Detective per caso – Il talento aiuta gli audaci.

Detective per caso’ di Giorgio Romano (2019) , un lodevole esperimento artistico inclusivo. L’opera, in sala con Medusa il 18 e il 19, è una vera sfida che ha trovato la solidarietà da parte di tutti, da attori come Claudia Gerini, Valerio Mastandrea, Fresi, Lillo, Massimiliano Bruno (che hanno lavorato pro bono) fino alla stessa post-produzione che ha lavorato praticamente gratis, ma l’opera non ha però ottenuto il sostegno del Mibac per i film di interesse culturale.

A Roma Giulia e Piero, due cugini uniti da un affetto più che fraterno, sono soliti frequentare un locale, il San Salvador, insieme ai loro quattro amici di sempre: Valeria, Panico, Oreste e Sandro. Una sera Piero, uscito dal locale, assiste all’aggressione di Marta, una ragazza nota per avere problemi di droga, da parte di due ragazzi per un grosso debito. Lui non resiste all’impulso di andare in suo aiuto, purtroppo senza riuscire ad evitare le botte. Da quel momento tra i due nasce una forte amicizia, ma i guai sono alle porte…

“Detective per caso” è un film a cui non siamo abituati. Per una volta, infatti, l’originalità non sta nella trama ma nel cast, che affianca ad attori normodotati del calibro di Claudia Gerini, Valerio Mastrandrea, Lillo e Paola Letizia Cruciani, per citarne qualcuno, una buona parte di attori professionisti disabili provenienti dall’Accademia “L’Arte nel Cuore”.

La storia procede in maniera molto scorrevole: un inizio in medias res è seguito da un flashback di una settimana che chiarifica la situazione, dopodiché l’evoluzione risulta naturale.

Punto forte della sceneggiatura di Aurora Piaggesi è l’aver equilibrato le parti in modo da non oscurare i protagonisti della storia e, soprattutto, dimostrare una volta per tutte che la disabilità non è un ostacolo alla recitazione. Man mano che si procede nella visione ci si dimentica della condizione degli interpreti e questo è sicuramente il motivo del successo dell’opera prima di Giorgio Romano.

È un progetto visionario, si potrebbe dire rischioso, qualcuno direbbe persino azzardato. Ma non si può negare che sia un’innovazione in un clima culturale chiuso e fermo a ieri. Un sentiero inesplorato che apre le porte a un Cinema finalmente nuovo e moderno, che veda nella diversità le ali con cui possa spiccare il volo e quanto meno avvicinarsi a quell’orizzonte che i pittori riproducono nelle loro opere più fortunate.

 

Valentina Longo

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