‘Babyteeth’ (2019), di S. Murphy

di Luca Graziani

‘Babyteeth’: teen drama da festival per il debutto alla regia della canadese Shannon Murphy

La regista teatrale fa la sua prima esperienza sul grande schermo con un adattamento che diventa cinema puro al 100%. Una storia d’amore e sofferenza in un film che parla ai giovani con molta franchezza. Due genitori, che non sono perfetti, vivono il loro incubo peggiore quando scoprono che la loro figlia è malata terminale. Henry (Ben Mendelsohn) è uno psicologo in piena crisi; il suo lavoro è aiutare i pazienti ma come può continuare a farlo se lui per primo non riesce ad aiutarsi psicoanalizzandosi? Sua moglie (Essie Davis), imbottita di psicofarmaci prescritti proprio dal marito, vive la stessa condizione di difficoltà nell’elaborare la malattia della figlia.Ed è proprio Milla, interpretata dalla giovane Eliza Scanlen, anche lei alle prime armi con il mezzo cinematografico, ad essere l’unico individuo di questa famiglia disastrata che ha la forza di affrontare di petto la realtà dei fatti. Ma lo fa alle sue condizioni: si innamora di Moses (Toby Wallace), un piccolo spacciatore con qualche anno in più e finisce per gettare nel panico due genitori già in grosse difficoltà.

Una favola alla “Colpa delle stelle” dove l’amore, un sentimento potente che asserisce la vita, è proibito dall’apparenza e dal perbenismo borghese. Ma davanti alla morte non ci sono regole: Henry e Anna non hanno altra scelta, devono stare al gioco. In questa storia non vedremo mai persone completamente normali senza problematiche che condizionino la loro vita a vario titolo. Ma cos’è in fondo la normalità? Si può considerare normale che una ragazza muoia a poco più di 16 anni? E su questo dramma si innesta il difficile vissuto, ognuno per motivi diversi, di tutte le persone che la circondano.La tossicodipendenza è uno di questi motivi, e Babyteeth non perde l’occasione per puntare il dito contro le droghe farmacologiche che logorano i rapporti interpersonali al pari di quelle pesanti. Il taglio netto della colonna sonora, che si interrompe in conclusione dei vari capitoli in cui il film è diviso, rispecchia la brutalità con cui la morte strappa questa giovane donna dalle braccia della vita: uno spirito che desidera vivere a tutti i costi intrappolato in un corpo che lo abbandona.

Un cast di attori giovani contribuisce alla genuinità di un’opera angosciante che sa cogliere l’ironia anche nella situazione più drammatica amplificandone la tragicità.

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