La La Land, di Damien Chazelle (USA 2016)

di Sarah Furia

We’d sink into our seats
Right as they dimmed out all the lights
A Technicolor world made out of music and machine
It called me to be on that screen
And live inside each scene.

La La Land 0

Benvenuti nella Città degli Angeli!

Traffico immobile. Sole cocente. Cielo limpido in ogni stagione.
Ci troviamo sulla California Highway Patrol.
La matassa di suoni indistinti che proviene dalle autoradio si dipana in un’esplosione di note e colori, accogliendoci fin da subito con un’ondata di energia.

Gli automobilisti annoiati vengono vinti dalla tentazione di sfuggire alla solita monotonia, esibendosi in una spettacolare coreografia sui tettucci dei veicoli in coda.
Il primo grande numero d’apertura ‘soffia’ un alito di vita sul paesaggio brullo e statico delle lunghe file autostradali, stabilendo il tono del primo atto: allegro, leggero e spensierato.

La La Land 5

Diamo le spalle alle vaste spiagge californiane e alle partite di beach volley in bikini, poggiamo sul tavolo i nostri drink fluorescenti perché, sin da subito, capiamo che questa non è la Los Angeles che Chazelle vuole raccontarci.
Ci allontaniamo dal suono dei clacson per addentrarci nei viali di una Hollywood pittoresca e romantica, tanto sfavillante quanto lontana.

Nel corso della storia del cinema, alla metropoli sono stati attribuiti i ruoli più disparati ma è il suo lato più cupo, quello più violento e corrotto a stuzzicare la fantasia di famosi registi e a renderla la location ideale di celebri sci-fi e thriller come Drive, Lo Sciacallo, Pulp Fiction e Blade Runner, solo per menzionarne alcuni.
Le fitte nubi che offuscano il cielo di una L.A. grigia e oscura, in La La Land si diradano sempre più, lasciando ora intravedere un limpido azzurro che sorvola una città rigogliosa, che tende a nascondere le sue inquietudini.

La La Land 6

Una città idealizzata, narrata attraverso gli occhi infatuati del giovane artista che abbandona ogni certezza per avventurarsi nella giungla dello show business, armato solo di pochi spiccioli e di grandi speranze.
L’intera pellicola è ricoperta da una spessa patina di nostalgia, per quella Hollywood dei tempi d’oro dalle sembianze sobrie ed eleganti, dell’incarnazione del grande sogno americano.
Un’immagine di grandezza ormai decaduta che però gli abitanti stessi rifiutano di abbandonare, così ammaliati dal desiderio di realizzare le proprie aspirazioni personali da mostrarsi ciechi davanti alla possibilità che ciò possa non avvenire.

L’incapacità di accettare una quotidianità fatta di monotonia e grigiore spinge i protagonisti a ripararsi in un presente trasfigurato da atmosfere retrò, una dimensione onirica e rarefatta nella quale Mia (Emma Stone) e Sebastian (Ryan Gosling) custodiscono il loro amore e i loro desideri, al riparo dal mondo esterno.
Per quanto ci riguarda, non possiamo far altro che rimanere affascinati dal loro personale microcosmo: ci lasciamo quindi trasportare all’interno del loro sogno, che diventa un po’ anche il nostro.
Finalmente decidiamo di rinunciare a ogni scetticismo e abbandoniamo la sala per addentrarci nella favolosa LaLaLand.

La La Land 7

Girovaghiamo anche noi per le atmosfere technicolor della città, rivolgiamo lo sguardo sognante verso il cielo purpureo e ci chiediamo se, tra tante stelle, ci sia posto anche per noi.
Speriamo davvero, con tutto il cuore, che questa City of Stars stia brillando solo per noi.

Il film rende apertamente omaggio a musical storici come Cantando sotto la pioggia e rievoca celebri icone degli anni ‘30 quali Fred Astaire e Ginger Rogers, ma ciò non impedisce a Chazelle di regalare allo spettatore un’esperienza originale ed unica nel suo genere.
La La Land non è uno scimmiottamento dei grandi classici, bensì un’opera di restauro di un intero genere, quello del musical, che viene riadattato secondo una sensibilità più moderna.
Se prima le lunghe e numerose sequenze musicali dominavano lo schermo a discapito della trama, qui vengono ridotte drasticamente, evitando il rischio che la musica soffochi l’intero racconto.
Le esibizioni penetrano nel racconto con grande naturalezza e senza interrompere il flusso della narrazione. La discrezione con la quale esse appaiono e scompaiono fa sì che il film possa essere apprezzato anche dai non amanti dei musical.

L’evoluzione del rapporto tra Mia e Sebastian viene raccontata in una successione di quattro atti, alla quale corrisponde il susseguirsi delle stagioni.
Facciamo la loro conoscenza in estate, ognuno di loro con la propria vita, ma entrambi con la testa tra le nuvole e le tasche piene di sogni.

La La Land 2

Mia si è trasferita in California ormai da qualche anno, lavora come barista per mantenersi ma il suo sogno è quello di diventare una grande attrice, nonostante alcun tentativo sia andato a buon fine.

