Comedians, di Gabriele Salvatores (2021)

In un periodo storico che vede realizzare sempre meno film comici, speriamo di assistere ad un rapido ridestarsi dell'arguzia nei registi italiani. COMEDIANS di Salvatores è un tentativo di sveglia.

Dietro la maschera (Mask), di Peter Bogdanovich [USA 1985]

di Andrea Lilli - Essere è essere percepiti.George Berkeley Dietro la maschera – Mask è l’ultimo film del periodo più creativo di Peter Bogdanovich regista, ed è uno dei titoli con cui si chiude la New Hollywood, quel ventennio fausto tra gli anni Sessanta e gli Ottanta in cui il cinema americano si rinnovò profondamente,... Continue Reading →

La mia fantastica vita da cane, di Anca Damian (2019)

di Andrea Lilli - Investita da un'auto nell'ora di punta del traffico cittadino (Bucarest, o Parigi, non importa), Nove giace immobile sull'asfalto. Gli occhi sofferenti hanno ancora la forza di aprirsi, guardano in alto verso di noi e oltre, al sole, al cielo infinito. Poi si abbassano verso terra, tornano a un passato ricco di... Continue Reading →

La festa silenziosa, di Diego Fried (ARG 2020)

di Andrea Lilli - Un vecchio aforisma, maschilista e allo stesso tempo offensivo per l'intelligenza maschile, "Una donna che pensa, fa paura. Una donna che fa quello che pensa, terrorizza", può diventare una spiegazione (attenuante) facile quanto pretestuosa per tentare di giustificare le violenze sulle donne terrificanti che osino comportarsi liberamente, ribellarsi ai soprusi, farsi... Continue Reading →

Non cadrà più la neve, di Małgorzata Szumowska e Michał Englert (2020)

di Andrea Lilli - TRAILER Un uomo (Alec Utgoff) arriva in città (Varsavia) emergendo da un bosco nebbioso, ancora buio prima dell’alba, nella bergmaniana "ora del lupo". Ha due bagagli sulle spalle: uno zaino e un lettino pieghevole. Avanza con passo regolare, nessuno lo intercetta lungo le strade vuote, i ponti pedonali, i sottopassaggi deserti.... Continue Reading →

L’albero, di Julie Bertuccelli (2010)

Dramma viscerale e coinvolgente, "L’albero" affronta la delicata tematica dell’elaborazione di un lutto. Diretto dalla regista francese Julie Bertucelli e tratto dal romanzo "Padre Nostro che sei nell'albero" di Judy Pascoe, il film ruota attorno a una fascinazione ossessiva per la figura solenne dell’albero, vero e proprio personaggio, immobile e silenzioso eppure presente e di grande eloquenza espressiva. Corpo su cui si rifugiano altri corpi, ripreso da più angolazioni possibili, rigoglioso e fecondo, l’albero è il punto di riferimento di cui Dawn e i suoi figli hanno bisogno. L'intersecarsi dei suoi rami, la sua bellezza maestosa e regale ammalia e affascina, medicina per lo spirito e il cuore. Un contatto devoto tra cielo e terra, mortalità ed eternità.

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