Libere, di Rossella Schillaci (2017)

di Andrea Lilli –

«Non abbiate paura, non vi faccio ritardare il pranzo, parlerò tre minuti. Avrei voluto che in questo studio storico del CLN si parlasse un momentino dei Gruppi di Difesa della Donna. E debbo confessare che quando sono venuta qui a parlare, ero seccata, perché dico: ma, proprio io devo venire a parlare delle donne? Tutti gli uomini che hanno parlato prima, forse pensano che parlare delle  donne non sia virile? Allora, vorrei, io vorrei, che qualche giovane studente, senza distinzione di sesso, non facciamo discriminazioni, volesse fare oggetto di studio quello che è stato il movimento femminile durante la Resistenza, dall’8 settembre al 25 aprile, per arrivare poi a vedere quella che è stata l’azione delle donne uscite dai Gruppi di Difesa e dai CLN, nelle varie Amministrazioni o nelle posizioni di Governo o di Amministrazione che hanno avuto poi allora».

Inizia così questo documentario di Rossella Schillaci, con la registrazione dell’intervento (brevissimo) dell’unica donna partigiana che fu chiamata a parlare durante il convegno del CLN tenutosi nel 1965 a Torino, Ada Gobetti.

Una serie di interviste che cerca di colmare un vuoto, di fare luce sull’altra metà della Resistenza, trascurata nella filmografia storica sulla guerra di Liberazione, a partire dalle parole della vedova di Piero Gobetti, intellettuale liberale ucciso dallo squadrismo fascista a soli 25 anni, e madre di Paolo Gobetti (1925-1995), giornalista e uomo di cinema, fondatore con Franco Antonicelli e Gianni Rondolino dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, di cui è stato direttore e presidente fino alla morte. E proprio l’ANCR di Torino ha voluto e prodotto questo importante documentario.

Anni di raccolta di testimonianze filmate e una paziente ricerca di immagini rare sulla Resistenza, che costituiscono il patrimonio prezioso di quell’archivio, sono all’origine di questo film: i racconti, le voci delle partigiane, molte ormai scomparse, era forte il desiderio di farle rivivere e comunicare con il mondo di oggi. Così è cominciata la ricerca che con un lungo ascolto delle interviste, 800 pagine di interviste trascritte, l’analisi di 40 film d’epoca alla ricerca delle immagini più significative e pertinenti, ha portato a condensare in Libere la riflessione su un periodo denso e grave della nostra storia, facendo risuonare le voci delle protagoniste di allora.

Spiega la regista Rossella Schillaci: «La Resistenza corrisponde al primo momento di risveglio del movimento femminile in Italia. Come dice Giuliana Gadola Beltrami, il femminismo è nato nella Resistenza e questo film in qualche modo racconta una Resistenza parallela». Una Resistenza femminile e femminista che vuole restituire dignità e diritti civili alle donne, in famiglia, nella sessualità, nel mondo del lavoro, dell’amministrazione pubblica, della politica.

Una Resistenza complementare, una speranza che viene in parte tradita dal dopoguerra. Dopo la Liberazione, le donne trovano un’Italia che finalmente riconosce loro il diritto di voto, ma in cui per l’emancipazione femminile non c’è lo spazio che si aspettavano, per cui hanno lottato combattendo contro l’oppressione nazifascista. Molte di loro continuano a fare politica ma si trovano a vivere un ritorno forzato alla dimensione privata, alla casa. 

Rossella Schillaci: «Quando io le interrogavo, la mia prima domanda era sempre: “perché l’hai fatto?”, venivano fuori le risposte più disparate, ma tutte in un certo senso univoche, cioè: l’ho fatto perché non mi piaceva la vita che facevo, l’ho fatto perché volevo essere libera. Ciascuna di loro voleva emanciparsi, voleva tirarsi fuori. Voleva precisamente superare il ruolo».

La loro lotta non è finita.

Musiche originali di Giorgio Canali, con la gemma della canzone Oltre il ponte, di Italo Calvino e Sergio Liberovici, cantata da Milva (17 luglio 1939-23 aprile 2021), a cui dedichiamo queste righe.

Le testimoni:

Ada Gobetti (1902-1968), commissario politico, medaglia d’argento al valor militare. Vicesindaco di Torino dal 1945 al 1946.
Giuliana Gadola Beltrami (1915-2005), con il marito costituisce una formazione partigiana in Piemonte, scrittrice.
Bianca Guidetti Serra (1919-2014), staffetta partigiana e organizzatrice dei GDD (Gruppi di difesa della donna) a Torino, avvocato.
Joyce Lussu (1912-1998), antifascista, partigiana. Medaglia d’argento al valor militare, scrittrice e traduttrice.
Marisa Rodano (1921) attiva nei GDD a Roma, cofondatrice dell’Udi, deputata e senatrice.
Carmen Nanotti (1924-2016), operaia, attiva nelle Sap e nei GDD a Torino.
Lia Corinaldi (1904-1989), insegnante, radiata dalla scuola nel 1938 perché ebrea, dirige i GDD a Torino.
Alda Bianco (1919-1991), staffetta, nel 1945 sposò il comandante partigiano Alberto Bianco.
Lucia Boetto Testori (1920-2015), staffetta, medaglia di bronzo al valor militare.
Anna Cherchi (1924-2006), contadina, staffetta, internata nei lager di Ravensbrück e di Sachsenhausen.
Marisa Sacco (1921-2016), cofondatrice della Gioventù d’azione, partigiana, archivista.
Carla Dappiano (1929) operaia, attiva nei GDD a Torino, partigiana, sindacalista.
Maria Airaudo (1924), operaia, partigiana.

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