‘Habemus papam’ (2011), di N. Moretti

HABEMUS NANNI

Ovvero: Dei tormenti e delle pene di un brav’uomo diventato Papa (suo malgrado)

 

di Mauro Valentini

Cinque anni dopo il suo “Caimano” che tanto fece discutere per la sua spietata analisi del potere, Moretti si cimenta ancora con un tema ancora così controverso andando a raccontare l’intimo umano del divino, narrando dei tormenti e delle pene di un brav’uomo che, ormai anziano Cardinale, ormai in pace con il mondo e forse con se stesso, viene sconvolto dalla sua elezione a Papa.

Diciamolo subito: le reazioni negative e isteriche del mondo ecclesiastico sullo stile di quelle avute per “L’ultima tentazione” di Martin Scorsese ormai datata 1988 e quelle negative dei quotidiani cattolici, in testa l’Avvenire, sono del tutto ingiustificate e del resto spesso chi straparla neanche guarda. Ed è chiaro che chi lo ha tacciato di blasfemia non lo ha visto perché nel racconto di Moretti non c’è nulla di blasfemo anzi, la restituzione del lato “umano” di chi è chiamato all’amministrazione della fede siano Cardinali o il Papa stesso credo renderà più comprensibile le responsabilità di chi è chiamato al compito.

La storia si apre con il conclave in una Cappella Sistina splendidamente ricostruita a Cinecittà, con i Cardinali convenuti da tutto il mondo che dovranno eleggere il Papa.

In un clima festoso si consuma però il dramma del prescelto, che al momento di affacciarsi dopo la festosa dichiarazione “Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam!” fugge, sentendo il peso di una acclamazione che non crede di poter assolvere.

A questo punto diventa necessario fermare la sinossi, per non rivelare a chi ancora non lo ha visto nessuna delle tante sorprese che il film scopre man mano, geniali situazioni dove il dramma dell’uomo e l’ironia della vita si confondono come nei migliori lavori di Moretti.

La simbologia soprattutto, cara al regista romano, appare qui più che mai funzionale per interpretare e tradurre ritualità secolari e modernità esistenziali, di uomini che dietro le loro grandi figure pubbliche possono nascondere le debolezze di ogni uomo.

Il tutto con il tocco del genio, che divertirà e appassionerà lo spettatore, soprattutto crediamo nell’incontro della vita di tutti i giorni della gente comune a confronto e ”in confronto” alla vita gerarchico-ecclesiastica.

Bellissima prova di tutti gli attori, in primis proprio Moretti, che ha ormai abbandonato i toni duri dei suoi “splendidi quarant’anni”, simpatico e gioviale psicanalista “edonista” che viene chiamato (diremo sequestrato) per aiutare il neo Papa nell’accettazione della sua elezione.

Eccelsa è la prova del fu Michel Piccoli, il Papa dubbioso, con i suoi sguardi profondi e senza appello che ci restituiscono più di mille parole i tormenti dell’uomo messo a tu per tu con le responsabilità.

E Jerzy Stuhr, attore polacco dalla dizione e dalla simpatia travolgente, perfetto segretario di Stato, che governa e dirige ma che non sa che pesci pigliare davanti ad un evento così singolare con Margherita Buy, dolce ed ignara sostegno al tormento del neo Papa, oltre a Renato Scarpa e Roberto Nobile davvero bravi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: