‘Alice e il Sindaco’ (2019), di N. Pariser

di Luca Graziani

Alice e il sindaco – Un dialogo filosofico sulla crisi politica del presente sceneggiato con la scorrevolezza e la vivacità intellettuale di un testo teatrale

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Il sindaco di Lione Paul Théraneau, dal volto di Fabrice Luchini, dopo trent’anni di attività è fuori forma e soprattutto a corto di idee. La politica con i suoi “linguaggi” e i suoi ritmi lo ha completamente prosciugato. Per rimediare a questa situazione il suo staff decide di affiancargli una giovane filosofa molto brillante, Alice Heimann. È l’inizio di un’intesa profonda e pericolosa, lo scambio di vedute, infatti, mina progressivamente le certezze di entrambi.

 

Il film scritto e diretto da Nicolas Pariser nasce dalla fusione di più idee: l’abbozzo di un pittoresco presidente di regione che porta sempre con sé una giovane assistente intellettuale e una ragazza che non sa cosa fare della sua vita e prova un lavoro dopo l’altro.  A fare da collante a questi frammenti è “L’uomo senza qualità” di Robert Musil. Una riconferma del giovane regista al sodalizio virtuoso tra cinema francese e letteratura, capace di restituire dignità persino alla materia politica. L’imponente e confusionario progetto politico “Lione 2500” che il gabinetto del sindaco è impegnato a definire non è altro che il calco dell’“Azione Parallela” del romanzo di Musil.

 

La filosofia, il vero cuore della pellicola, si esprime attraverso il dialogo che nel film diventa vera e propria azione per i personaggi grazie al respiro di grandi sequenze. Un discorso sulla politica che non cede alla retorica autoreferenziale, ma che si nutre dei gesti e degli sguardi dei suoi interlocutori. I volti, impareggiabili per la loro intensità, dipingono un affresco accattivante della materia politica e filosofica. Rafforzati anche del 35mm, quasi una sorpresa per noi diseducati dal digitale

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L’uomo politico di Pariser non è condannabile in quanto tale, ma neppure meritevole di indulgenza. Un’avversione preconcetta o anche giustificata risulterebbe sterile se non banale. È, infatti, proprio la visione generalizzata e semplicistica della politica identificata nella superficialità dei suoi rappresentati, il tema della sua analisi critica.

Con Luchini il regista delinea un quadro completo del mestiere del politico toccandone tutti gli aspetti: la competenza tecnica, l’abilità nelle negoziazioni, l’eloquenza dei discorsi.

Il sindaco è un animale da palcoscenico che all’improvviso si manifesta alla giovane filosofa nella sua natura più intima e confessionale. I loro serrati colloqui, sempre interrotti, si svolgono nei ritagli di tempo, tra una riunione e l’altra, nei corridoi o durante gli spostamenti in auto, ma a dare corpo al confronto sono i continui sapienti rimbalzi di campo e contro-campo. Man mano che la narrazione procede ritroviamo i due protagonisti uniti nella stessa inquadratura fino ad arrivare, poi, ad un lungo piano sequenza.

I continui spostamenti e l’immersione totale nella dimensione lavorativa restano una costante. Alice non ha un posto nell’agenda del sindaco, si insinua nei vuoti e trova terreno fertile nella stessa aridità intellettuale che ora la circonda.

 

Cardine dell’intera sceneggiatura è l’interrogativo platonico: perché quelli che agiscono non pensano e quelli che pensano non agiscono? Da sempre tendiamo a identificare la cultura come unica lente in grado di restituirci una visione chiara del mondo, ma la triste verità con cui Pariser fa i conti è che oggi più si è colti e più ci si sente perduti. Il risultato è un film in cui l’utopia della grande democrazia americana articolata sul pensare, discutere e agire fa cortocircuito e crolla inesorabilmente sotto il peso di una mortale impotenza. Il sindaco agisce senza fermarsi a pensare e, nel momento in cui ricomincia a farlo, mette in pericolo la sua stessa prontezza di agire in un assetto politico dissestato, con una sinistra sempre più a destra, distante dal popolo e confusa nei programmi, e una destra sempre più a sinistra, unita e con una narrazione accattivante fatta di slogan.

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