di Greta Boschetto Le altre è un film del 1969 diretto dal regista Alex Fallay con Erna Schürer e Monica Strebel. Era il 1969 e l’Italia viveva un momento d’avanguardia cinematografica e di libertà sessuale e di pensiero, in uno Stato però ancora confuso sui diritti civili (purtroppo anche adesso), che vedeva l’omosessualità ancora come... Continua a leggere →
La Luna, di Bernardo Bertolucci (1979)
di Laura Pozzi "Signora luna che mi accompagni Per tutto il mondo Puoi tu spiegarmi Dov’è la strada che porta a me." Signora Luna – Vinicio Capossela La Luna, ottavo lungometraggio diretto da Bernardo Bertolucci nel 1978 arriva dopo la dispendiosa, estenuante e meravigliosa avventura di Novecento. Un tour de force in due atti, girato... Continua a leggere →
“Ah, anche musicista!”, piccolo ricordo di Luciano Salce
di Bruno Ciccaglione Basta vedere la clip del documentario L’uomo dalla bocca storta e poi il finale dello stesso film, con le immagini che accompagnano i titoli di coda, per capire la grandezza ancora tutta da scoprire di Luciano Salce. Emblematicamente i due autori del film, il figlio di Salce Emanuele e Andrea Pergolari, che... Continua a leggere →
Pensavo fosse amore… invece era un calesse, di Massimo Troisi (1991)
di Federico Bardanzellu - Francesca Neri, Massimo Troisi - Pensavo fosse amore… invece era un calesse è stato il quinto ed ultimo lungometraggio diretto formalmente dal comico napoletano. Lo hanno preceduto Ricomincio da tre, Scusate il ritardo, Non ci resta che piangere e Le vie del Signore sono finite. Ad essi si aggiunge il mediometraggio... Continua a leggere →
Caro diario, di Nanni Moretti (1993)
di Andrea Lilli - Un film in tre episodi, nato quasi per caso: "Volevo fare solamente un cortometraggio. Era agosto, ero a Roma. Mi piaceva andare in giro in Vespa per la mia città e mi è venuto in mente di farci un filmino". Poi le discese della Vespa ripresa in campo lungo tra le... Continua a leggere →
Fantozzi, di Luciano Salce (1975)
di Bruno Ciccaglione Dopo aver cambiato la vita e la carriera di Ugo Tognazzi, affidandogli il ruolo del protagonista di Il Federale, chiamato in extremis a risolvere un progetto avviato ma che pareva in un vicolo cieco, Luciano Salce cambierà la vita e la carriera anche di Paolo Villaggio, legandolo per sempre all’esilarante personaggio del... Continua a leggere →
Sotto il segno dello scorpione, di Paolo e Vittorio Taviani (1969)
di Bruno Ciccaglione Già con i Sovversivi (1967), il primo film diretto da Paolo e Vittorio Taviani senza il terzo coautore dei film precedenti Valentino Orsini, i fratelli di San Miniato avevano aperto una nuova fase del loro cinema quando, davanti alla bara di Togliatti, uno dei protagonisti del film mormorava “Era l’ora!”, svelando così... Continua a leggere →
Guarda in alto, di Fulvio Risuleo (2017)
di Andrea Lilli - Giacomo Ferrara, Fulvio Risuleo Guarda in alto è un buon suggerimento per te che stai leggendo, per me che sto scrivendo. Alziamo la testa, allarghiamo l’orizzonte, allunghiamo la prospettiva. Solleviamolo, ogni tanto, 'sto sguardo attaccato allo smartphone, schiacciato sul display, imprigionato nel monitor. Qualunque parola o immagine ci stia dentro, ci... Continua a leggere →
Il grido, di Michelangelo Antonioni (1957)
di Girolamo Di Noto L'arte non rende il visibile. Ma rende visibile ciò che visibile, non è (Paul Klee) Diverse ragioni possono concorrere al successo nella carriera di una star: la bellezza, il talento, l'occhio attento e perseverante di un regista, la scommessa di un produttore. Nel caso di Alida Valli, di cui da pochi... Continua a leggere →
Il Divin Codino, di Letizia Lamartire (2021)
"Il Divin Codino" di Letizia Lamartire, uscito su Netflix in questi giorni, è un prodotto con cui è difficile empatizzare. Rispetto al genere dei film sportivi risulta eccentrico, indubbiamente per un'impostazione anticlimatica nella sceneggiatura, nella recitazione e nella regia. Si tratta ovviamente del biopic dedicato a Roberto Baggio, grande artista del pallone nostrano (interpretato in modo convincente da Andrea Arcangeli): Divin Codino è il soprannome che rende con efficacia la frivolezza e il misticismo della sua maschera pubblica.