Turista per caso, di Lawrence Kasdan (The Accidental Tourist/USA 1988)

di Laura Pozzi

L’improvvisa e dolorosa scomparsa di William Hurt a pochi giorni dall’imminente notte degli Oscar,  rievoca nella mente di nostalgici cinefili un passato cinematografico cristallizzato nel tempo e come direbbe Pasolini “miracolosamente riapparso”. E’ il 1988 quando Turista per caso, quarto lungometraggio diretto da Lawrence Kasdan si trova a competere nella categoria miglior film con un “diabolico” quartetto di pellicole capitanate dal super favorito Rain man di Barry Levinson, dalle intriganti Relazioni pericolose di Stephen Frears, dal rovente Mississippi Burning di Alan Parker e dalla determinata Donna in carriera di Mike Nichols. Come da pronostico il film di Levinson avrà la meglio, ma il turista accidentale di Kasdan (che regalerà un Oscar come miglior attrice non protagonista alla semisconosciuta Geena Davis) ne farà di strada arrivando a conquistare in breve tempo gli spettatori d’oltreoceano. Ancora oggi la visione di questa commedia lieve e autunnale suscita nella sua profonda e mai invasiva introspezione un’empatia e un coinvolgimento tali da renderla immune e intangibile alla frenesia e smoderatezza dei nostri tempi. Un cinema quello di Kasdan spesso sottostimato etichettato come lezioso, “carino”, ma intimamente incisivo. Un regista, ma soprattutto uno sceneggiatore (I predatori dell’arca perduta, Il ritorno dello Jedi, Guardia del corpo) poliedrico, a suo agio tanto con materiali di pura evasione che con storie più intellettuali o di chiara matrice letteraria. Le sue opere nonostante grossi budget e grandi star internazionali non hanno mai completamente aderito all’idea di un cinema di puro intrattenimento rivelandosi alla fine per quello che sono: opere problematiche prive di soluzioni finali, meditazioni filosofiche che procedono a tentoni verso la comprensione di un mondo mutevole e sfuggente.

In Turista per caso l’ispirazione viene direttamente dal libro omonimo di Anne Tyler. Un libro secondo il regista intriso di umorismo e tristezza, con al centro un uomo Macon Leary (William Hurt) il cui mondo va in frantumi  dopo la morte del figlioletto di nove anni avvenuta durante una rapina all’interno di un fast food. Leary è uno scrittore di guide turistiche, maniaco del controllo e terrorizzato dal caos del mondo. I suoi scritti sono dei perfetti manuali di sopravvivenza per chi si trova costretto a viaggiare per affari, lasciando la comoda e rassicurante routine familiare. Il suo obiettivo è facilitare la vita del turista per caso, facendolo sentire a casa anche nei luoghi più remoti della terra. Consigli che Macon applica in primis a se stesso, trasformandosi in un’invidiabile uomo “in poltrona” in giro per il mondo. Fino a quando la tragedia si materializza paralizzando la sua esistenza e quella di sua moglie Susan (Kathleen Turner) che decide di andarsene, lasciandolo in compagnia di Edward pestifero e inconsolabile corgi con qualche problema comportamentale. Tuttavia saranno proprio i capricci del suo amico a quattro zampe a condurlo da Muriel (Geena Davis) eccentrica e apparentemente svitata istruttrice di cani che a poco a poco lo riporterà alla vita facendogli intravedere dietro al temutissimo caos del mondo una stella danzante. Ma Susan di colpo riappare rivendicando una seconda possibilità. A quel punto Macon si troverà davanti a un bivio e sarà costretto a scegliere se restare comodamente seduto in poltrona oppure alzarsi ed espandere la propria vita.

La morte di un figlio, l’elaborazione del lutto, l’impossibilità di esprimere le proprie emozioni sono temi importanti, enormi che Kasdan con impagabile maestria affida alla discrezione e sensibilità dei suoi interpreti. Il film ruota intorno a un personaggio cupo e scostante con il quale è difficile relazionarsi. Il suo mondo ovattato non prevede condivisione, dialogo, svago. “Non amo i film, fanno sembrare tutto così ravvicinato” confessa a Muriel, quasi a voler rimarcare l’importanza strategica di mantenere una distanza di sicurezza e preservare un territorio che gli consenta il privilegio di porsi al di sopra di un mondo, caratterizzato da controllo e paura. Per Kasdan il mondo è un posto pericoloso, caotico, fuori controllo, dove tutti in qualche modo cercano di stare “al passo” adottando svariati metodi di autodisciplina. Kasdan mitiga tensioni e conflitti bilanciando dramma e commedia, concentrandosi su dettagli e sfumature, ma sopratutto affidandosi ad uno strepitoso tris d’attori.

Ad una prima parte più lenta e contemplativa dove l’azione latita e sembra non succedere niente, ne segue una più pragmatica dove la tensione cresce insieme al dilemma di Macon. La scrittura di Kasdan è come al solito densa, corposa e sprigiona un “brivido caldo” nel dialogo finale fra gli ex amanti maledetti Hurt/Turner.

 Susan: “Non so perché fra noi non funziona più

Macon: “Comincio a credere che non conti solo quanto si ama qualcuno. Forse quello che conta è quello che riesci ad essere quando sei con qualcuno

Susan: “Abbiamo sbagliato a provarci di nuovo?”

Macon: “No, l’errore è credere di poter pianificare ogni cosa. Come se tutto fosse un viaggio d’affari. Le cose accadono e basta. Questa donna mi ha dato un’altra possibilità di decidere chi sono”.  

Già le cose accadono e basta, come la scomparsa di un attore divenuto simbolo e icona di un cinema che non c’è più. Avremmo potuto omaggiarlo con altri film, magari con Il bacio della donna ragno dove vinse un Oscar come miglior attore protagonista. Ma ripensando al suo volto, al suo sorriso e ai suoi occhi malinconici non può che balzare alla mente l’immagine finale di Turista per caso. Un primo piano che vale più di mille parole, omaggi, celebrazioni. Per un momento vorremmo fermare il tempo, stoppare quel prezioso fotogramma, entrare nello schermo e ammirare insieme a Muriel la grandezza di un magnifico attore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: