Easy Rider, di Dennis Hopper (1969)

di Bruno Ciccaglione "Tutto ciò che voleva Era essere l’ibero Ed è così Che alla fine è andata" Il road-movie per eccellenza, capace di lasciare un segno indelebile nel cinema, nel mezzo della transizione verso gli anni '70 del '900.

E… ora qualcosa di completamente diverso (UK 1971), di Ian MacNaughton

di Andrea Lilli - Il primo lungometraggio del gruppo Monty Python conta oltre cinquanta primavere ma non ha perso nulla della sua carica comica. Ci è tornato in mente per la sua geniale barzelletta più divertente del mondo, soluzione perfetta e disarmata per annientare gli eserciti più virulenti. L'attenzione sarcastica sul mondo militare è frequente... Continue Reading →

Sobborghi, di Boris Barnet (Urss/1933)

di Girolamo Di Noto - In una remota cittadina di provincia, dove l'economia ruota esclusivamente intorno ad un calzaturificio e tutti sono calzolai, la lentezza del tempo sarà sconvolta dall'urto della Grande Storia, con la Prima guerra mondiale e la Rivoluzione d'Ottobre a scuotere i destini di un'umanità sospesa e a metterla alla prova.

Female Trouble, di John Waters (1974)

di Greta Boschetto - Female Trouble è un film del 1974 diretto da John Waters e interpretato da Divine, Mink Stole e Edith Massey. Tutto nei film di Waters è una parodia cattiva, divertente e a tratti esasperante della società. Il cattivo gusto regna sovrano e si lega indissolubilmente a pilastri del cinema e della società di quegli anni stimati da Waters.

La calda amante, di François Truffaut (La peau douce, 1964)

François Truffaut mette in questo film - più che in tanti altri - emozioni e sentimenti attinti direttamente dalla propria vita, e trasmessi con la consueta eleganza: ed è un regalo insostituibile. "Nel suonare, per prima cosa ci si deve preoccupare di trasmettere emozioni... Non solo per sé stessi, ma anche per gli altri". (André Gide, ripreso in una proiezione di un film nel film. 'Jouer' in francese vale come 'to play': significa giocare, suonare, recitare, proiettare un film, ed altro.)

La stazione, di Sergio Rubini (1990)

In una notte buia e tempestosa, alla stazione più dimenticata della Puglia arriva Flavia. È bella come il sole, elegante nel vestito da sera generosamente scollato. Vuole un biglietto per il primo treno diretto a Roma o a Milano, ovviamente in prima classe. Il capostazione Domenico mantiene un certo contegno, ma il suo equilibrio è in evidente pericolo.

La terrazza, di Ettore Scola (1980)

di Federico Bardanzellu. La Terrazza, di Ettore Scola, uscito nel 1980, esprime egregiamente la crisi vissuta dalla sinistra intellettuale italiana, a partire dalla fine degli anni Settanta. Il decennio passato era stato contrassegnato dai crimini delle BR. Gli intellettuali, all’epoca, avevano appoggiato la contestazione e chiuso un occhio di fronte alle violenze degli extraparlamentari. Dopo... Continue Reading →

Yuppi Du, di Adriano Celentano (1974)

di Laura Pozzi Non per soldi…ma per denaro. Parafrasando la fantasiosa traduzione in italiano di The fortune Cookie (1966), cinica e amarognola commedia di Billy Wilder con protagonista Jack Lemmon, possiamo arrivare al cuore eternamente “spezzato” dell’eccentrico e pazzoide Yuppi Du, film girato e interpretato da Adriano Celentano nel 1974. Presentato l’anno dopo al Festival... Continue Reading →

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