‘John Wick 3 – Parabellum‘: “Si vis pacem, para bellum” Se vuoi la pace, preparati a combattere.

di Paola Salvati

14 milioni di dollari la taglia su di lui e 30 minuti alla scomunica ufficiale.

Si apre così il terzo capitolo della saga di John Wick, direttamente dalla scena finale del secondo.

Una corsa contro il tempo per cercare di salvare la sua vita, proprio lui che da abilissimo killer

ne aveva stroncate tante.

Una spietata caccia all’uomo, scatenata da una taglia che fa gola tanto quanto l’onore di poter

eliminare una simile leggenda: il mondo degli assassini mercenari contro Wick, la preda.

“Regole e conseguenze”

Cos’è la scomunica?

E’ la perdita di tutti i servizi e della protezione, dati dalla Grande Tavola, organizzazione criminale

mondiale, nella quale John Wick ha militato per anni.

Il motivo è che ha osato uccidere su suolo “consacrato” l’uomo che aveva messo la taglia su di lui.

Violazione del codice interno che non ammette attenuanti, valido per tutti e a tutti applicato.

Il suolo in questione è il Continental, prestigioso hotel di New York, centro nevralgico dell’organizzazione che, come altri sparsi nel mondo,

gode di sacralità ed inviolabilità. Ne è direttore da anni Winston ed è lui ad aver concesso a Wick un’ora di tempo per salvarsi.

Tempo che scorre inesorabile, mentre John ne utilizza ogni singolo prezioso istante, cercando qualcosa nel passato che possa

aiutarlo ad avere un futuro.

Tic tac, tic tac…riuscirà a salvarsi?

“Ho servito e sarò al servizio”

Un susseguirsi mozzafiato di agguati feroci. Fughe, lotte, inseguimenti; armi, pallottole, lame; e sangue…e morte.

Costretto a chiedere favori a chi ancora aveva un debito con lui, John si spingerà fino nei luoghi più remoti, braccato senza sosta.

Per poter vivere in pace, nella memoria della sua amata Helen, dovrà tornare da dove era partito e riprendere ad uccidere.

John Wick 

Keanu Reeves ci ha da tempo abituato a simili performances, una su tutte Neo in Matrix. Ma qui si è perfezionato, portando l’arte 

del combattimento ad alti livelli. Non posso, quindi, limitarmi a dire che abbia interpretato molto bene il personaggio: lui è John Wick!

Ha fatto suo il ruolo al punto da fondersi con esso. Dà un’anima a questo criminale che cerca di redimersi. Fa sua la sofferenza, che

è principalmente interiore, e la trasmette tutta allo spettatore.

La Grande Tavola

Reeves è la punta di diamante di un cast di notevole caratura. 

Già presenti nei film precedenti, ritroviamo il brillante Jan McShane, nel navigato 

e lungimirante Winston, affiancato dal servizievole ed astuto concierge Charon, Lance Reddick. 

E Laurence Fishburne – Bovery King, perfetto re di questo quartiere di NY , da cui controlla bassifondi e malavita.

Da lui Wick ha avuto la Kimber 1911, arma del delitto.

Ma ci sono nuovi ingressi: Mark Dascacos, campione di kung-fu e karate, è Zero, il piu letale degli assassini, incaricato dalla Giudicatrice (Asia Kate Dillon) di infliggere la condanna a Wick.

Direttrice del teatro, in realtà centro di addestramento per spie e assassini, è Angelica Houston, che veste elegantemente i panni di donna austera e glaciale, capo della Ruska Roma bielorussa di NY.

Arriva nella storia anche Sofia, elemento di spicco dell’organizzazione impersonato dalla bella e brava Halle Berry. All’altezza del ruolo, fa sfoggio di grande abilità nella lotta.

Per gli amanti del genere, questo è di certo il più realistico degli action-movies, per intensità e cruenza degli scontri fisici, per varietà di discipline marziali e armi utilizzate.

Il ritmo frenetico imposto dal regista Chad Stahelski fa mancare il respiro allo spettatore fin dal primo minuto e il tocco di noir opprime quanta basta.

La scelta dell’ambientazione in una New York costantemente piovosa, le scene girate di notte e quelle in ambienti poco luminosi, rendono perfettamente l’idea dell’oscurità 

in cui la criminalità si muove.

Scenografia e fotografia, curate e di grande livello, ne aumentano la suggestione.

E per finire, va citato il cane di Wick, simbolo di fedeltà. 

Quella che Wick ha assicurato per anni alla Grande Tavola. Quella che ora giura al suo amore perduto.

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