Biancaneve e i sette nani (1937), prodotto da Walt Disney. L’inizio della leggenda.

di Fabrizio Spurio

“Biancaneve e i sette nani” film capolavoro e pilastro del cinema, non soltanto d’animazione. Esempio di come l’arte poteva essere concepita come elemento di intrattenimento e creatrice di emozioni. La sfida di Walt Disney era fare in modo che il pubblico si potesse affezionare a personaggi disegnati e di fantasia. Farli sembrare tanto realistici da sospendere la credibilità e lasciarsi trasportare da colori, forme e suoni. Le atmosfere potenziate dalle scenografie ad acquarello contribuiscono a una totale partecipazione sensoriale.

I personaggi sono creati con cura, nulla è lasciato al caso. Disney voleva dimostrare all’industria cinematografica che era possibile una nuova dimensione di spettacolo cinematografico.

La protagonista è entrata in poco tempo nell’immaginario collettivo divenendo un’icona di purezza e buoni sentimenti. Biancaneve è un personaggio puro, essenza dei sentimenti d’amore e verità. Una protagonista virginale che vive in un costante stato di grazia e gentilezza ale quali fanno eco i suoi amici animali. Questi percepiscono la totale purezza che di fatto infrange le barriere tra il mondo della natura e l’uomo. Cade quella diffidenza che è naturale tra i due universi. Biancaneve persorre la pellicola in un viaggio che la porta dall’orrore della foresta alla gioia e bellezza della casetta dei nani. La sua fuga nel bosco, dopo aver scoperto che Grimilde la vuole morta, è uno sfoggio di tecnica e regia. Alle animazioni degli alberi spettrali che la minacciano, si sostituiscono immagini fisse di spaventosi spiriti che, grazie a carrellate e sovrimpressioni, sembrano comunque muoversi e incombere sulla giovane principessa. Passato lo spavento l’atmosfera si allenta e ci vengono presentati i nani, i veri protagonisti della vicenda. Sono loro che con le loro azioni portano avanti la vicenda, prima accogliendo Biancaneve, poi correndo in suo soccorso sconfiggendo la strega. Diversamente da tutte le precedenti versioni teatrali o cinematografiche, o anche nelle varie edizioni stampate, la personalità dei nani è perfettamente definita.

Ciascuno di loro è un personaggio con le sue peculiarità e personalità. Ogni nano ha un suo spazio ben preciso, anche se Brontolo, Dotto e Cucciolo sono quelli più rimangono nella mente e nel cuore degli spettatori. I nani diventano di fatto la nuova famiglia di Biancaneve, incarnando, di volta in volta, il ruolo di figli, fratelli e genitori. Saranno loro, infatti, a correre all’inseguimento della strega, non il principe. Grimilde è la prima cattiva di una lunga serie di villain, animata da Arthur “Art” Babbit.

 

In realtà il nome nel film non viene mai pronunciato. Appare per la prima volta nella riduzione a fumetti che ne fa Hank Potter nel 1937. Il nome deriva da Crimilde, personaggio del film “I Nibelunghi” del 1924. Sembra che l’ispirazione per la figura di Grimilde provenga dalla statua della marchesa Uta di Naumburg. E’ una donna glaciale, regale e vanitosa, intoccabile nella sua bellezza. E’ la regina di un regno di facciata: perfetto, pulito, elegante, ma che nasconde dentro di sé il marciume di sotterranei polverosi, ornati di ragnatele e scheletri, topi e ragni. Quest’ambiente rispecchia il vero volto di questo personaggio: dietro una facciata affascinante, si nasconde un animo vuoto, egoista ed egocentrico, proteso solamente verso la continua conquista della bellezza, di un volto che non abbia eguali nel regno.

Una donna che pur di esaltare la propria bellezza prorompente non esita a fasciare il suo corpo in un vestito che quasi ne castiga le forme ma che in realtà serve proprio a sottolineare le varie curve di un corpo che ancora si rende perfetto; un indumento che le incornicia il bellissimo volto in un cappuccio che tiene a bada la fluente chioma. Il vestito è un esempio di eleganza raffinata tra il viola della tunica, il nero del mantello nella parte esterna ed il rosso sangue in quella interna, quasi a voler simboleggiare il fatto che esteriormente la regina è un monolite di austera durezza, ma dentro, all’interno, può bruciare come una fornace se si osa sfidare la sua vanità.La vuotezza dell’animo di Grimilde si riflette nell’ambiente che la circonda: non ci sono servitori, né dame di compagnia. Il castello è deserto e privo di quel calore che dovrebbe avere un luogo che è il centro della vita di un regno. La solitudine regna nelle sale del maniero così come dilaga nel cuore della regina. Del resto il centro dell’interesse di Grimilde è il volto perfetto, tutto il resto passa in secondo piano.

Grimilde non si può veramente definire strega, non comanda gli elementi, non può lanciare incantesimi a distanza, ma possiede un laboratorio che fa di lei un’abilissima regina dell’alchimia, con le sue pozioni saprà mutarsi e uccidere.

