La mano tesa di Agnes restituisce il lutto a questo registro preverbale. Il quasi-tocco non risolve né giustifica; riconosce un legame che precede ogni denominazione. La riconciliazione proposta dal film non risiede dunque né nel trionfo del femminile né nella sovranità dell’arte, ma in ciò che Jung avrebbe definito una coniunctio oppositorum: la natura apprende il simbolo e il simbolo ritorna al corpo.
Mourning, Substitution, and the Ethics of the Almost-Touch: Theatre as Shared Womb in Chloé Zhao’s Hamnet
Zhao seems to anticipate this failure of private mourning through a recurring use of fade-to-black transitions that close scenes as if they were the acts of a Shakespearean tragedy or the movements of a musical partition.
LUTTO E CATARSI IN “HAMNET” (2025)di CHLOÉ ZHAO
Recensione di Marco Grosso TRA BIOGRAFIA, ROMANZO E CINEMA: NEL NOME DEL FIGLIO E NEL SEGNO DELLA CATARSI TRAGICA Il film Hamnet di Chloé Zhao è tratto dal romanzo "Nel nome del figlio - Hamnet" della scrittrice britannica Maggie O'Farrell ed è stato sceneggiato da entrambe, in un connubio fecondo e tutto femminile che lascia... Continua a leggere →
Carlo Verdone, non definiamolo erede di Sordi
di Federico Bardanzellu. La reiterata pretesa di Carlo Verdone di farsi accettare come erede artistico di Alberto Sordi trova pochi punti di contatto. Carlo Verdone. Sin dall’inizio della carriera ha cercato di imporsi come erede di Alberto Sordi, sia per la sua origine romana, sia per la comicità del suo personaggio. Tale pretesa l’ha manifestata... Continua a leggere →
La piccola bottega degli orrori, di Roger Corman (Usa/1960)
di Girolamo Di Noto - Uno dei film più rappresentativi di Corman è La piccola bottega degli orrori, girato per scommessa in due giorni e una notte, con un budget risicato di 35000 dollari, in cui spicca un'inedita contaminazione tra noir, commedia e horror, non tralasciando il surreale e il grottesco.
Rapito, di Marco Bellocchio (2023)
di Laura Pozzi Dopo quello di Aldo Moro affiora un nuovo rapimento nel destino cinematografico di Marco Bellocchio. E stavolta senza nessuna liberazione, reale o immaginata. Duro e pragmatico fin dal titolo (anche se inizialmente si era pensato al meno esplicito e più conciliante La conversione) il regista piacentino dopo il successo di Esterno notte... Continua a leggere →
Il Sol dell’Avvenire, di Nanni Moretti (2023)
di Laura Pozzi Difficile scindere l’uomo dall’artista, sopratutto quando tra i due s’insinua il “personaggio”, una figura con la quale a volte diventa complicato formulare un giudizio senza cadere nella trappola del pregiudizio. Con Nanni Moretti, uomo, artista e personaggio si fondono da sempre in una cosa sola compiendo un percorso unico dove il punto... Continua a leggere →
Educazione Fisica, di Stefano Cipani (2022)
di Laura Pozzi In un tardo pomeriggio di fine estate, all’interno di una palestra buia e fatiscente vengono convocati d’urgenza i genitori di tre studenti di terza media. I motivi non si conoscono, ma la preside da cui è partita la chiamata ne sollecita la presenza per comunicazioni importanti. Tuttavia la donna è in ritardo... Continua a leggere →
Benedetta, di Paul Verhoeven (Francia, Paesi Bassi 2021)
di Laura Pozzi "Fino alla fine, tu menti" - Lambert Wilson - A più di trent’anni di distanza dallo scandaloso e iperbolico successo di Basic Instinct, ancora una bionda di bianco (e nero) (s)vestita nutre e ossessiona l’universo amorale di Paul Verhoeven. Che si tratti di un sanguinoso punteruolo o della statuina “multiuso” della Vergine... Continua a leggere →
Gli Spiriti dell’Isola, di Martin McDonagh (The Banshees of Inisherin, 2022)
di Laura Pozzi “Non mi vai più a genio, sei un uomo noioso”. Con parole dure e disinvolte il ruvido e taciturno Colm Doherty (Brendan Gleeson), “condanna a morte” la fraterna amicizia con l’incredulo Pádraic Súilleabháin. Una sentenza unilaterale che nella testa del violinista Colm non ammette repliche né spiegazioni, ma solo un cruento ultimatum... Continua a leggere →