‘Beautiful boy’:the miracle of love

di Marzia Procopio

“Beautiful boy” è un lungo film sulle dipendenze e sul loro impatto sulle famiglie, ed è anche la storia di un rapporto molto forte fra un ragazzo di nome Nic, il “Beautiful boy” interpretato dal sempre più maturo Timothée Chalamet, e suo padre David, un intenso Steve Carell particolarmente in parte. La sceneggiatura di basa su una storia vera raccontata dai protagonisti David e Nicolas Sheff in due libri che portano quindi i due punti di vista, i due vissuti di questa parabola lunga 8 anni.

La cifra del film è la destrutturazione dei pregiudizi sulla tossicodipendenza, la quale non colpisce solo i giovani sfortunati, ma è una vera e propria malattia che può interessare chiunque, anche un giovane bello, intelligente e sensibile come Nicolas.

Il regista fiammingo Felix van Groeningen, che sceneggia la storia con Luke Davies, sceglie di alternare passato e presente proprio per far emergere le qualità di Nic, sensibile e dolce fin da piccolo, e il rapporto speciale che lo lega al padre, con il quale si saluta con la formula “Everything”, più di tutto, fin dalla loro prima separazione (Nic va a Los Angeles a trascorrere le vacanze con la mamma, una bravissima Amy Rian).

La bellezza di questa famiglia passa anche per il legame con la seconda moglie del padre, una Maura Tierney che ama profondamente il ragazzo, e con i fratellini, in particolare con il piccolo Jasper (la scena sulla spiaggia del gioco complice fra i due è molto poetica). Insomma, una famiglia unita dall’amore reciproco che viene colpita da una vera e propria malattia e che prova come sentimento dominante la vergogna: Nic passerà attraverso molte ricadute fino alla resa del padre, alla sua rinuncia a ogni tentativo di salvare questo figlio votato all’autodistruzione e che l’amore sembra non riuscire a salvare.

Del film, oltre alle interpretazioni e alla costruzione narrativa, sono pregevoli il montaggio e la fotografia, ma su tutto spiccano, proprio a sostenere le due figure e la loro complicità, alcune canzoni più famose, come Beautiful Boy di Lennon e i Nirvana di Territorial pissing, e altre meno celebri ma ugualmente caratterizzanti, fra cui la malinconica e suggestiva Svefn-g-englar degli islandesi Sigur Ros e un pezzo di Zola Jesus dal titolo Wiseblood.

Un film consigliato ai genitori – che fanno il mestiere più complicato del mondo – e ai ragazzi, che ci troveranno degli spunti di riflessione sul tema della responsabilità personale bei confronti di se stessi e delle persone che (li) amano. In sala dal 13 giugno.

Una risposta a "‘Beautiful boy’:the miracle of love"

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  1. Per quel che so, ogni figlio perso nelle tossicodipendenze insegna al genitore, specialmente a quelli che “are busy makin’ other plan” (JL) cosa sono davvero amore e umiltà. Il prezzo però è sempre altissimo. Andrò a vedere il film, grazie.

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