‘La calda notte dell’ispettore Tibbs’

di Roberta Lamonica ‘In the heat of the night’ (La calda notte dell’ispettore Tibbs), film del 1967 di N. Jewison. Con Rod Steiger (Oscar come miglior attore protagonista) e S. Poitier. Uno sceriffo di una piccola città del Mississippi collabora con un detective nero di Philadelphia per risolvere un caso di omicidio, con prevedibili tensioni... Continua a leggere →

Pioggia di ricordi (Isao Takahata, 1991)

Di A.C. Taeko è una giovane donna di 27 anni, che decide di lasciare temporaneamente Tokyo per andare in campagna dalla famiglia del cognato e dedicarsi alla raccolta stagionale del cartamo, così per evadere dalle turbolenze personali della grande città. Il viaggio sarà per lei anche uno spunto per ripercorrere le tappe della sua infanzia... Continua a leggere →

L’insolito caso di Mr. Hire (1989), di Patrice Leconte

di Laura Pozzi Patrice Leconte regista elegante e piacevolmente discontinuo sul finire degli anni ottanta realizza una delle opere più pregevoli della sua filmografia: L’insolito caso di Mr. Hire. Il film tratto da Il fidanzamento del signor Hire, cupissimo romanzo di Georges Simenon è anche il remake di Panico, pellicola del 1946 firmata da Julien... Continua a leggere →

‘Hollywood Party’, di Blake Edwards (The Party, USA 1968)

https://youtu.be/SU9s8L7Sewg Di Andrea Lilli Questa non è una recensione: è una dichiarazione d'amore (corrisposto). Ti amo Hollywood Party, ti sono grato per le risate che faccio ogni volta che ti vedo. Non so perché. Ti conosco a memoria, dunque non dovresti più sorprendermi. E invece rido ancora. Sarò scemo io. Sarà una reazione chimica automatica,... Continua a leggere →

‘Tolo Tolo’ – Lo sguardo impietoso di Checco Zalone

di Mauro Valentini Un imprenditore sognatore e cialtrone che cerca di portare il sushi nelle Murge e che fallisce dopo un mese, che scappa in un villaggio vacanze in Africa, lasciando i debiti alla famiglia. Ma poi, proprio lì dove sta cercando di rifarsi una vita alla faccia dei suoi parenti, ecco che arriva la... Continua a leggere →

‘Harry ti presento Sally’ (Usa/1989), di Rob Reiner

di Girolamo Di Noto Può esistere l'amicizia tra un uomo e una donna? Può crearsi un legame, magari fraterno, tra loro, senza che il richiamo della passione porti inevitabilmente a trasformare quel rapporto in qualcos'altro? Questi interrogativi sono il filo conduttore di 'Harry ti presento Sally', commedia romantica diretta da Rob Reiner, scritta magistralmente da... Continua a leggere →

Barry Lyndon: lotta tra istinto e ragione come continuum nel cinema kubrickiano

di Bruno Ciccaglione Dopo il futuro ultraviolento immaginato per 'Arancia Meccanica' (1971), con Barry Lyndon (1975) lo sguardo di Kubrick, abbandonata la frenesia del film precedente, si rivolge quasi contemplativamente all’indietro, all’epoca storica che più lo ha interessato lungo l’arco della sua vita/carriera: il Settecento, l’Età dei Lumi. Di questa ambigua fascinazione per il trionfo... Continua a leggere →

Uncut Gems (Fratelli Safdie, 2019)

Di A.C. Howard Ratner, un gioielliere newyorchese di famiglia ebraica col vizio del gioco e indebitato con molteplici creditori, cerca di districarsi in una escalation di situazioni compromettenti dopo che, entrato in possesso di un prezioso opale nero etiope, mette in pratica una serie di scelte sbagliate dettate dalla leggerezza di giudizio. I fratelli Safdie,... Continua a leggere →

Il giovedì (1964) di Dino Risi

di Laura Pozzi Son passati 28 anni da quel triste e infausto 20 dicembre, giorno in cui Walter Chiari fu rinvenuto morto all’interno di un residence milanese stroncato da un infarto. Una scomparsa inaspettata e mai degnamente celebrata per uno degli attori più versatili ed esplosivi della scena italiana. Artefice ed iniziatore di quella televisione... Continua a leggere →

‘È solo la fine del mondo’ (2016), di Xavier Dolan

di Venceslav Soroczynski Un altro film di Dolan, di nuovo l'intensità in ogni sguardo, la penosa sospensione in ogni scena, il peso dei primi piani, dei primissimi piani. Anzi, cosa viene dopo il primissimo piano? Viene il piano “interiore”, quello che usò Bergman in “Persona”: dentro la bocca, dentro gli occhi, la telecamera riprende l'estraneità... Continua a leggere →

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