Quando scopre che il cacciatore l’ha tradita, rifiutandosi di uccidere Biancaneve come lei gli aveva ordinato di fare, l’ira prende il sopravvento nella sua mente e la regina scende nei sotterranei per mettere in atto il suo piano. La scena della discesa verso il laboratorio è breve ma spettacolare: in un unico carrello verticale verso il basso vediamo Grimilde, avvolta nel suo enorme mantello, scendere di corsa le scale a chiocciola fino a giungere nel laboratorio. Questa non è solo una discesa fisica, ma anche mentale: è qui che scopriamo il vero lato oscuro e malefico di questa donna, nel mutare delle architetture che la circondano, che si fanno più tetre e marcescenti, riflesso del suo vero animo. E nella cantina troveranno anche posto una bara ed uno scheletro impiccato ad una parete, mentre una torma di topi seguirà l’arrivo della regina, strisciando tra numerosi teschi lasciati in giro un po’ ovunque nel sotterraneo.

Ed il mantello, come sarà fatto anche in altre scene di altri cattivi, enfatizzerà i movimenti della donna, rendendola spettacolare ed in un certo senso potente. Ma proprio quei teschi umani e quegli scheletri, sparsi per le cripte del castello ci fanno sorgere una domanda: sono per caso i resti dei suoi numerosi amanti? Possibile che Grimilde, nel suo egoismo, abbia voluto assaporare il piacere della conquista sull’altro sesso. E forse è proprio per questo motivo che la causa scatenante, la goccia che fa traboccare il vaso (dell’invidia) nei confronti di Biancaneve, sia stato proprio quel principe, da lei spiato ad inizio film, che ha osato rivolgere le sue attenzioni amorose verso la fanciulla vestita di stracci, lasciando in secondo piano lei, la regale bellezza che non aveva mai avuto rivali prima di quel momento. Il principe quindi potrebbe essere l’inconsapevole causa scatenante dell’odio omicida covato da Grimilde nei confronti della figliastra. Nel laboratorio della regina non troveremo sfere di cristallo o bacchette magiche.

L’unico oggetto magico in possesso di Grimilde è lo Specchio dal quale invoca il mago che le rivela la verità di tutto ciò che la circonda, forse lo stesso mago che le ha insegnato i segreti dell’alchimia con la quale può mantenersi giovane, cercando così di far trionfare la sua vanità.

E’ certo però che le conquiste di Grimilde potrebbero essere solamente sensoriali, non potendo lei provare né amore né altro tipo di sentimento verso gli altri, il suo amore incondizionato lo rivolge solamente al suo riflesso nello specchio. Ma di questa mancanza anche lei è vittima: nessuno la ama o prova affetto per lei. Gli unici personaggi che le rivolgono una certa attenzione sono due avvoltoi, ma anche in questo caso è un interesse puramente fisico.

I due avvoltoi la incontrano nel momento in cui Grimilde si è trasformata in vecchia, mentre con la sua mela avvelenata si reca nella casa dei nani per uccidere Biancaneve. Gli avvoltoi capiscono subito quello che accadrà a breve, sanno già che quella vecchia donna sarà il loro futuro banchetto. Percepiscono la morte che già la segue: nel momento in cui la vedono un sorriso si disegna sui loro volti. Hanno capito che quella vecchia ha ancora poche ore di vita e che presto quel corpo potrebbe diventare un lauto pasto. Da quel momento gli avvoltoi seguono la regina\vecchia, finché, una volta precipitata nel burrone, potranno planare a saziare la propria fame.

A ben guardare, anche lo spettatore potrebbe intuire il finale della tragedia osservando le similitudini tra gli uccelli e la regina: entrambi vestiti di nero, il loro becco ricurvo fa il paio con il naso adunco della regina, ed anche i capelli della donna, ormai incanutiti, ricordano il colletto di piume bianche dei due volatili.

La trasformazione di Grimilde è data da filtri magici, ma siamo veramente sicuri che in realtà non sia solo un effetto placebo l’assunzione del filtro? L’aspetto di vecchia orribile potrebbe essere il vero aspetto della regina, del suo animo corrotto e piagato dalla crudeltà, un rinvio al dualismo Jekyll/Hyde dove la vera natura dell’uomo è sepolta nelle profondità dell’animo.

Figura quasi marginale, il principe risulta essere un personaggio di servizio. C’è solamente per incarnare il sentimento di amore puro di Biancaneve e per rivelare allo spettatore, durante il loro primo incontro, il desiderio di Biancaneve, quella parte della trama che viene definita “dichiarazione d’intenti”, il momento in cui il protagonista afferma quello che desidera dalla vita. Biancaneve desidera solo la purezza di un amore, la gioia di vivere con la persona amata nel suo castello incantato.

E l’amore è idealizzato nel film dal finale in cui Biancaneve ed il principe si dirigono verso un orizzonte dorato, con un sole all’alba che diventa un castello dorato, perfetto nido d’amore idealizzato a coronamento della loro luminosa passione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: