‘Salò o le 120 giornate di Sodoma’. Riflessioni

Poche settimane dopo la tragica morte, avvenuta il 2 novembre 1975, veniva proiettato in Francia l’ultimo film di P.P.Pasolini ‘Salò o le 120 giornate di Sodoma’. Un film controverso, un testamento poetico e ideologico per alcuni, un’opera inguardabile per molti, giacché è inguardabile la società consumistica che abitiamo.

Un film osceno, nelle parole di Carmelo Bene, perché mette in scena ciò che dovrebbe stare “os-skené”, “fuori scena”, ciò che non è quindi possibile e accettabile rappresentare.

Il centro tematico del film è la caduta dei valori e degli ideali nella società dei consumi, individualistica e cinica, in cui il godimento illimitato e sfrenato e l’eccesso sono le uniche regole. In una cornice dannunziana, estetizzante e decadente, Pasolini ci mostra la discesa agli Inferi di una società che voleva sedurre il male e che ne è invece stata sedotta. Non è un caso che le parole che chiudono il film siano: “Come si chiama il tuo ragazzo?” “Margherita”, rievocando la seduzione malvagia operata da Faust su Margherita.

Due le scene che rappresentano con una potenza espressiva clamorosa la morte degli ideali che in qualche modo avevano sostenuto l’uomo del 900 nella devastazione delle guerre e del nichilismo ideologico e politico: la fede religiosa e politica.

Nella prima uno dei giovani intrappolati nello spazio metastorico della villa di Salò fa l’amore con una ragazza di colore per la quale prova un sentimento genuino. Viene scoperto e ammazzato ma prima si erge a testa alta con il pugno chiuso, allegoria di una ideologia marxista annientata dal consumismo capitalistico e edonistico. Nella società delle finte libertà non c’è spazio per i rapporti intesi come scambio intersoggettivo e sincero.

Nella seconda, una parte dei giovinetti asserviti alle voglie del Potere, è immersa in una tinozza piena di escrementi. La mdp indulge sul raccapricciante e disgustoso liquame per poi muoversi sul volto di una ragazza che grida le parole mutuate da Vangelo di Matteo: ‘Mio Dio, mio Dio perché mi/ci hai abbandonato?’ L’ideale cristiano muore con l’ideologia marxista anticipando profeticamente gli eventi dell’’89 e del 2013.

Tutto è compiuto.

Per stomaci molto forti.

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