I cancelli del cielo, di Michael Cimino (1980)

di Girolamo Di Noto - Questo insolito, struggente e atipico western che contemporaneamente celebra e distrugge il mito della Frontiera è uno straordinario affresco di una delle pagine più infamanti della storia americana: la Johnson County War del 1890, nel Wyoming,  che vide protagonisti da una parte i ricchi proprietari terrieri, dall'altra le comunità di immigrati europei, destinati a sfociare in un conflitto sanguinoso.

Giorni perduti, di Billy Wilder (1945)

di Girolamo Di Noto Esistono registi che hanno saputo raccontare con magistrale perfezione di tecniche narrative la vita di personaggi comuni, imbrigliati tra ambizioni di successo e incapacità a realizzarlo. Wilder, ad esempio, con il suo The lost weekend (Giorni perduti) ha dato vita, con eccezionale brillantezza, ad un'opera superlativa sulla perdizione di un uomo,... Continua a leggere →

Sul Multiverso di Everything  Everywhere All at Once

di Marco Grosso - Perché un film modesto e addirittura "noioso" fa incetta di tutti gli Oscar che contano e incontra anche il favore di certa critica non solo mainstream? Una riflessione

Shampoo, di Hal Ashby (1975)

di Bruno Ciccaglione - Una commedia divertente e amara, che racconta con disincanto la fine delle illusioni di una generazione, in un'America in cui l'ipocrisia domina in politica come nelle camere da letto.

Quei bravi ragazzi (Good fellas), di Martin Scorsese (Usa/1990)

di Girolamo Di Noto - Con un Joe Pesci da Oscar (80 anni il 9 febbraio), 'Quei bravi ragazzi' mescola in modo unico quotidianità e delitti, cocaina e ragù, aspetti della vita di tutti i giorni e efferate scene di violenza, in un flusso di immagini senza sosta.

La promessa, di Sean Penn (Usa/2001)

di Girolamo Di Noto "Ovunque solo tracce elusive e vaghi indizi - ragguagli reticenti o comunque inattendibili ". (Giorgio Caproni, L'ultimo borgo) Molteplici ragioni possono spingere un regista, specie se si tratta di un attore-regista, a confrontarsi con un'opera letteraria. Ciò che ha spinto Sean Penn a mettere in scena La promessa - Un requiem... Continua a leggere →

Aftersun, di Charlotte Wells (2022)

di Marzia Procopio - Una vacanza in Turchia, un giovane uomo e sua figlia, il tentativo poetico e struggente di ricostruire attraverso le schegge della memoria l’irraggiungibile ritratto di un padre misterioso e amatissimo: Aftersun di Charlotte Wells, il film più intenso, delicato e potente dell’anno.

Monsieur Verdoux, di Charlie Chaplin (1947)

di Bruno Ciccaglione - A seguito della catastrofe umanitaria della seconda guerra mondiale, Chaplin mostra tutto il suo cupo sgomento raccontando un "serial killer", che in una commedia degli orrori, a confronto dei capi di stato o dei capitani d'industria, è solo un dilettante.

Il circo, di Charlie Chaplin (Usa/1928)

di Girolamo Di Noto - Chaplin mette in scena il suo Charlot, vagabondo tenero e impacciato, incapace di integrarsi nell'ambiente che lo circonda, non produce una comicità fine a sé stessa, ma una miscela misurata di lievità e gravità, toccando le corde più sensibili dell'animo umano, suscitando risate liberatorie, sorrisi amari e qualche lacrimuccia.

Intrigo internazionale, di Alfred Hitchcock (Usa/1959)

di Girolamo Noto - Originale, brillante, sorprendente: il film è prima di tutto una lezione di stile, una storia raccontata con straordinaria maestria, capace di rendere efficace un pensiero attraverso la potenza delle immagini e dei suoni, abile nel riuscire a legare scene macabre con quelle da commedia, usando così la forza dell'ironia per smorzare la tensione.

Blog su WordPress.com.

Su ↑