NIGHTMARE 5 – IL MITO Di Stephen Hopkins (1989) LA RINASCITA

di Francesco Lagonigro

Avevamo lasciato la giovane Alice Johnson (Lisa Wilcox) alle prese con l’ormai famosissimo spauracchio Freddy Krueger,interpretato come sempre dal grandioso Robert Englund, uscendone vincitrice e come nuova eroina della saga . Questo nuovo episodio si apre con scene di lei che fa l’amore con il suo amato Dan Jordan (Denny Hassel) ragazzo che ella stessa salvò dalle grinfie di Freddy e di cui si innamorò.

Le scene sono molto sensuali, sotto un tono grafico a tinta blu e con un sottofondo musicale romantico e quasi poetico…il tutto va già a far da riferimento e a richiamare ciò che questo nuovo capitolo ha da offrirci: l’amore è infatti il contesto principale, come la nascita e come il bambino di nome Jackob (Whit Hertford); il bambino non ancora nato che ella porta in grembo, simbolo che aprirà magicamente le porte per permettere a Freddy di rinascere nuovamente. Attraverso Jackob e grazie ai suoi sogni egli potrà tornare a vivere…e sarà proprio quando il piccolo Jackob sognerà una giovane Amanda Krueger, in sala operatoria mentre sta partorendo il piccolo ‘essere’

come una sorta di Freddy bebè, che tornerà così alla vita, nella piccola chiesa, lo stesso luogo dove egli morì nello scontro precedente contro Alice. Ed eccolo quindi tornato e pronto subito all’azione…non perde tempo e punta subito sulla sua prima vittima che è il povero Dan. Questo capitolo ha molti rimandi collegati al mondo del fumetto e dell’illustrazione, come a voler sottolineare la sua destinazione ad un pubblico formato prettamente da teenager. Siamo ormai lontani dal Freddy spietato e sanguinario, l’assassino di Elm Street è ormai diventato un beniamino del pubblico giovanile al quale questo film strizza l’occhio in più di una occasione…proprio la morte di Dan, il cui corpo si fonde con i meccanismi di una moto in corsa,riporta alla mente l’iconografia di Ghost Rider, noto personaggio dell’universo Marvel. Addirittura lo stesso Freddy in un’altra scena della pellicola s’immedesima come super eroe indossando i panni di Super Freddy, attirando la sua vittima di turno e cioè Mark (Joe Seely) entrando egli stesso a far parte di un mondo fatto di vignette e tavole in bianco e nero . Parlando proprio degli omicidi dobbiamo dire che in realtà queste scene furono censurate di alcuni dettagli violenti e sanguinosi presenti nella versione originale della pellicola. Ad esempio nel primo omicidio quando Dan viene assalito dalle parti meccaniche della moto, Krueger arrivava anche a scoprire il cranio del ragazzo lasciandone il cervello in vista. Nell’omicidio di Mark è assente il dettaglio della decapitazione del ragazzo e infine per quel che riguarda Greta (Erika Anderson), sono assenti alcuni fotogrammi che mostrano il ventre della ragazza squarciato con tanto d’interiora che fuoriescono dalle viscere e che vengono utilizzate da Krueger per nutrire la ragazza stessa in un atto di autocannibalismo indotto dal mostro. Altro potente rimando dell’illustrazione lo si ritrova nel finale durante il quale la scenografia ripropone splendidamente i quadri illusionistici di Escher. Per sconfiggere Freddy si deve questa volta addirittura riportarlo alle sue origini, nel luogo stesso in cui lui è nato: il ventre di sua madre Amanda. La maternità di Amanda, concepita dalla follia e dalla violenza fa da contraltare a quella di Alice, nata dal puro sentimento dell’amore di Dan.

Sarà proprio nel finale che queste due donne si ritroveranno una di fronte all’altra ad assistere al duello tra i loro figli. Sarà infatti proprio Jackob, simbolo e frutto dell’amore tra Alice e Dan a sconfiggere Krueger, incarnazione e prodotto del male, restituendo e di fatto rifiutando quel male con cui proprio Krueger aveva tentato di nutrire il bambino. Jackob quindi con l’aiuto di Amanda sceglie di rifiutare quel male per tornare ad essere una creatura pura. Come di consueto non mancano i soliti bambini che intonano la classica filastrocca infantile…e come sempre stesso ritmo e stessa melodia ma con versi differenti tra loro.

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