Da Alien a Vivarium. Incubi, sogni e visioni per la festa della mamma.

di Lelio Semeraro

On peut rien contre une fille qui rêve

In attesa (poco dolce) di poter ritornare in quel grande buio contenitore uterino che è la sala cinematografica, lanciamo, per l’occasione del 10 maggio 2020, alcuni suggerimenti su cosa vedere (oppure evitare), sul tema terribilmente prodigioso della maternità.

Se come dice il proverbio latino, il padre non è mai certo, e la gravidanza è frutto di una serata di bagordi si prescrivono le cure di ALIEN. Durante l’hangover chiedere a “madre” il computer di bordo se ha registrato almeno lei qualcosa per capire se il padre sia di origine terrona o perlomeno terrestre.

Se in un delirio di onnipotenza ti senti sposata con Dio e superba come Madre Natura, non vedere assolutamente il film madre!, prima di aver scacciato amiche, adami, giornalisti, fan, ed eve assatanate dal tuo giardino.

Se pensi che i doni materiali possano sostituire l’affetto materno, prepara i fazzoletti necessari per tanti compleanni con 18 regali, non proprio un video di prediciottesimo.

Se credi ciecamente nel valore della condivisione e ti piacerebbe che rimanessero incinte assieme a te tutte le ragazze del corso di zumba, (in una sorta di catena di sant’antonio solidale sulla riproduzione) dai uno sguardo all’esperimento di 17 RAGAZZE.

Se prima di prenderti cura di un bebé, vorresti trasferirti in un tranquillo villaggio residenziale con una grande casetta indipendente, puoi prendere appuntamento con l’agente immobiliare di VIVARIUM. Occhio al corriere.

Se la mamma è un tutt’uno con alexe e siri vari, fredde intelligenze artificiali, microonde, fruste all’avanguardia e spremiagrumi elettrici, il riferimento distopico può essere la base spaziale di I AM MOTHER, (conservare in tal caso scontrino, garanzia e libretto di istruzioni anche del fratellino).

Se sai che la parola più semplice del mondo è “mamma” (e le sue varianti sono simili in tutto il mondo) ma il tuo problematico ragazzino piuttosto che conversare con te, chiacchiera in filippino stretto con la colf, per il tuo caso c’è il piccolo gioellino MADRE (da non confondere con l’omonimo di Aronofski).

Se dopo aver riempito il tuo guardaroba da diva di vestiti di lusso, non sai più come ottenere visibilità e allora decidi di compiere un paio di adozioni per rilanciare la tua carriera, per te c’è il cult Mammina cara. Ricorda però: mai grucce in ferro.

Se invece la pubblicità ti serve, per incalzare le forze dell’ordine sulla tua maternità negata, corri a cercare lo splendido  3 Manifesti a Ebbing, Missouri, con una mamma molto determinata.

Se pensi che durante la tua gravidanza, tuo marito possa indossare struzzi e paillette, truccarsi come una drag queen, allora non perdere TUTTO SU MIA MADRE.

Se sei d’accordo con chi sostiene che l’aborto è un segno dell’anticristo, allora dovresti metterti nei panni di Mia Farrow in Rosemary’s baby.

Se non ti sorprende un rapporto tra madre e figlio fatto di violenze e insulti quotidiani, allora scopri le differenze con le dinamiche tutte particolari di Mommy.

Se ti senti oppresso dal nucleo famigliare e dalla normalità apparente di una routine fatta di nanne, pappe e cacche, c’è l’atmosfera mostruosa di ERASERHEAD.

Se non hai imparato ancora i nomi di tutte le sindromi possibili, e vuoi vendicarti dei film che il tuo partner ti ha imposto di vedere con lui al cinema, non devi obbligare i tuoi pargoli a sorbirsi l’intera retrospettiva di Pasolini. Ci troveresti Medea.

Il tema della maternità, assolutamente centrale in milioni di pellicole, si trasforma e si evolve continuamente. Appare a volte sottoforma di sogno, più spesso come infernale macchina paranoica. Cara sala, cara mamma, cine-mà, ci manchi.

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