di Bruno Ciccaglione - Stanley Kubrick, che aspirava ambiziosamente a essere un regista completamente diverso dagli altri, lo diventa effettivamente proprio con 2001, diventando il maniaco del controllo assoluto della sua opera e di tutti i suoi aspetti (da quelli artistici a quelli tecnici, da quelli produttivi a quelli commerciali), realizzando un’opera che è uno spartiacque per la storia del cinema, ma che va ben al di là del cinema stesso.
Storie – Codice sconosciuto, di Michael Haneke (2000)
di Greta Boschetto Code inconnu: Récit incomplet de divers voyages (distribuito in Italia come “Storie - Codice sconosciuto") è un film del 2000 diretto da Michael Haneke con Juliette Binoche, Thierry Neuvic e Luminita Gheorghiu. Una distratta e frenetica Parigi, una strada grigia, abiti neri, bordeaux, verde scuro, color cammello. Una pennellata di filtro freddo... Continua a leggere →
I migliori anni della nostra vita, di William Wyler (Usa/1946)
di Girolamo Di Noto "Solo i morti hanno visto la fine della guerra" (George Santayana) Nella storia del cinema, all'interno dei film di guerra, spesso si è sviluppata una riflessione importante dedicata alle conseguenze che l'evento bellico ha apportato, soprattutto sul piano psicologico, sui personaggi che vi hanno preso parte. Indimenticabile esempio di cinema che... Continua a leggere →
Il trapezio della vita, di Douglas Sirk (Usa/1957)
di Girolamo Di Noto - Tratto dal romanzo Oggi si vola di William Faulkner (che considerò la sceneggiatura di George Zuckermann il miglior adattamento cinematografico di un suo testo), Il trapezio della vita è una storia che affascina e seduce pur essendo impregnata di cupo pessimismo.
Shell, di Scott Graham (2012)
di Nicole Cherubini - Alla sua opera prima, Scott Graham dirige un coming of age doloroso, malinconico eppure non rassegnato, capace di non chiudersi in sé stesso e di aprire alla sua protagonista una via alternativa, più luminosa.
Le mani sulla città, di Francesco Rosi (1963)
di Bruno Ciccaglione - Francesco Rosi e Raffaele La Capria, aiutati dal clima denso di aspettative e speranze che si respirava nell’Italia del primo centrosinistra, decidono di costruire un film che sveli al grande pubblico i meccanismi del potere e gli intrecci economici e politici in cui si manifesta, con un film che vince il Leone d'oro a Venezia nel 1963. Molto di quel sistema di potere è cambiato da allora, ma molto è rimasto così com'era nel 1963.
Tristana, di Luis Buñuel (Francia/Italia/Spagna, 1970)
di Girolamo Di Noto - Con Tristana ancora una volta Luis Buñuel non solo sa tratteggiare il ritratto viscido e ipocrita di un borghese aberrante, ma è anche abile nel risaltare il ribaltamento della dialettica vittima carnefice, con Tristana che imparerà così bene la lezione di ipocrisia e di crudeltà di Don Lope da utilizzarla proprio contro di lui.
FLORENCE di Stephen Frears, Usa (2016)
di Simone Lorenzati “Non importa avere grande talento ma saper sognare in grande” Siamo nella New York del 1944, e l’ereditiera Florence Foster Jenkins è una gran signora ben inserita nei salotti dell’alta società della City. Amante dell’arte, soprattutto innamorata della musica, con il marito e manager St Clair Bayfield, organizza performance canore a cui... Continua a leggere →
L’amore molesto, di Mario Martone (1995)
di Bruno Ciccaglione - In una Napoli d'altri tempi, il doloroso ma liberatorio percorso interiore di una donna alla riscoperta di sé. Dal primo romanzo di Elena Ferrante, forse il più bello dei film di Mario Martone.
Rushmore, di Wes Anderson (Usa/1998)
di Girolamo Di Noto - Rushmore è quasi una storia fiabesca e delicata, una commedia bizzarra, minimalista calibrata su personaggi che non hanno ancora gli strumenti adatti per raggiungere i propri scopi o ancora alla ricerca di se stessi, persi nella monotonia della vita.