Per il Cinema

di Andrea Lilli

“Ma che succede…? Ah, è il cinema!”

Ridono tutti, in Nuovo Cinema Paradiso, quando il tipo in pigiama si sporge dal balcone del primo piano e si ritrova nel primo piano di un film di Totò. Ridono tutti: loro in piazza e noi a casa, non più e non ancora al cinema. Noi che il cinema da tre mesi lo vediamo alla TV, al computer, sul tablet, nello smartphone. In piccoli rettangoli, frazioni infinitesimali del grande schermo. Da soli, al massimo con familiari o congiunti. A casa, tra la cucina e il bagno, tra una telefonata e un messaggio. Fra i soliti rumori, le solite luci, i soliti odori. Non in una sala buia, isolata dal mondo, ma che per raggiungerla ci fa andare là fuori, nel mondo. Insieme a tanti altri, intimi amici o sconosciuti, che vivono le stesse nostre emozioni, ognuno a suo modo ma nello stesso buio, nello stesso tempo, nello stesso luogo, raggiunto dai luoghi più diversi. Nello stesso odore, quel mischio di profumi di varia fattura, deodoranti e sudori, vestiti sporchi o puliti, legno, poltrone nuove o vagamente ammuffite, velluto di sipario che troviamo solo al cinema.

Il cinema non al cinema non è più cinema.

Anche un libro senza carta non è più un libro, ma un cieco ne può ascoltare il contenuto, e sfogliando l’oggetto libro, odorandolo può ricreare l’atto del leggere con buona approssimazione. Ma un film visto fuori da una sala cinematografica non è cinema. E’ come un menu senza sale in carcere o in ospedale, non importa la varietà dei piatti. Come una festa in videoconferenza, un concerto ascoltato alla radiolina, un incontro amoroso in chat. Un’esperienza solitaria ed effimera, insomma.

Il cinema non al cinema non è più cinema. Da tre mesi è diventato un’altra cosa: video on demand, piattaforme online, streaming, canali tv, abbonamenti.

Il 15 giugno i cinema potrebbero riaprire. Ma a queste condizioni anticontagio (DPCM del 17 maggio, Allegato 9):

  • Posti a sedere preassegnati e distanziati nel rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro sia per il personale che per gli spettatori.
  • Misurazione della temperatura corporea agli spettatori e ad ogni altro lavoratore nel luogo dove si tiene lo spettacolo, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi.
  • Utilizzo obbligatorio di mascherine anche per gli spettatori.
  • Utilizzo di idonei dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori che operano in spazi condivisi e/o a contatto con il pubblico.
  • Garanzia di adeguata periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti chiusi e dei servizi igienici di tutti i luoghi interessati dall’evento, anche tra i diversi spettacoli svolti nella medesima giornata.
  • Adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni concernenti sistemi di ventilazione e di condizionamento.
  • Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, i sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
  • Divieto del consumo di cibo e bevande, e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.
  • Utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica di almeno un metro anche presso le biglietterie e gli sportelli informativi, nonché all’esterno dei luoghi dove si svolgono gli spettacoli.
  • Regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale nell’accesso.
  • Limitazione dell’utilizzo di pagamenti in contanti, ove possibile.
  • Vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche, anche al fine di evitare aggregazioni presso le biglietterie e gli spazi di accesso alle strutture.
  • Comunicazione agli utenti, anche tramite l’utilizzo di video, delle misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire nei luoghi dove si svolge lo spettacolo.
  • Massimo 200 spettatori al chiuso.

Precauzioni antivirus giuste, razionali, per carità. Ma sono le uniche adottabili, e tutte necessarie? Suonano come una campana a morto per le sale più piccole e per quelle di provincia, che già prima del Coronavirus sopravvivevano a fatica, e che in questi mesi hanno visto con preoccupazione diffondere la fruizione online. Per le associazioni di settore ANEC (Associazione nazionale esercenti cinematografici) e FICE Federazione italiana cinema d’essai) che queste misure per la riapertura sono “irricevibili”.

Perché impongono la misurazione della temperatura, a differenza dei ristoranti, dei bar, dei negozi e di altri esercizi pubblici.

Perché impongono il distanziamento interpersonale anche tra parenti e amici che già vengono insieme al cinema, mentre potrebbero limitarsi al già sufficiente distanziamento di gruppo, che tra l’altro aumenterebbe la capienza della sala.

Perché impongono la chiusura dei punti ristoro all’interno dei cinema, pur nel rispetto delle regole generali imposte a chioschi, bar e ristoranti.

Perché con l’estate arriva anche il cinema all’aperto, ad aumentare la ‘concorrenza’, già fortissima con le piattaforme TV e online.

Perché non si vede ancora lo stanziamento d’emergenza virus previsto per le sale, mentre l’ultimo contributo statale ricevuto da quelle d’essai è del 2017.

Le sale cinematografiche, specie quelle d’essai e di periferia non sono locali commerciali come gli altri. Sono un patrimonio collettivo, al pari dei teatri e delle sale da concerto: luoghi di aggregazione e di condivisione culturale indispensabili per la diffusione di espressioni artistiche create per essere fruite in un certo modo, e questo modo è la sala. Probabilmente siamo ad una svolta epocale: a 125 anni dalle prime proiezioni in una sala pubblica, un maledetto retrovirus sta uccidendo il Cinema, almeno nella forma in cui lo abbiamo finora amato. Ma finché sarà vivo, va difeso. Noi incorreggibili cinefili di Re-movies, nel nostro piccolo, lo difendiamo così come possiamo. Il cinema senza sala è un’altra cosa, una cosa senza sale.

Da lunedì, vi offriamo una settimana di recensioni di film sul cinema in sala. Sul Cinema, quello vero. Buona lettura e buona visione.


2 risposte a "Per il Cinema"

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