’La prima vacanza non si scorda mai’: l’amore ai tempi di Tinder

di Laura Pozzi

Non è facile trovare sul finale di stagione pellicole particolarmente interessanti, è sovente imbattersi in sonnacchiose distribuzioni cinematografiche atte a proporre prodotti considerati il più delle volte “fondi di magazzino”. Per fortuna non è sempre cosi e a dimostrazione di ciò arriva in sala dal 20 giugno “La prima vacanza non si scorda mai” commedia francese arguta e divertente, molto più profonda di quanto un titolo insulso e fuorviante lasci supporre. Marion e Ben sono due trentenni sentimentalmente irrisolti, vivono a Parigi e una sera si incontrano su Tinder (per chi ne fosse a digiuno si tratta di un’applicazione usata principalmente per nuovi incontri). Pur non avendo nulla in comune (lei intrepida e avventurosa, lui timoroso e ipocondriaco) riescono a creare in un breve lasso di tempo un’insolita e non banale affinità, che li condurrà a consumare una sfrenata notte di sesso sul pianerottolo di casa. Sui social tutto corre veloce e l’improbabile coppia in barba ai convenevoli decide di trascorrere insieme le vacanze estive, privilegiando un luogo a metà strada tra le loro destinazioni preferite, Beirut per Marion e Biarritz per Ben.

La scelta ricade sulla poco accattivante Bulgaria, dando luogo ad una serie di rocambolesche avventure dove i due capiranno come la conoscenza e l’amore verso l’altro passi attraverso esperienze vissute in prima persona, su condivisioni a volte poco “seducenti” (esilaranti i tentavivi di Ben di contraffare i suoi bisogni fisiologici) e su modi di essere apparentemente inconciliabili. Patrick Cassir dirige il suo primo lungometraggio con mano sicura e insolita introspezione, supportato in buona parte dalla solida sceneggiatura scritta insieme a Camille Chamoux.( sua compagna di vita, nonché interprete del film). Dopo un inizio frivolo e volutamente superficiale, Cassir ingrana la marcia giusta con sapienti scelte stistiche, volte a potenziare l’evoluzione interiore dei due protagonisti. La location bulgara non rappresenta soltanto un opzione inedita e originale, ma contribuisce in modo determinante a tener salda una narrazione sempre in bilico tra farsa e commedia.

E se tutto risulta piacevolmente credibile è grazie ad un’ambientazione remota, coraggiosamente vintage dove i vari Tripadvisor e AirBnb hanno decisamente il fiato corto. Ma soprattutto non c’e traccia di parodia o peggio ancora supremazia nel delineare un paese ancora poco conforme al turismo di massa. E non a caso il film risulta più incisivo quando si decide “alla maniera” di Marion, quando si da credito al suo radicato senso dell’avventura, al suo vivere ogni istante come fosse l’ultimo. Anche Ben sulle prime si lascerà travolgere da questa eccezionale ventata d’aria fresca, ma con il passare dei giorni si ritroverà a fare i conti con la parte più profonda di sé. E quando le differenze diverranno insormontabili lo strappo sarà inevitabile. Cassier non assicura un lieto fine (e a noi sta bene così), ma consente una lucida riflessione su quanto sia problematica oggi “la costruzione di un amore”.

Un tema di certo non originalissimo, reso ancor più ostico da un vivere e relazionarsi ad una velocità massima sempre più fuori controllo e tacitamente autodistruttiva. Ma il film convince, lasciandoci il più delle volte sorridere a denti stretti.

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