del guerriero, al più complesso degli scontri da affrontare: quello con il suo passato e con le precarie condizioni fisiche che lo assillano. Aspetto umano messo perfettamente in luce dalla sua interpretazione. Compagno di avventura in questo film è il magistrale Morgan Freeman, nei panni del presidente Trumbull.

Passato dall’essere portavoce della Casa Bianca nel primo ‘Attacco al Potere – Olympus Has Fallen’; vicepresidente in ‘Attacco al potere 2 – London Has Fallen’; ora si trova a rivestire i panni della massima carica. Ha fatto carriera e il suo personaggio si trova adesso ad affrontare un dilemma: può ancora fidarsi del suo amico Banning? Freeman dà il meglio di sé nel vestire i panni di un grande leader, un uomo d’onore. Rappresenta la fiducia: quella che gli americani hanno in lui, quella che lui vorrebbe continuare a dare a Mike. Il legame col passato di Banning è rappresentato da Clay, suo padre. Per questo importante ruolo è stato scelto Nick Nolte, che si dimostra perfetto nel rendere tutte le sfumature del suo personaggio. È un attore noto per i suoi ruoli da duro, ma che nascondono un’interiorità complessa. E qui, con Clay, veterano del Vietnam, fuggito da tutto a causa della sindrome da stress post-traumatico, Nolte riesce a trasmettere il senso di dignità ancora presente, sebbene assai logora, in quest’uomo schivo e isolato. Il suo sguardo intenso è commovente, quando riemerge in lui la forza del legame padre-figlio, presente anche negli scambi un po’ comici con Mike. “E non chiamarmi figliolo! Questo diritto l hai perso quando hai abbandonato mamma e me”. L’incontro parte così, quando Mike cerca rifugio da Clay. Il contrasto tra i due personaggi è rappresentato da ciò che ognuno di loro persegue: Banning continua a lottare e a credere nei suoi ideali, il padre no, non più. Apparentemente diversi, scopriranno invece di avere molte somiglianze. Un altro personaggio importante è Leah, compagna di Mike.Lei, sostegno costante, spera che il senso di protezione nei confronti suoi e della loro figlia, possa convincere Mike ad accettare un incarico meno rischioso. Cosa che lei auspica, per andare avanti più sereni. A vestirne i panni è la candidata ai Golden Globe Piper Perabo. Nonostante il nuovo ruolo, riesce a dare una ventata di freschezza a Leah e al contempo sottolinea il sacrificio -parte del difficile compito della moglie di un agente- trasmettendo la forza dei sentimenti, che passa anche attraverso tensione e preoccupazione. L’abilità del regista, Ric Roman Waugh, ha fatto sì che questo terzo episodio non fosse necessariamente un sequel. Infatti, anche chi non ha avuto modo di vedere i due precedenti film, può seguire fin dall’inizio la trama, che funziona benissimo e in modo autonomo, e imparare a conoscere il personaggio Banning. Per i fan della saga è un’occasione per conoscere meglio questo eroe, cosa lo rende così determinato. L’umanità che c’è dietro ad un agente segreto, un guerriero impavido, che dopo mille peripezie si ritrova a dover fuggire. Lui, accusato di aver cospirato per uccidere il suo amico e mentore, lo stesso uomo che ha giurato di proteggere. Indebolito a livello fisico e mentale, dopo anni di duro lavoro, si trova ad affrontare la più drammatica delle sfide: proprio quando si ritrova ad essere preda, deve, tra mille difficoltà, riuscire a proteggere il suo Presidente e il suo paese. E la sua famiglia, che lo sosterrà senza riserve. Un film avvincente, che tiene incollato lo spettatore fino alla fine. Una corsa sulle montagne russe, per la quantità di scene d’azione e combattimenti presenti, ma ancor più per l’aspetto psicologico. Un uomo, prima che un combattente. Un amico, prima che un agente. Un angelo custode per il Presidente. Caduto, ma non sconfitto, che combatterà senza risparmiarsi, per poter tornare a volare.

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