di Bruno Ciccaglione Camuffato da documentario biografico su un grande musicista del passato, il primo film di Franco Maresco dopo la rottura con il suo ex complice Daniele Ciprรฌ, Io sono Tony Scott, ovvero come l'Italia fece fuori il piรน grande clarinettista del jazz (2010) รจ in realtร un sofferto โautoritratto traspostoโ (come scriverร Bruno... Continua a leggere →
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?, di Ettore Scola (Italia, 1968)
di Bruno Ciccaglione La pulsazione ritmica con cui si aprono i titoli di testa, due colpi in sequenza che ricordano il battito cardiaco, offre un tappeto che accompagnerร le scene chiave del film, aiutando a descrivere la contrapposizione tra lโopulento e annoiato mondo borghese della Roma dellโepoca โ gli invitati ad una festa fanno un... Continua a leggere →
Il sogno di Omero, di Emiliano Aiello (2018)
di Andrea Lilli Cecitร , sogno, cinema Ciechi e poeti vedono al buio piรน degli altri, disse un poeta divenuto cieco, Jorge Luis Borges. Ma come sognano, cosa sognano quelli che sono nati ciechi? Indagini scientifiche, tra cui quelle pubblicate dal 2003 da H. Bรฉrtolo, ricercatore dell'Universitร di Lisbona, sostengono che i ciechi sognano come i... Continua a leggere →
Morto Troisi, Viva Troisi!, di Massimo Troisi (1982)
di Laura Pozzi Due anni dopo il folgorante esordio con Ricomincio da tre, Massimo Troisi torna dietro la macchina da presa e si scusa per il ritardo. Un mea culpa velato di sottile ironia e amara consapevolezza, ma assolutamente necessario per chi troppo maliziosamente aveva scambiato quel farsi attendere per unโindolenza tipica del suo carattere.... Continua a leggere →
Nuovo Cinema Paradiso, di Giuseppe Tornatore (1988)
di Roberta Lamonica "Ci sono stati anni in cui il cinema รจ stato per me il mondo". Italo Calvino, nel suo saggio Autobiografia di uno spettatore (1974), ha parlato proprio di 'mondo' in riferimento alla sala cinematografica e al potere dello schermo di trasportare lo spettatore in un mondo parallelo fatto di luci, suoni e... Continua a leggere →
Splendor, di Ettore Scola (1989)
di Laura Pozzi Un laconico brindisi a tre, e giรน il sipario sul cinema Splendor. I titoli di testa, accompagnati dalle sognanti note del maestro Trovajoli scorrono veloci e danzanti su quel glorioso vecchio schermo, incorniciato da sontuose tende in velluto rosso, un tempo specchio riflesso di emozioni sopite, malizioso cupido di incontri occasionali, detentore... Continua a leggere →
Nitrato d’argento, di Marco Ferreri (Ita/Fra/Ung 1996)
di Bruno Ciccaglione I due giovani amanti, partigiani della resistenza francese, per nascondersi dai nazisti che li cercano, sono seduti nella galleria di un cinema affollatissimo. Pur di non essere catturati dalla Gestapo che irrompe brutalmente nella sala, i due giovani โ assieme ad un compagno โ decidono di saltare giรน. Mentre rantolano tremanti sul... Continua a leggere →
Brutti, sporchi e cattivi, di Ettore Scola (Italia 1976)
di Bruno Ciccaglione Attraverso un piano sequenza di piรน di tre minuti, allโinterno di una baracca della periferia romana, assistiamo al lento risveglio di un nucleo familiare di almeno una dozzina di persone. Tra gorgoglii di stomaci, gocce dโacqua che scolano da qualche tubo rotto, rumori corporali vari ed una musica assieme ossessiva e tristissima,... Continua a leggere →
L’ultimo piano, di Giulia Cacchioni / Marcello Caporiccio / Egidio Alessandro Carchedi / Francesco Di Nuzzo / Francesco Fulvio Ferrari / Luca Iacoella / Giulia Lapenna / Giansalvo Pinocchio / Sabrina Podda (Italia 2019)
di Andrea Lilli "Tu chi czz sei?" "Sono Diana, la nuova inquilina..." "Ah... Giร . Lo prendi il caffรจ?" Una studentessa. In cucina. Di prima mattina. Aurelio, il padrone di casa, in ciabatte e vestaglia aperta su boxer fantasia, punta la caffettiera archiviando indifferente la novitร appena giunta nel suo regno di quattro stanze, salone, cucina... Continua a leggere →
Romanzo popolare, di Mario Monicelli (Italia 1974)
di Bruno Ciccaglione Il dialogo improvvisato sulla scala minore tra chitarra acustica e piano elettrico, contrappuntato dalle frasi nervose della batteria, crea unโatmosfera di sospensione del tempo, un tappeto di cui riconosciamo gli elementi ma che risulta instabile. Quando la rarefazione armonica di un accordo alterato raggiunge il registro piรน alto, la voce di Jannacci... Continua a leggere →