’Daitona’: opera giovane, scritta da giovani.

di Valentina Longo

Opera prima fresca e acuta, da un soggetto di Lorenzo Giovenga e Valentina Signorelli, ‘Daitona’ segue le vicende di un ragazzo romano durante una giornata decisamente atipica.

Loris Daitona (Lorenzo Lazzarini) è uno scrittore di 26 anni, famoso per aver scritto dieci anni prima un romanzetto per ragazzi, ‘Ti Lovvo’. In questo periodo sta lavorando a un nuovo romanzo, ‘Essenza’, libro di 800 pagine che non vede ancora una conclusione né uno scopo ben preciso. Una mattina si sveglia in una casa non sua, con un promemoria che gli ricorda una consegna alle 21 della stessa sera e di cui non sa assolutamente nulla. Oggetto della consegna è il fantomatico ‘Passero Rosso‘, destinataria la misteriosa The Lady (Ornella Muti). Le ore seguenti lo vedranno nelle vesti di finto detective, mentre cercherà di sbrogliare la matassa che lo ha catapultato in una giostra di pericoli, violenza e… malintesi!

Lorenzo Giovenga pone la sua firma su un lungometraggio che tra il 2018 e il 2019 è stato premiato per ben sei volte in diversi festival del cinema, tra cui il Palma de Mallorca International Films Infest Festival. Per ammissione dello stesso regista, la sceneggiatura è stata figlia della sua cinefilia giovanile di matrice e ispirazione americana. In effetti, è facile riscontrare l’attenzione ai dialoghi tipica di Quentin Tarantino, o i toni distrattamente nichilistici del “Grande Lebowski” dei fratelli Coen. Lo stesso titolo, “Daitona”, è un riferimento all’America: un nome tipicamente transoceanico con l’italianizzazione della “i” al posto della “y”.

Ma “Daitona”, per essere un’opera prima ispirata ai grandi autori del cinema a stelle e strisce, si difende bene, con le unghie e con i denti. Furbizia dei due sceneggiatori è stata sicuramente quella di costruire i personaggi della storia sulla personalità degli attori che li avrebbero interpretati, elemento che dona ai personaggi naturalezza e spontaneità quasi neorealiste. Nelle varie vicende cui si assiste c’è, sì, l’ironia della casualità, ma ancor di più la riflessione profonda sullo stato della nuova generazione, che non si limita a critica sterile, bensì agisce da scossa virtuale a un appiattimento dei valori e degli ideali.

Se si è sentita la necessità di rintracciare l’impronta del passato in questa nuova produzione si sta probabilmente avendo l’approccio più errato possibile. Infatti, non solo non è presente la voglia di emulazione, ma in alcune scene del film è addirittura espressamente criticata.

La via per il completamento del suo libro sarà mostrata a Loris da una ragazza di 16 che lo convincerà anche di non dover necessariamente dimostrare di essere bravo per esserlo davvero. Nell’incontro col suo editore, ha bisogno della rabbia nei confronti di una società immobile per capire che la spinta al cambiamento deve partire in primo luogo da lui. Ripartire da dov’era rimasto per andare avanti e creare un qualcosa di più maturo.

Questo, probabilmente, è il senso ultimo di ‘Daitona‘. Non c’è bisogno di individuarne gli accostamenti con i grandi del passato per poterlo apprezzare . È un’opera giovane, scritta dai giovani e ha già così tutto lo stile e la giustificazione che gli serve.

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