di Girolamo Di Noto - Girato in Messico nel 1953 con pochi soldi e in tre settimane, molto amato dallo psicanalista Jacques Lacan che faceva vedere il film ai suoi studenti durante i suoi corsi universitari, Él è un geniale ritratto delle ossessioni a cui può portare l'idea borghese del "possesso"
I cancelli del cielo, di Michael Cimino (1980)
di Girolamo Di Noto - Questo insolito, struggente e atipico western che contemporaneamente celebra e distrugge il mito della Frontiera è uno straordinario affresco di una delle pagine più infamanti della storia americana: la Johnson County War del 1890, nel Wyoming, che vide protagonisti da una parte i ricchi proprietari terrieri, dall'altra le comunità di immigrati europei, destinati a sfociare in un conflitto sanguinoso.
Giorni perduti, di Billy Wilder (1945)
di Girolamo Di Noto Esistono registi che hanno saputo raccontare con magistrale perfezione di tecniche narrative la vita di personaggi comuni, imbrigliati tra ambizioni di successo e incapacità a realizzarlo. Wilder, ad esempio, con il suo The lost weekend (Giorni perduti) ha dato vita, con eccezionale brillantezza, ad un'opera superlativa sulla perdizione di un uomo,... Continua a leggere →
The Wire, serie di David Simon (2002-2008)
di Bruno Ciccaglione - Se alla sua uscita all’inizio del secolo The Wire fu accolta positivamente ma senza entusiasmi particolari, con il passare degli anni è cresciuta la consapevolezza che si trattasse di una delle serie più belle di sempre, forse perché nell’arco delle sue cinque stagioni – ben oltre la messa in scena di una serie poliziesca ambientata nella città di Baltimora – ha saputo offrire una rappresentazione impietosa delle contraddizioni degli Stati Uniti e in generale del capitalismo contemporaneo.
Un affare di donne, di Claude Chabrol (1988)
di Girolamo Di Noto - Ispirato ad una storia vera, quella di Marie-Louis Girard, una delle ultime donne ghigliottinate in Francia, Un affare di donne è uno strepitoso affresco della Francia occupata, ma anche un modo emblematico per riflettere sull'ipocrisia del potere costituito che trova nella donna il suo capro espiatorio. Grandissima interpretazione di Isabelle Huppert.
Requiem for a Dream, di Darren Aronofsky (2000)
di Margherita Loglio “Harry… puoi tornare oggi?” Così Marion osa chiedere con voce spezzata nel suo squallido bagno stringendo il telefono tra le dita. Un’ultima disperata richiesta di aiuto. E se dall’altro lato della linea riceve come risposta uno scoraggiato e dolorosissimo “Si.”, mentre fissa la sua immagine nello specchio asciugando una singola lacrima che... Continua a leggere →
Sul Multiverso di Everything Everywhere All at Once
di Marco Grosso - Perché un film modesto e addirittura "noioso" fa incetta di tutti gli Oscar che contano e incontra anche il favore di certa critica non solo mainstream? Una riflessione
Educazione Fisica, di Stefano Cipani (2022)
di Laura Pozzi In un tardo pomeriggio di fine estate, all’interno di una palestra buia e fatiscente vengono convocati d’urgenza i genitori di tre studenti di terza media. I motivi non si conoscono, ma la preside da cui è partita la chiamata ne sollecita la presenza per comunicazioni importanti. Tuttavia la donna è in ritardo... Continua a leggere →
Disco Boy, di Giacomo Abbruzzese (2023)
di Alessandro Marzia Orso d’argento per la fotografia (Helene Louvart) a Berlino 2023, Disco Boy è una di quelle poche opere che, pur rimanendo abbastanza chiare e lineari, riesce a regalare allo spettatore una sensazione di straniamento fuori dal comune. Sulla base di una trama apparentemente semplice, Giacomo Abbruzzese, che scrive e dirige il film,... Continua a leggere →
Il demone sotto la pelle, di David Cronenberg (1975 )
di Girolamo Di Noto - Cronenberg, con uno stile estremo e visionario, riflette sull'inquietudine del corpo, dalla forma sempre instabile, ultimo appiglio di un'identità indeterminata.