La decima vittima, di Elio Petri (1965)

di Greta Boschetto

“Contro il pericolo delle guerre di massa, iscrivetevi alla grande caccia.
Perché controllare le nascite quando possiamo aumentare i decessi?”

La decima vittima è un film del 1965 diretto da Elio Petri con Marcello Mastroianni, Ursula Andress, Elsa Martinelli e Salvo Randone. La sceneggiatura è di Ennio Flaiano e Salvo Randone ed ispirata dal racconto di fantascienza La settima vittima di Robert Sheckley.  

E se la soluzione a guerre e violenza fosse legalizzare la violenza stessa sotto forma di omicidio controllato? Se così facendo, come vien detto nel film, la Seconda guerra mondiale non sarebbe mai esistita perché Hitler avrebbe potuto incanalare la sua follia nel gioco de La grande caccia? Queste le basi su cui si fonda la trama de La decima vittima, un film sci-fi futurista in salsa pop quasi più attuale oggi di quando venne girato. 

In un futuro prossimo non meglio identificato, dopo innumerevoli conflitti mondiali, le guerre sono state abolite ma per inibire l’aggressività umana è stata istituita dal governo La Grande Caccia, con relativo Ministero: si tratta di una gara praticabile in ogni angolo del pianeta che permette ai concorrenti di uccidere i rivali senza conseguenze legali. Un computer seleziona le coppie (un cacciatore e una vittima) e chi riuscirà a sopravvivere a dieci competizioni, cinque in un ruolo e cinque nell’altro, riceverà un consistente premio in denaro e entrerà nel Decathlon, con onori e privilegi. 

A sentire oggi la trama, senza sapere l’anno di realizzazione, potrebbe sembrare una copia di Squid Game o della saga di Hunger Games o di Battle Royale, ma come spesso accade, le trovate apparentemente più geniali mettono le basi su idee del passato, rivisitate. Se si pensa invece che il film di Petri fu girato nel 1965, non si può non rimanere colpiti dalla sua lungimiranza.

Immersi in una scenografia estremamente pop, optical e colorata sia nel design d’arredo quanto nei costumi ispirati alla Space Age, i personaggi si muovono a ritmo di musica, una Spiral Waltz (il titolo del tema principale della colonna sonora composta da Piero Piccioni e vocalizzata da Mina) che muta con le azioni dei protagonisti: la vittima Marcello (Marcello Mastroianni) e la cacciatrice Caroline (Ursula Andress). 

Come da regolamento, la vittima non conosce il suo carnefice: mentre Caroline è fredda e determinata a vincere, Marcello è pigro e indolente, annoiato, più impegnato a gestire i suoi problemi familiari, come liberarsi dell’egoista moglie e della soffocante amante che lo vuole sposare a tutti i costi. I due si incontrano, lei ne rimane affascinata, lui sospetta del ruolo di cacciatrice di Caroline ma non resiste alla crescente attrazione che nasce in entrambi.

“La decima vittima sarà una satira del mondo attuale, una trasposizione allegorica di aspirazioni e inquietudini dell’oggi dove verranno fustigati certi costumi, la ferocia dei rapporti individuali e collettivi, l’arrivismo sociale dei tempi moderni.” (Elio Petri, 1964) 

In questo raro esempio di fantascienza italiana (in quegli anni più prolifica di adesso, a partire da Mario Bava, passando per la tetralogia di Antonio Margheriti), l’aria cupa di un futuro distopico viene eliminata e molti credettero che Elio Petri fosse troppo commerciale rispetto ai suoi standard; eppure trovare un modo accattivante di esprimere i propri pensieri non deve per forza essere visto come un difetto: ironia, critica sociale, satira e lungimiranza si mescolano intorno al racconto futuristico fantascientifico, aggiungendo elementi presi dalla commedia e dagli spy movie nascenti in quegli anni. 

La società descritta da Petri è egoista e presa da se stessa, tanto che gli anziani vengono nascosti perché altrimenti sarebbero da consegnare al “Centro raccolta vecchi” in quanto esseri inutili perché non più produttivi, tanto che i più furbi (come Marcello) fondano religioni e sette non per fede ma per denaro (l’ironica scena dei Tramontisti che ogni giorno piangono sulla spiaggia salutando il sole è spassosissima).

Ma la più grande previsione del regista è l’idea del format televisivo con annessa pubblicità per accompagnare la caccia di Caroline a Marcello: una specie di reality show non troppo lontano da quelli che siamo ormai abituati a vedere quotidianamente in tv o negli advertising continui sui social.  L’essere umano, tendenzialmente vuoto e abietto, adora poter spiare poveri malcapitati costretti a partecipare a sfide costruite apposta per intrattenere lo spettatore che, con una nota di sadismo, osserva comodo in poltrona altri esseri umani in situazioni di difficoltà, sia fisiche che emotive (ritorna Squid Game, che prevede sfide mortali per 455 persone, dilaniate dai debiti e che lottano per poter vincere il cospicuo montepremi finale, metafora del più sfrenato neoliberismo basato su una falsa e feroce meritocrazia).

Ma nonostante le opinioni negative di Petri sulla società del boom in cui viveva e i pronostici pessimisti sulla società del futuro, negli anni ‘60 la fantascienza era comunque quasi sempre qualcosa di colorato, fresco, innovativo anche nella forma estetica, rispecchiando l’aria libertina che si respirava in quegli anni, come testimonia anche questa pellicola che non manca di frecciate satiriche contro il Vaticano, il matrimonio, il divorzio e i rapporti in generale. 

Andando avanti nel tempo l’idea del futuro nella fantascienza si farà sempre più cupa, violenta, piena di differenze sociali sempre più marcate, come a rispecchiare il decadimento crescente della società moderna.

Cosa avrebbe diretto Petri negli anni venti del duemila sul futuro che dobbiamo attendere? Probabilmente avrebbe ripreso uno schermo vuoto, senza speranze, inesistente. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: