L’uomo che comprò la Luna

di Paola Salvati

“Da dove cominciamo?”, chiede Kevin.
“Cominciamo a fare silenzio”, risponde Batore.
È proprio in questo primo scambio di battute che è racchiuso il senso profondo della cultura sarda, che anima con grande forza questo godibile film.
Trama
Un uomo, che vive in Sardegna, pare sia diventato proprietario della Luna. 
L’allarme parte dagli Stati Uniti, che per primi vi hanno messo piede, e velocemente fa il giro di tutti i servizi segreti del mondo, fino ad arrivare a due agenti italiani.
Questi si attivano immediatamente per scoprire l’identità dell’acquirente e le motivazioni che lo hanno mosso. Decidono, allora, di reclutare un soldato milanese, Kevin, che nasconde origini sarde e il cui vero nome è Gavino.
Per prepararlo adeguatamente viene ingaggiato un ex pastore sardo, Batore, come coach personale.
Kevin (Gavino) cercherà di portare a termine la missione e nel farlo riscoprirà in sè il profondo legame con le sue radici.
Commento
Tra risate, curiosità e riflessioni, scorre con leggerezza questa storia, toccando un picco di comicità davvero particolare con l’addestramento per diventare un sardo doc, a cui si sottopone Kevin.
Lui improbabile spia, Batore uomo di poche parole, ma molto efficaci.
Per usare la definizione dello stesso regista “è una commedia d’autore che vuol divertire” e lo fa, con qualche cenno al dramma e un pizzico di favola.
Cast e regia
Jacopo Cullin (Kevin/Gavino) interpreta con bravura il goffo e comico protagonista, passando di continuo e con grande abilità dal dialetto milanese al sardo, dall’atteggiamento di uomo del nord a quello dell’isolano.
Benito Urgu (Batore) è l’anima della Sardegna, che esprime in ogni gesto, parola e sguardo, da capacissimo attore comico quale è. Stefano Fresi e Francesco Pannofino (Pino e Dino) recitano in scioltezza la parte degli agenti segreti, con il giusto cinismo proprio del personaggio.
Lazar Ristovsky (Taneddu) si cala benissimo nei panni del pescatore, poeta e sognatore.
Un plauso va alla partecipazione di Angela Molina (Teresa), che con la sua indiscutibile classe arricchisce l’opera di un tocco di magìa.
Tutti abilmente orchestrati dal regista, Paolo Zucca, che ci trasporta in pieno nell’atmosfera, nei luoghi incantevoli e tra i profumi della sua terra, che da isola promuove con piglio “patriottico”, ma giocoso, a nazione, con una precisa identità e lingua, sottolineandone tradizioni e storia.
E la Luna?
Cominciamo col fare silenzio e ammiriamone la misteriosa bellezza.
                                 

3 risposte a "L’uomo che comprò la Luna"

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