Sebastian è un musicista squattrinato, suona jingle natalizi in uno dei tanti locali della città ma il proprietario lo ha da poco licenziato per aver improvvisato un assolo di jazz. Seb, purista del genere, sogna un giorno di aprire un proprio club nel quale suonare jazz secondo il suo ideale di musica.

La Città delle Stelle è però anche città di ombre, e se con una mano alimenta lo spirito dei giovani di dolci illusioni, con l’altra sbatte loro la porta in faccia.
È solo grazie al supporto reciproco che i due riescono a realizzare i propri sogni, traendo la forza necessaria per iniziare a perseguire concretamente i propri obiettivi.
Di fatto, è Sebastian che incoraggia Mia ad abbandonare il posto da barista per dedicarsi completamente alla scrittura della sua sceneggiatura, e in ugual maniera è proprio Mia che spinge Sebastian ad abbandonare la band pop di Keith (suo amico d’infanzia) per suonare quel jazz tradizionale e puro che tanto ama.

Entrambi divengono artefici del successo dell’altro, ma non tengono conto del prezzo da pagare.
Durante il suo spettacolo, Mia viene notata da una direttrice di casting che le assegna una grande parte, purtroppo però le riprese del film la terranno lontano da casa per un lungo periodo di tempo.
Grazie alla band di Keith, Sebastian ottiene il riconoscimento da sempre agognato, ma il tour costringe anche lui ad essere costantemente in viaggio.

La La Land 4

Ora si trovano vicino al successo più di quanto lo siano stati in tutta la loro vita; cosa sono disposti a sacrificare pur di ottenerlo?
La La Land è una storia di passione, ma anche di compromessi.
Sebastian accetta di suonare con Keith per avere la stabilità economica necessaria per costruire un futuro con Mia, ma ciò lo porta a suonare un genere che quasi disprezza. Sebbene il tour lo allontani dalla sua ragazza, la band resta l’unica strada valida e tangibile per la fama, e Sebastian non è disposto ad abbandonarla. Anche se Mia sente forte la sua mancanza, nemmeno lei è pronta a rimandare i preparativi del suo show per seguire il suo compagno in giro per il continente.

L’urto con la realtà è violentissimo, tanto da provocare una frattura insanabile nella coppia.
Infatti è proprio quando i sogni dei protagonisti rischiano di concretizzarsi, che la loro bolla di perfezione e armonia scoppia, spia di una relazione troppo esile per sopravvivere al duro inverno.
Non a caso, l’inizio del periodo di crisi risponde all’ultimo atto, intitolato Fall. Stagione della morte e della tragedia, non vi è periodo più adatto dell’autunno per rappresentare una relazione in caduta libera e la morte della speranza di vivere un futuro insieme.
I toni del musical si abbassano e i colori brillanti si smorzano: Mia e Sebastian realizzano che avere tutto non è possibile, che una scelta necessaria ma dolorosa è alle porte.

La La Land 3

Restare o andare, amore o carriera, desiderio o sogno?
Cos’è il successo? È forse l’affermazione di sé stessi e del proprio talento?
O piuttosto un felice avvenire insieme all’amore della tua vita?
Può essere considerato successo, se non puoi condividerlo con la persona giusta?
Anche noi, uscendo dalla sala, ci poniamo queste domande, con la sensazione che nemmeno i protagonisti abbiano ben chiare le risposte.

Sono passati cinque anni.
Mia è tornata a Los Angeles, ora però nelle vesti di attrice di fama mondiale. Ha una famiglia, dei figli e un marito. La città è sempre la stessa, costantemente congestionata dal traffico.
Mia decide quindi di fare una deviazione, ed è per ironia del destino che si imbatte nel Seb’s, locale dal quale provengono dolci note jazz.
Al piano c’è Sebastian, mentre Mia è seduta tra il pubblico, vicino a suo marito. I loro sguardi si incrociano di nuovo, com’erano soliti fare una volta.
Una casa in California, un figlio, una famiglia serena.
Questo è ciò che ritroviamo nella vita che avrebbero potuto avere, accantonando le rispettive ambizioni. Sulle note di City of Stars, la mente di Mia esplora un destino alternativo per la loro relazione, un futuro ormai lontano, forse rimpianto. Mano nella mano, Mia e Sebastian ripercorrono per un’ultima volta i sentieri della colorata LaLaLand, quella Los Angeles di coreografie a gravità zero, deformata dallo sguardo innamorato di due sognatori.
Assistiamo ad un commovente epilogo, uno struggente what if che rivela cosa ne sarebbe stato di loro se avessero preso decisioni diverse.
Una bella casa in California, un figlio insieme, una famiglia serena.
Se entrambi avessero rinunciato alle proprie ambizioni, ai propri sogni, quella sarebbe stata la loro realtà.

Il brano però volge al termine e, come Mia, siamo costretti a tornare sulla terra ferma.
Ciò che resta del loro amore è il ricordo di un viaggio straordinario e di un sentimento che ancora brucia: si tratta forse di amore, forse di rimorso.

Un lungo silenzio,
Un sorriso malinconico.
Sebastian e Mia abbandonano per sempre la terra di LaLaLand, e noi con loro.

La La Land 4

‘Cause maybe in that sleepy town
He’ll sit one day, the lights are down
He’ll see my face and think of how he used to know me.


 

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