Rapito, di Marco Bellocchio (2023)

di Laura Pozzi Dopo quello di Aldo Moro affiora un nuovo rapimento nel destino cinematografico di Marco Bellocchio. E stavolta senza nessuna liberazione, reale o immaginata. Duro e pragmatico fin dal titolo (anche se inizialmente si era pensato al meno esplicito e piรน conciliante ย La conversione) il regista piacentino dopo il successo di Esterno notte... Continua a leggere →

Il Sol dell’Avvenire, di Nanni Moretti (2023)

di Laura Pozzi Difficile scindere lโ€™uomo dallโ€™artista, sopratutto quando tra i due sโ€™insinua il โ€œpersonaggioโ€, una figura con la quale a volte diventa complicato formulare un giudizio senza cadere nella trappola del pregiudizio. Con Nanni Moretti, uomo, artista e personaggio si fondono da sempre in una cosa sola compiendo un percorso unico dove il punto... Continua a leggere →

Eo, di Jerzy Skolimowski (2022)

di Andrea Lilli - Eo non vincerร  lโ€™Oscar come miglior film straniero (ovvero non USA), nella cinquina dei candidati รจ il meno favorito, ma รจ sicuramente il miglior film straniante. Lโ€™occhio calmo del giovane asino in fuga dagli squallori umani, interpretato dallโ€™occhio inquieto del vecchio Skolimowski, spiazza lo spettatore come un piatto esotico, agrodolce, mai... Continua a leggere →

Il cliente / The Salesman, di Asghar Farhadi (Iran 2016)

- di Andrea Lilli Sappiamo che in tema di rapporti di coppia e di violenza sulle donne il privato รจ inestricabilmente politico, ma la bellezza di questo film emerge meglio se, almeno durante la sua visione, facciamo finta di non sapere cosa stia succedendo oggi in Iran. Il suggerimento รจ di evitare facili riferimenti immediati e di... Continua a leggere →

Barton Fink – รˆ successo a Hollywood, di Joel Coen (Usa/1991)

di Laura Pozzi Per ogni appassionato di cinema, il mese di maggio conduce spesso a (ri)vivere le fastose atmosfere del Festival di Cannes. E a questo proposito fra le Palme dโ€™oro piรน sorprendenti e originali assegnate negli ultimi trentโ€™anni spicca quella consegnata da Roman Polanski nel 1991 a Joel e Ethan Coen per Barton Fink... Continua a leggere →

Esterno notte, di Marco Bellocchio (2022)

di Laura Pozzi Quasi ventโ€™anni fa ย sul finale di Buongiorno notte, Marco Bellocchio "liberava" lโ€™onorevole Aldo Moro dopo 55 giorni di prigionia. In una livida mattina di maggio, sulle ipnotiche note di Shine On You Crazy Diamond dei Pink Floyd, Roberto Herlitzka usciva dallโ€™incubo, provava a dare un senso a quella prova assurda e incomprensibile... Continua a leggere →

Lamb, di Valdimar Jรณhannsson (2021)

di Andrea Lilli - รˆ arrivato il 31 marzo nelle sale italiane Lamb, vincitore a Cannes 2021 del premio per l'originalitร  nella sezione Un certain regard: riconoscimento meritato, essendo un film che inventa un mammifero inedito, metร  uomo e metร  pecora, un nuovo ibrido mitico da aggiungere al catalogo zoologico fantastico in cui troviamo i... Continua a leggere →

Makala, di Emmanuel Gras (FRA 2017)

di Andrea Lilli - Makala in swahili significa carbone. Mentre il destino del nostro pianeta si gioca sul mercato internazionale di gas e petrolio, il combustibile che fa sopravvivere il giovane Kabwita Kasongo รจ il carbone vegetale, autoprodotto e trascinato al mercato locale su una bicicletta, lungo 50 chilometri di strade pericolose. Con la moglie... Continua a leggere →

Il Nastro Bianco, di Michael Haneke (2009)

di Laura Pozzi Che si tratti di un nastro bianco, di una bandiera rossa, di un lasciapassare verde (o per stare al pass coi tempi โ€œgreenโ€), lโ€™aberrante e folle strategia dei colori si ripropone indisturbata nel corso della storia, portando con se una feroce e pericolosissima deriva autoritaria edulcorata dalle sfumature del colore prescelto. Michael... Continua a leggere →

La calda amante, di Franรงois Truffaut (La peau douce, 1964)

Franรงois Truffaut mette in questo film - piรน che in tanti altri - emozioni e sentimenti attinti direttamente dalla propria vita, e trasmessi con la consueta eleganza: ed รจ un regalo insostituibile. "Nel suonare, per prima cosa ci si deve preoccupare di trasmettere emozioni... Non solo per sรฉ stessi, ma anche per gli altri". (Andrรฉ Gide, ripreso in una proiezione di un film nel film. 'Jouer' in francese vale come 'to play': significa giocare, suonare, recitare, proiettare un film, ed altro.)

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